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Ezio Micelli lancia a Rebuild la “ricetta abitativa”

ezio micelli - rebuild

Aperta a Riva del Garda la due giorni di Rebuild, evento nel quale l’edilizia esce dal mero perimetro del costruire parlando di economie di scala, rigenerazione e industrializzazione. Ne parliamo con Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico della manifestazione

La casa non è più soltanto una questione sociale: è diventata una questione industriale, finanziaria e ormai anche europea. È questo il messaggio emerso oggi a Rebuild, dove Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico di Rebuild (oggi e domani in scena a Riva del Garda) ha rilanciato una proposta di “ricetta abitativa” che prova a tenere insieme finanza, rigenerazione urbana e recupero del patrimonio esistente.

Il punto di partenza, ha spiegato Micelli, è un dato ormai strutturale: negli ultimi dieci anni il valore delle abitazioni è cresciuto molto più rapidamente dei salari.

Una forbice che rende sempre più difficile l’accesso alla casa per il ceto medio urbano, mentre il mercato continua a espellere giovani, studenti e famiglie a reddito intermedio.

Per questo, secondo Micelli, “non si può più ragionare lasciando fare soltanto al mercato“. Ma attenzione: non si tratta di riproporre nostalgicamente il modello dell’Ina-Casa fanfaniano.

“È un falso problema“, ha osservato, ricordando che in Italia esistono circa 9,5 milioni di abitazioni vuote. Il tema, dunque, non è soltanto costruire nuovo stock residenziale, ma recuperare e rimettere in circolo quello esistente.

Da qui l’idea di un “fondo dei fondi” capace di garantire continuità alle risorse finanziarie dedicate all’affordable housing, sostenendo soprattutto interventi di riqualificazione urbana e recupero di aree degradate.

Un’impostazione coerente con la direzione indicata anche dalla Commissione europea nel nuovo European Affordable Housing Plan, che punta molto più sulla rigenerazione e sul riuso degli immobili che sulle espansioni edilizie tradizionali.

Dentro questa strategia, secondo Micelli, un ruolo importante potrebbe essere giocato anche dall’edilizia modulare e prefabbricata, vista come leva per abbattere tempi e costi di realizzazione.

Il tema finanziario è stato al centro anche dell’intervento di Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, che ha rivendicato il ruolo sistemico del credito cooperativo nella nuova emergenza abitativa.

“La questione abitativa è apertissima – ha detto Dell’Erba, sottolineando come il problema centrale resti l’accesso a case e mutui che non strangolino gli italiani.

Secondo Federcasse, il nodo è che il sistema bancario tradizionale continua a mostrarsi freddo verso investimenti a lungo termine nell’housing sociale e accessibile. Da qui la proposta di valorizzare il ruolo delle banche cooperative come portatrici di “capitali pazienti“, capaci di sostenere mutui di lunga durata a tassi sostenibili.

Dell’Erba ha criticato fortemente, infatti, la logica della cartolarizzazione dei mutui, sostenendo che il rapporto territoriale tra banca e cliente rappresenta un valore strategico: mutui mantenuti nei bilanci delle banche cooperative possono infatti essere rinegoziati nel tempo accompagnando l’evoluzione economica delle famiglie.

alessandra albarelli - rebuild

Lo sfondo europeo pesa sempre di più nel dibattito italiano. Il cosiddetto Piano Casa europeo, presentato ufficialmente dalla Commissione Ue il 16 dicembre 2025, è entrato nel 2026 nella fase di costruzione normativa e finanziaria.

Bruxelles punta ad aumentare l’offerta di abitazioni accessibili e a ridurre la pressione dei costi abitativi nelle grandi città europee, attraverso una combinazione di fondi europei, investimenti Bei, rigenerazione urbana e semplificazione autorizzativa.

Miceli si dice positivo, ma all’erta stà. In effetti, il quadro resta incompleto: manca ancora un grande fondo europeo dedicato, sul modello NextGenerationEu, e non esistono obiettivi vincolanti per gli Stati membri.

rebuild 2026

Anche per questo il dibattito italiano prova ad anticipare il quadro europeo, costruendo strumenti finanziari e industriali capaci di attivare capitale pubblico e privato sul tema dell’abitare.

A Rebuild 2026 il messaggio emerso è chiaro: la crisi abitativa non viene più letta soltanto come emergenza sociale, ma come infrastruttura economica strategica.

E la ricetta proposta da Micelli prova a mettere insieme credito, rigenerazione e innovazione industriale per evitare che la casa diventi definitivamente inaccessibile a una parte crescente della popolazione.

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