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Infinita vita ai materiali sintetici recuperati e riciclati: lo promette il progetto Mics

I materiali sintetici sono tanti e ovunque e c’è chi sta studiando la soluzione migliore per dargli una seconda, ma anche terza, quarta vita. Ne parliamo con Carmen Moreno Marrodan del Cnr Iccom di Firenze, che lavora al progetto Cycloplastic economy Made in Italy Circolare e Sostenibile

La puntata di Pink&Green di oggi è quasi una lezione di chimica. No, non vi spaventate, anche perché chi la tiene è Carmen Moreno Marrodan del Cnr Icom di Firenze che è una bravissima comunicatrice di scienza.

L’ho invitata perché sta lavorando a un progetto che ha il nome di Cycloplastic economy ed è promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche all’interno di Mics – Made in Italy Circolare e Sostenibile per dare una seconda vita ai residui plastici nella sua interezza.

Il che vuol dire che studieranno come dare seconda vita a tutti i materiali sintetici a base fossile provenienti da diversi comparti dell’industria: del tessile, delle calzature e dell’arredamento fino agli imballaggi.

Vi dico subito che è un progetto gigantesco, con un partenariato molto esteso finanziato dal Mur (Ministero dell’Università e della Ricerca) con fondi Pnrr: 125 milioni di euro – di cui 114 milioni provenienti dai fondi del Pnrr e più di 11 milioni di cofinanziamento da parte dei 13 partner privati di Mics.

Una cifra importate che forse non ha eguali nell’ambito dell’economia circolare con il 40% dei fondi pubblici destinato al Mezzogiorno che ben si inserisce in questo contesto (lo abbiamo notato più volte nel contesto di Pink&Green nella roadmap del trend circolare).

Recupero meccanico o chimico?

La ricerca in atto tende a migliorare la comprensione di come possiamo evitare di inquinare disperdendo tutto ciò che riteniamo poco utile (sì perché spesso tendaggi o altre suppellettili o oggetti per la casa li buttiamo solo perché ci sono venuti a noia e forse serve anche qui un’inversione di tendenza) nell’ambiente.

Le parole d’ordine sono recupero e trasformazione. Ma come? Moreno Marrodan ci accompagna a capire il fulcro della ricerca che fonda le sue radici nel processo chimico e non meccanico. La differenza ce la spiega proprio nell’incipit di questa video intervista.

Lunga vita alla ricerca dunque. I materiali su cui fondare i presupposti non mancano anche se urge un cambio di rotta: attualmente soltanto il 61-62% dei rifiuti viene processato da impianti controllati e 2,7 miliardi di persone non hanno accesso a un sistema di raccolta efficiente.

Disperdere nell’ambiente tutto ciò che è sintetico è due volte un peccato.

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