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L’arte di non scartare niente la insegna Sc’Art!

associazione scart

A Genova da più di 10 anni l’associazione Sc’Art! diffonde la cultura del riuso e della riabilitazione sociale, per ridare nuova vita a materiali di scarto e un futuro a persone in stato di fragilità

Il nome scelto, Sc’Art!, già ci anticipa di che cosa si occupa l’associazione di promozione sociale fondata nel 2013 a Genova da Etta Rapallo ed Emanuela Musso.

Questa realtà nasce infatti con  l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali, attraverso la riduzione – se non l’eliminazione – dello spreco. Riutilizzo e recupero sono le parole chiave: il primo di materiali di scarto aziendali, commerciali e artigianali, il secondo di oggetti e arredi che, grazie a un processo creativo, dà vita a nuovi oggetti, in una perfetta logica di economia circolare rispettosa dell’ambiente e di tutte le soggettività.

L’associazione nasce su una base di impegno civico di entrambe le fondatrici, che incontrandosi in un contesto ludico come quello di un coro, ma provenienti da due esperienze molto diverse (Etta da una pluridecennale attività di operatrice sociale in una cooperativa ed Emanuela dal mondo del teatro, della scenografia, della creatività) scoprono di avere interessi e obiettivi comuni nel sociale.

Questi due mondi si uniscono per costruire i due progetti portanti, Centro Remida e Creazioni Al Fresco, dai quali scaturiranno poi altre attività sviluppate nel corso degli anni in maniera esponenziale, portando Sc’Art! a essere un punto di riferimento sia per la società civile sia per le istituzioni, con una struttura che fa leva sul volontariato, ma anche sulla presenza di persone regolarmente assunte.

Fin da subito Etta ed Emanuela hanno lavorato intensamente alla creazione di una rete di alleanze che permettono di sostenere, supportare e sviluppare le diverse attività, che necessitano di continuità, in particolare quelle legate alle istituzioni carcerarie, dove l’Associazione è riconosciuta come un punto di riferimento molto significativo.

Remida Genova fa anche parte della Rete promossa dal Centro Remida di Reggio Emilia (attivo dal 1996), che sostiene gli altri Centri Remida attivi in Italia e nel mondo (Borgo San Lorenzo/Firenze, Buenos Aires, Calderara di Reno/Bologna, Milano, Napoli, Perth/Australia, Sodertalje/Svezia, Torino, Trondheim/Norvegia, Vaggeryds/Svezia, Varese).

Lo scambio e i contatti periodici tra i vari Centri Remida rafforzano il patto tra persone che stanno costruendo un percorso di corresponsabilità nell’ambito dell’educazione ambientale.

SC’Art! affronta con le famiglie e con le scuole il tema dell’educazione ambientale, attraverso laboratori sulla riduzione dei rifiuti e sul riuso creativo dei materiali, rivolti a bambini e adulti e con corsi di formazione rivolti a insegnanti, educatori e genitori interessati ad approfondire progettualità e metodi nell’ambito dell’educazione ambientale.

Inserimenti lavorativi e riscatto sociale

Particolare significato assume l’attività dell’associazione per quanto riguarda i laboratori di design creativo e officine artigianali, i percorsi di formazione professionale e progetti sperimentali finalizzati all’inserimento socio-lavorativo di persone in situazione di svantaggio, come le detenute anche in affidamento alternativo alla pena ed ex-detenute.

A oggi sono 160 le donne che, grazie a Sc’Art!, hanno imparato a creare oggetti e a usare la macchina per cucire per produrre prodotti diversi e regolarmente messi in vendita, attraverso progetti mirati e personalizzati gestiti con borse lavoro e tirocini, mai gratuitamente, proprio per dare un valore reale a questi lavori, sia come azienda ospitante sia presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

Un modo per queste persone per poter guardare al proprio futuro attraverso la manualità, la progettazione e la cura, utilizzando positivamente il tempo della pena.

Il laboratorio esterno è collocato presso il Circolo Arci Barabini di Trasta, a Genova Rivarolo, ed essendo un luogo di incontro e cultura favorisce un approccio al lavoro attento ai diritti e alla socialità, dove i diversi prodotti vengono pensati, progettati e cuciti.

Nel cuore del centro storico di Genova in Vico Angeli 21r (presso Amiu, Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana) si trova, invece, un vero e proprio showroom, uno spazio espositivo dove le persone possono scoprire e apprezzare il frutto di tutto questo lavoro collettivo delle numerosissime donne impegnate nel processo di riqualificazione socio-ambientale.

I prodotti di Sc’Art! si possono trovare anche in una serie di negozi selezionati e online. Si tratta di astucci, pochette, contenitori, svuotatasche, shopper, grembiuli, borse a tracolla, zaini.

Guardando oltre

Tutta l’attività di Sc’Art ha ovviamente bisogno anche di un sostegno economico-finanziario stabile per questo l’associazione partecipa, quando e dove possibile, a bandi per progetti mirati di reti nazionali e/o regionali e/o locali.

SC’Art, però, può orgogliosamente fare leva anche sulla condivisione degli obiettivi da parte di aziende e imprese che supportano i progetti di reinserimento lavorativo di persone uscite dal carcere con soluzioni stabili o che chiedono di realizzare prodotti ad hoc, come per esempio gadget aziendali.

Ma al di là di questi aspetti, che riguardano più l’ambito del fundraising, il problema che si pone oggi è come dare respiro alla vita di questa creatura, realizzando i necessari passaggi di mano di alcune attività gestionali anche ad altre volontarie/volontari, magari più giovani, in grado di garantire la continuità.

Altro spunto di riflessione sugli sviluppi futuri sono eventuali partnership con altre strutture, come per esempio quella avviata da un anno con una cooperativa sociale per un’adeguata collocazione delle diverse figure assunte.

Ma anche le cinque esperienze di servizio civile universale sviluppate con buoni risultati potrebbero rappresentare uno spiraglio verso un nuovo futuro per Sc’Art, a condizione di far crescere i giovani che si avvicinano a queste esperienze con una mentalità aperta alla micro-impresa sociale.

Perché in effetti, è tempo di guardare oltre.

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