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Suoli fertili in città con un buon compost a km zero. Ecco l’obiettivo di Bin2Bean

compost
Immagine da Depositphotos

Con il progetto Bin2Bean finanziato dall’Unione europea, l’italiana Italbiotec ragiona sulla valorizzazione dell’organico prodotto in città. Test attivi con Living Labs su Amsterdam, Amburgo e la greca Egaleo

Il progetto europeo Bin2Bean (che prende il nome da Boosting the market deployment of safe, effective and sustainable innovations for soil improvement from bio-waste, towards regenerative soil systems), finanziato dall’Unione europea nel programma Mission Soil, nasce con un obiettivo chiaro: quello di supportare le città nella transizione verso modelli di gestione, valorizzazione e ripristino della fertilità del suolo, trasformando i rifiuti organici in risorse per l’agricoltura e l’ambiente.

Per il momento sono tre le città su cui verranno implementati dei Living Lab: Amsterdam (Paesi Bassi), Amburgo (Germania) ed Egaleo (Grecia).

L’Italia ha un ruolo fondamentale nel progetto, affidato al Consorzio Italbiotec (Itb), riunendo così università, centri di ricerca e imprese attive nel settore delle biotecnologie e della bioeconomia, con l’obiettivo di favorire il trasferimento tecnologico e la valorizzazione dei risultati della ricerca.

L’Italia non è quindi soltanto partner, ma motore organizzativo e imprenditoriale del progetto europeo.

Obiettivi e soluzioni del progetto Bin2Bean

Intanto, nei tre centri interessati i Living Lab vedono protagonisti amministrazioni locali, aziende di gestione rifiuti, Pmi, agricoltori, ricercatori e cittadini per mappare i flussi di rifiuti organici, progettare insieme soluzioni per trasformarli in ammendanti del suolo (ovvero prodotti per il miglioramento del suolo, come il compost) e testarne le performance ambientali, agronomiche e socioeconomiche.

progetto bin2bean

Le soluzioni individuate vengono valutate attraverso indicatori scientifici, integrate in strumenti decisionali per le città e accompagnate dallo sviluppo di modelli di business e raccomandazioni in campo legislativo, con l’obiettivo di rendere la valorizzazione dei rifiuti organici concreta, scalabile e replicabile in altri contesti.

Bin2Bean potrebbe portare alla creazione di 40 startup specializzate nelle filiere degli ammendanti del suolo da rifiuti organici, favorendo nuova imprenditorialità green e occupazione qualificata.

Gli obiettivi quantitativi sono ambiziosi: incremento del 120% della valorizzazione dei rifiuti organici nei Living Lab, recupero di nutrienti come azoto e fosforo da reimmettere nei suoli europei e sviluppo di nuovi indicatori per dimostrare efficacia e sicurezza degli ammendanti.

Per l’Italia, Paese con una solida tradizione agroalimentare e un sistema avanzato di gestione dei rifiuti, Bin2Bean rappresenta un’opportunità strategica per fare un salto di qualità nella valorizzazione dell’organico.

Il nostro Paese ha superato il 65% di raccolta differenziata a livello nazionale e raccoglie ogni anno oltre 7 milioni di tonnellate di frazione organica, risultando tra i Paesi europei più performanti in questo ambito (dati Ispra).

La sfida oggi non è solo raccogliere bene, ma trasformare meglio, ed è quindi necessario ridurre le impurità e valorizzare l’organico attraverso ammendanti sicuri, efficaci e ad alto valore aggiunto per l’agricoltura.

Bin2Bean può contribuire a rafforzare le filiere italiane del compost e dei fertilizzanti da rifiuti organici, sviluppando strumenti decisionali, modelli di business innovativi e strategie di mercato che favoriscono la diffusione su larga scala delle soluzioni più performanti.

articolo redatto da Giulia Cividini

Crediti immagine: Depositphotos

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