La settimana dal 10 al 18 maggio sarà dedicata alla celiachia una malattia che colpisce molti italiani, per lo più giovani pazienti, ma che ha ancora delle sacche di misconsocenza
L’Italia è il Paese in cui la prevalenza di malattia celiaca (la cosiddetta Mc) è tra le più alte al mondo, con una quota significativa anche per i pazienti più giovani come bambini e adolescenti e una percentuale di genere nettamente prevalente per le donne rispetto agli uomini.
La tendenza è confermata dalla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità che ammette la media di “sole” 9mila diagnosi effettuate l’anno sottostimano il problema.
Celiachia, un problema ancora poco conosciuto
Diventa così utile che proprio nei giorni dedicati a questa intolleranza – un’intera settimana dal 10 al 18 maggio 2025, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Celiachia che si celebra il 16 maggio – si faccia comunicazione e informazione.
L’Aic, Associazione Italiana Celiachia intende anche iniziare a sfatare le fake news che ruotano attorno alla celiachia. Qui abbiamo voluto raccogliere alcuni punti su cui ragionare.
La celiachia è un’intolleranza al glutine
Falso: la celiachia non è un’intolleranza, ma una malattia autoimmune. Quando una persona celiaca assume glutine, il suo sistema immunitario attacca l’intestino tenue, danneggiando i villi intestinali.
Basta eliminare un po’ di pane per stare meglio
Falso: tracce minime di glutine (meno di 20 ppm) possono provocare danni intestinali in un celiaco, anche se non sempre si hanno sintomi immediati. Non è una questione di quantità tollerabile.
La celiachia passa crescendo o con la dieta
Falso: la celiachia è una condizione permanente, non guarisce con l’età e non scompare con la dieta: la dieta senza glutine è una cura sintomatica, non risolutiva.
I prodotti senza glutine fanno dimagrire o sono più sani
Falso: i prodotti gluten free non sono automaticamente più sani o dietetici. Spesso hanno più zuccheri, grassi o amidi per migliorare il gusto e la consistenza. Sono utili solo a chi è celiaco o sensibile al glutine.
Se non ho sintomi, posso mangiare un po’ di glutine
Falso: anche in assenza di sintomi, il danno intestinale può avvenire lo stesso. Alcuni pazienti sono asintomatici, ma vanno comunque seguiti clinicamente.
Il test del sangue basta per la diagnosi
Falso: i test sierologici (come anti-transglutaminasi) sono indicativi, ma la diagnosi definitiva si fa con la biopsia intestinale, secondo i protocolli clinici. Inoltre, i test devono essere fatti mentre si consuma glutine.
Il glutine fa male a tutti
Falso: il glutine è sicuro per la maggior parte della popolazione. Solo chi ha celiachia, sensibilità al glutine non celiaca o allergia al frumento deve evitarlo. Non è tossico di per sé.
Giunta alla sua undicesima edizione, la Settimana Nazionale della Celiachia è dedicata alle persone celiache e loro familiari, ma rappresenta anche un’occasione unica per sensibilizzare dunque un pubblico più ampio su una patologia che in Italia colpisce oltre l’1% della popolazione.
Si stima, infatti, che siano 600mila le persone celiache, di cui circa 400.000 non ancora diagnosticate (dati Ministero della Salute, 2023). In Lombardia le persone che hanno ricevuto una diagnosi di celiachia sono circa 50.000.
Crediti immagine: Depositphotos












