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Europa, arrivano le prime norme comunitarie per la tutela di cani e gatti. Cosa cambia in Italia?

Credits: Comunicato Stampa Commissione Europea - ©AdobeStock_antoine-photograph

Dal microchip anche per i gatti ai limiti imposti agli allevatori, un nuovo regolamento europeo prova a colmare lacune e differenze normative

Con il nuovo regolamento europeo, che stabilisce standard minimi comuni per la tutela di cani e gatti, cambieranno le regole per proprietari e allevatori, anche in Italia.

L’iniziativa della Commissione, approvata a fine aprile, nasce dall’esigenza di arginare fenomeni che ledono il benessere animale, come il traffico illegale di cuccioli e le pratiche scorrette portate avanti negli allevamenti.

Per tutte le nuove norme introdotte, venditori, allevatori e rifugi avranno quattro anni dall’entrata in vigore del regolamento per adeguarsi. I proprietari di animali domestici che non ne prevedono la vendita, invece, saranno obbligati ad adeguarsi entro dieci anni per i cani e quindici per i gatti.

L’obbligo di microchip

Tra principali novità figura l’introduzione del microchip obbligatorio per tutti i cani e i gatti presenti nell’Unione europea, che permetterà di registrare gli animali in banche dati nazionali interoperabili.

In Italia, l’obbligo di microchip esiste già per i cani, mentre per i gatti sussiste solo in alcune Regioni, nonostante sia già attiva da diversi anni un’Anagrafe Nazionale Felina. L’estensione anche ai gatti di questa regola rappresenta il cambiamento più rilevante per il nostro Paese.

La normativa interviene poi sui movimenti transfrontalieri, estendendo i controlli a tutti i cani e i gatti introdotti in Europa dall’estero per essere destinati alla vendita, anche se indicati come inizialmente non commerciali.

Anche in questi casi infatti diventerà obbligatoria la preregistrazione e l’identificazione tramite microchip, che dovrà avvenire almeno cinque giorni prima dell’ingresso nel territorio europeo.

Ricordiamo che anche le regole per muoversi con i propri cani e gatti all’interno dell’Unione sono state aggiornate di recente, a inizio 2026.

Per passare da uno Stato all’altro, i cani sia i gatti (e anche i furetti) devono ora essere dotati di microchip, vaccinati contro la rabbia e sottoposti a un trattamento contro la tenia Echinococcus multilocularis se ci si sta recando in un Paese dove questo parassita non è diffuso (si parla quindi di Finlandia, Irlanda, Malta, Norvegia e Irlanda del Nord).

Più garanzie sul benessere animale

Il nuovo regolamento europeo introduce infine un insieme di divieti mirati a contrastare pratiche dannose per il benessere animale. Si tratta perlopiù di regole già presenti in Italia, ma che verranno ora armonizzate con gli altri Stati membri.

Vengono innanzitutto proibiti gli accoppiamenti consanguinei, come quelli tra genitori e figli o tra fratelli, come anche l’allevamento finalizzato a ottenere caratteristiche fisiche estreme che comportino rischi per la salute.

Sono inoltre vietate le mutilazioni effettuate per fini estetici o legati a competizioni, così come la detenzione di animali legati o immobilizzati, salvo eccezioni di natura sanitaria.

Queste regole valgono peraltro anche per i cani utilizzati in operazioni militari che, per i loro addestramenti, potrebbero interagire con catene o altri oggetti potenzialmente pericolosi.

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