Home Eco Lifestyle E se non lo uso, il vestito dove lo butto?

E se non lo uso, il vestito dove lo butto?

È sempre più alta l’attenzione degli italiani rispetto al tema del fine uso di abiti e, più in generale, di tutti i tessuti che utilizziamo. Merito anche di progetti come RivestiTo. Ne parliamo con le due ideatrici:Nadia Lambiase ed Elena Ferrero

Torino sta facendo da apripista in tema di riuso di riuso di abiti e tessuti. Complice la consapevolezza degli abitanti, sollecitati da un recente sondaggio del progetto RivestiTo (finanziato da Cinea e dall’Unione europea all’interno della missione 100 Climate neutral and Smart Cities) dal quale emerge che quasi il 70% del campione (1.184 intervistati, per lo più donne) dichiara di utilizzare solo metà (o poco più) di quanto ha nel guardaroba (il dato non ci sorprende se pensiamo al nostro guardaroba, vero?).

Però è anche vero che tre quarti dei torinesi – lo dice ancora il sondaggio – ha l’abitudine di usare abiti di seconda mano (tendenza che sale al 96,7% se a rispondere sono i giovani sotto i 24 anni).

Il vestito dove lo butto (anzi conferisco)?

Ma poi ecco il tema clou: se non uso questi vestiti cosa ne faccio? A chi li posso dare? Oppure, ancora, dove li posso conferire? Tante le domande che vengono ormai naturali tra tanti cittadini/e quando si ha a che fare con un vestito, maglietta, pantaloni (ma anche mutande, asciugamano, lenzuolo e pure tovaglia) che non si usano più.

Diciamo subito che se il vestito è ancora in buono stato le azioni sono molte: mercatini dell’usato, swap party, piattaforme online. Invece, se è un tessuto esausto (leggi, proprio da buttare via) beh, c’è da fare molta più attenzione.

Come comportarci l’abbiamo chiesto, in questa nuova puntata di Pink&Green, a Nadia Lambiase, Ceo di Mercato Circolare e a Elena Ferrero, Ceo e Co-founder di Atelier Riforma che poi sono le stesse ideatrici del progetto RivestiTo.

Interessante ascoltarle anche perché queste due Ceo hanno portato il capoluogo piemontese a essere protagonista del progetto Climaborough che coinvolge dodici città europee nella sperimentazione di soluzioni innovative di pianificazione urbana per la transizione ecologica e digitale verso la neutralità climatica.

Incentivare un circolo virtuoso locale di economia circolare: con le tante attività sul campo ideate in seno a RivestiTo (tra queste spicca anche l’ausilio tecnologico della piattaforma Re4Circular, sviluppato da Atelier Riforma e l’App Mercato Circolare, che mette in connessione utenti e realtà che pensano e operano secondo i principi dell’economia circolare), Torino si candida a metropoli del fashion circolare.

Ma al nostro appello c’è anche Genova, Milano… l’augurio è che la lista sia sempre più lunga.

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