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Italia, hub sostenibile per i data center nell’era dell’intelligenza artificiale

data center per l'AI
Immagine da Depositphotos

La crescita esponenziale della domanda di infrastrutture digitali trainata dall’intelligenza artificiale colloca l’Italia tra i mercati europei più promettenti per stabilità geopolitica, sostenibilità energetica e prospettive di sviluppo

Un recente report di Bcs Consultancy, intitolato The New Rules of Data Centre Growth: Not If, But How, individua l’Europa in una fase cruciale per l’espansione dei data center.

Al centro di questa trasformazione vi è la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, che sta imponendo nuovi standard infrastrutturali e ridefinendo le strategie di investimento a livello continentale.

L’Italia, grazie a una combinazione di fattori strutturali e strategici, emerge come hub competitivo e stabile.

Domanda in crescita e nuove densità energetiche

Secondo lo studio, il 92% dei leader del settore prevede un incremento della domanda nei prossimi dodici mesi, con il 100% degli sviluppatori già impegnati nell’ampliamento del proprio portafoglio.

La spinta maggiore proviene dall’intelligenza artificiale, i cui carichi di lavoro ad alta intensità richiedono ambienti a densità sempre più elevate: il 25% degli operatori prevede di raggiungere livelli di 12-15kW per rack già entro quest’anno, valori che superano gli attuali standard europei e aprono a un ripensamento delle architetture digitali.

L’accelerazione del settore incontra tuttavia un ostacolo significativo: la carenza di professionalità qualificate.

Il 97% degli operatori segnala una riduzione dell’offerta di ingegneri e progettisti, con conseguenti ritardi nei progetti (58%), aumento dei costi operativi (81%) e sovraccarico del personale (73%).

Tale carenza rischia di rallentare la profittabilità e, soprattutto, la sostenibilità delle nuove infrastrutture, imponendo strategie di formazione e attrazione dei talenti a livello nazionale ed europeo.

Il report attribuisce all’Italia un ruolo crescente nel panorama europeo, con un miglioramento dell’accessibilità territoriale nelle aree di Milano e Roma.

Questi due poli metropolitani rappresentano i nodi principali in grado di accogliere investimenti in data center di nuova generazione, rafforzando la posizione del Paese quale punto di approdo per operatori globali.

Oltre ai fattori infrastrutturali, la stabilità geopolitica assume un ruolo centrale: il 61% degli investitori la considera oggi determinante nella scelta delle localizzazioni, quasi il doppio rispetto alla precedente rilevazione.

In questo contesto, l’Italia si propone come destinazione sicura per capitali a lungo termine, elemento non trascurabile in un mercato sempre più condizionato dalle incertezze globali.

La transizione verso l’energia rinnovabile rappresenta il secondo pilastro di attrattività. Il 91% degli operatori prevede di alimentare i data center con almeno il 90% di energia verde entro il prossimo decennio.

Una tendenza che si sposa con le direttrici strategiche italiane in materia di decarbonizzazione ed efficienza, rafforzando la capacità del Paese di offrire infrastrutture digitali non solo performanti ma anche resilienti e sostenibili.

Crediti immagine: Depositphotos

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