Home Imprese Sostenibili Unilever: R&D avanzano per produrre prodotti a minor impatto sull’ambiente

Unilever: R&D avanzano per produrre prodotti a minor impatto sull’ambiente

Anche in Italia il gruppo britannico ha allo studio soluzioni di packaging e di prodotti con alla base ingredienti rinnovabili. L’esempio della energy cane e della plastica senza ricorso al petrolio. Ne parliamo con Serena Pezzia, responsabile del centro R&d Unilever di Casalpusterlengo

A pochi passi da Milano, a Casalepusterlengo, Unilever sta lavorando per trovare soluzioni alla riduzione di uso della plastica vergine nei packaging delle loro linee di prodotti (400 marchi nel campo dell’alimentazione, bevande, prodotti per l’igiene e per la casa).

È qui infatti che si trova uno dei laboratori di ricerca e sviluppo del gruppo britannico. Serena Pezzia è responsabile del centro R&d Unilever di Casalpusterlengo. In questa videointervista mettiamo a fuoco, con il suo aiuto, le ricerche portate avanti nel laboratorio lombardo tenendo conto quanto sia complessa la sfida: non si tratta infatti semplicemente di sostituire una plastica con l’altra.

La plastica riciclata che Unilever utilizza viene sottoposta a rigorosi test e controlli di qualità per garantire che gli imballaggi abbiano l’aspetto e le prestazioni della plastica vergine, per esempio, che non abbiano odori sgradevoli e che i colori siano ancora vividi e attraenti per i consumatori.

Le collaborazioni non mancano, ma è interessante notare anche quali sono le specifiche esigenze tecniche e professionali che ha un laboratorio come questo. Consigli che dà ai nostri lettori la stessa Pezzia.

Come si evince, anche in Unilever il ruolo dei biotecnologi industriali è fondamentale. Ma è ben chiaro come la rotta sia quella dell’economia circolare.

Interessante l’esempio raccontato dalla Pezzia nell’ambito della “energy cane” (una varietà di canna da zucchero che produce una quantità significativa di biomassa) che sarà utilizzata per produrre oli sostenibili, ma di cui poi non si scarta niente.

La vera innovazione – commenta la Pezziaè che l’olio sarà ricavato dall’intera pianta, comprese foglie e steli, non solo dai semi o dai frutti come avviene tradizionalmente“.

Questa nuova coltura, la Pezzia ne è certa, contribuirà significativamente alla riduzione delle emissioni di gas serra di Unilever entro il 2039.

Inoltre – continua la ricercatrice – l’energy cane offre vantaggi come la tolleranza allo stress climatico, la resistenza alla siccità e una protezione più efficiente del suolo contro l’erosione.

Oltre a produrre olio di biomassa, la pianta continuerà a produrre zucchero, che potrà essere utilizzato in altri processi biotecnologici per generare ingredienti speciali come fragranze, enzimi e ingredienti per la pulizia. Le fibre rimanenti della pianta possono essere utilizzate per la produzione di carta, cartone e energia rinnovabile“.

Il progetto vede la collaborazione di Nufarm.

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