Home Energy and Mobility Comunità energetiche diocesane, modello solidale per la transizione ecologica

Comunità energetiche diocesane, modello solidale per la transizione ecologica

cer diocesane

Nell’ambito delle comunità energetiche rinnovabili, tra le iniziative più rilevanti emergono quelle diocesane, supportate dalla Cei e dal Gse, che coniugano innovazione e solidarietà, ispirandosi ai principi dell’ecologia integrale dell’enciclica Laudato Si’

Con la pubblicazione da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) del Decreto Cacer (Configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile), in vigore dal 24 gennaio 2024, l’Italia ha completato il recepimento della normativa comunitaria in tema di energie rinnovabili.

Più precisamente, il decreto ha definito le modalità per la concessione di incentivi per promuovere la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di comunità energetiche, gruppi di autoconsumatori e autoconsumatori a distanza.

Come già ricordato in queste pagine, le Cer sono configurazioni di cittadini, piccole medie imprese, enti pubblici, associazioni che decidono di mettersi insieme per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili proveniente da impianti fotovoltaici (ma non solo) nella disponibilità della comunità.

Le comunità energetiche rinnovabili contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, sono un aiuto concreto contro la povertà energetica e creano partecipazione attiva e inclusione sociale.

Comunità energetiche per gli enti religiosi

Il Gse (Gestore dei servizi energetici), che è il braccio operativo del Mase sui temi energetici, ha messo a disposizione gli strumenti per gestire la transizione energetica ed eroga gli incentivi alle Cer.

Tra questi si ricordano i portali dedicati alle Cer per chiedere informazioni, fare simulazioni tecnico-economiche, fare la verifica preliminare per accertare l’ammissibilità al meccanismo incentivante della configurazione e richiedere l’accesso alla tariffa incentivante.

La campagna informativa del Gse sta avvenendo anche tramite i social e un serrato calendario di incontri in diverse località in Italia. Tra gli strumenti che sono stati messi a punto, c’è la pubblicazione di vademecum specifici sulle Cer.

Il Gse, in collaborazione con Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha pubblicato, infatti, un vademecum sulle Cer per gli enti locali (Comuni e Province). Parimenti, in collaborazione con la Cei (Conferenza episcopale italiana) e il Mase, il Gse ha pubblicato un vademecum sulle Cer per gli enti religiosi.

Per quest’ultimo, nel solco tracciato dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco del 2015, viene ripresa l’ambizione globale della Chiesa cattolica secondo la quale serve “un approccio integrale per lottare contro la povertà, per restituire la dignità agli uomini e al contempo per preservare la natura“.

Le comunità energetiche vengono descritte come una grande opportunità per promuovere dal basso la transizione ecologica e un’opportunità di rafforzamento dei legami comunitari che si cementano sempre condividendo scelte concrete in direzione del bene comune.

Il documento, basato sulle riflessioni di ecologia integrale descritte nella suddetta enciclica, ha una finalità divulgativa e fornisce informazioni di carattere generale, oltre a suggerire strumenti e metodologie utili per le chiese locali e gli enti religiosi.

Il Tavolo tecnico sulle Cer, istituito presso la Segreteria generale della Cei, ha attivato un servizio di orientamento e assistenza per diocesi e parrocchie cui è possibile rivolgersi per ricevere informazioni e suggerimenti a partire da specifici percorsi sul territorio.

Com’è noto, le Cer rappresentano un mezzo potenziale per combattere la povertà energetica e, a questo proposito, si legge “la Cer non rappresenta una modalità di intervento da considerarsi adatta a tutte le situazioni concrete, o in grado di offrire una risposta unica ed esaustiva alla povertà energetica.

Essa deve essere associata a misure di altra natura, pensate nel segno dell’accompagnamento e della prossimità alle persone, alle comunità, alle famiglie che vivono una condizione di fragilità, includendo per esempio anche elementi di coscientizzazione e di sostegno all’efficientamento dei consumi“.

E ancora, “in alcuni casi, il carattere sociale e solidale può essere l’elemento prevalente delle Cer che, attraverso l’agire collettivo, si pongono quale obiettivo primario il contrasto alle disuguaglianze e alla povertà energetica.

A fronte di ciò, si parla di Comunità energetiche rinnovabili e solidali (Cers) per riferirsi a una specifica categoria di modelli energetici caratterizzati da una particolare attenzione verso le persone e le comunità più fragili“.

Non trovando riscontro in un quadro normativo ad hoc, la valenza sociale delle Cers è regolata da quanto formalizzato nello Statuto e nel Regolamento, dove potrebbero, per esempio, essere previsti specifici meccanismi di re-distribuzione dei benefici economici.

Nel vademecum vengono descritti diversi modelli organizzativi di Cer, tra cui il modello ecclesiale che prevede come soggetto promotore una parrocchia o un ente religioso.

In questo caso, il fine ultimo è quello di combattere la povertà energetica dei soggetti in condizione di fragilità prestando una maggiore attenzione alla ripartizione dei benefici economici e aumentando al contempo la coesione sociale delle comunità locali.

Con le Cer ombrello esiste la possibilità per più parrocchie o enti religiosi, anche se afferenti a cabine primarie diverse della rete elettrica, di aderire alla medesima Cer. In questo modo, un’unica Cer potrebbe estendersi anche su più diocesi.

Dal punto di vista organizzativo, si tratta di un unico soggetto giuridico a cui tutti i partecipanti delle singole configurazioni (i cui limiti restano le cabine primarie) aderiscono come membri.

Il Gse calcola l’energia condivisa e quindi i relativi incentivi, per ciascuna configurazione in modo indipendente. Il principale vantaggio risiede nelle economie di scala e nella condivisione dei costi di gestione, oltre che, avendo un unico statuto, la procedura amministrativa sarebbe più veloce per tutte le altre configurazioni che volessero aggregarsi in futuro a un soggetto già costituito.

Il caso della Diocesi di Treviso

Le Cer per gli enti religiosi si stanno affermando nel nostro Paese, tra le tante iniziative in corso merita di essere citato sicuramente il progetto della Diocesi di Treviso perché è tra i primi ad essere stato avviato.

La Diocesi di Treviso, infatti, a dicembre 2023 ha costituito la Fondazione Diocesi Energy Ets con tanti sottogruppi quante sono le cabine primarie (32) in modo da aggregare tutte le 263 parrocchie, oltre naturalmente a cittadini, imprese, ed enti pubblici del territorio di riferimento.

La Fondazione non possiede impianti fotovoltaici (questi sono messi a disposizione dai produttori aderenti), ma è una struttura che si mette al servizio di parrocchie, aziende, persone fisiche e Comuni, per la gestione ordinaria della Cer che ha come fine ultimo il sostegno alla fragilità energetica.

Mette a disposizione di tutti una struttura amministrativa, fiscale e soprattutto, tramite il Gruppo Regalgrid (partner tecnologico, con il quale è stato firmato un accordo quadro), i componenti hardware e software specifici per la gestione della Cer.

Evento sulle Cer diocesane

Tra i tanti eventi di divulgazione sulle Cer diocesane, il più autorevole è il convegno organizzato dal verticale Ifec (Italian Forum of Energy Communities) di Wec (World energy council) Italia (il più esteso network globale dell’Energia che coinvolge circa 100 Paesi) in programma a Roma il 10 aprile 2025.

Le diocesi possono diventare catalizzatori di questo nuovo modello di sviluppo territoriale basato sulla condivisione, la solidarietà e l’innovazione, sia in veste di promotori di Cer all’interno delle proprie strutture, sia attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale.

Il tavolo di lavoro promosso da Ifec riunirà rappresentanti istituzionali, amministratori locali e attori del mondo ecclesiale, insieme ai partner del Forum, per esplorare le potenzialità delle Cer diocesane.

L’obiettivo è individuare strategie concrete per l’attuazione e diffusione delle Cer, valorizzando il radicamento territoriale delle diocesi e il loro impegno nel sociale.

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Andrea InnocentiAndrea Innocenti: da tempo si interessa di energia e sostenibilità, prima come Ceo di un'azienda reseller di luce e gas, oggi come consulente e docente. Bocconiano con Mba a Edimburgo, cresce all'interno di due multinazionali della consulenza di direzione. Crede nelle energie rinnovabili, quale leva per combattere il cambiamento climatico, e segue la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a tenere corsi sulla sostenibilità nelle scuole | Linkedin
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