Home Risparmio energetico Linee guida per gli Ets: energia e acqua entrano nella gestione sociale

Linee guida per gli Ets: energia e acqua entrano nella gestione sociale

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Il Terzo Settore italiano gestisce mense, case famiglia, residenze per anziani, centri di accoglienza: strutture dove l’energia non si spreca per trascuratezza, ma perché nessuno ha ancora misurato dove va. Le nuove Linee guida, presentate a Roma, provano a colmare questo vuoto, trasformando la gestione di acqua ed energia in una leva diretta di sostenibilità finanziaria per gli enti non profit

Ogni euro che un ente del Terzo Settore spende in consumi energetici o idrici non ottimizzati è un euro sottratto ai servizi che eroga. Non è una metafora: per una casa famiglia, una mensa solidale o una struttura di accoglienza, il costo dell’energia incide direttamente sulla capacità di tenere aperto, assumere personale e mantenere la qualità del servizio.

È in questo contesto che si inseriscono le Linee guida per l’efficienza del Terzo Settore: Energia (seconda edizione) e le Linee guida per l’efficienza del Terzo Settore: Acqua (prima edizione), presentate a Roma nel corso dell’evento Ogni watt, ogni goccia. Il valore sociale dell’efficienza (qui trovate i documenti completi).

Il progetto è finanziato da Fondazione Amga (realtà collegata al Gruppo Iren) e vede come capofila Fratello Sole Impresa Sociale, affiancata da Enea, Università Politecnica delle Marche e Ref Ricerche.

L’efficientamento di acqua ed energia non è solo una scelta tecnica o economica, ma un profondo atto di responsabilità che permette di liberare risorse preziose da destinare direttamente alle attività di welfare” commenta Fabio Gerosa, presidente di Fratello Sole.

Un settore da 368mila organizzazioni, spesso in edifici energivori

I numeri del non profit italiano fotografano una realtà di scala industriale. Secondo il Censimento permanente Istat, al 31 dicembre 2023 le istituzioni non profit attive in Italia sono 368.367, con quasi 950mila dipendenti.

Una parte rilevante di queste organizzazioni opera in strutture con bassa efficienza energetica: il parco immobiliare italiano conta 528 milioni di metri quadri per il settore terziario privato e 264 milioni per gli edifici del servizio pubblico, a cui si affianca un patrimonio edilizio del non profit spesso composto da immobili storici o datati, strutturalmente difficili da efficientare.

Sul fronte idrico, la Guida Acqua – primo vademecum italiano dedicato al risparmio idrico nel non profit – fornisce per la prima volta stime quantitative specifiche per il settore: i consumi idrici degli Ets sono stimati tra 164 e 272 milioni di metri cubi annui, con un potenziale di risparmio compreso tra 50,4 e 83,5 milioni di metri cubi e un beneficio economico netto tra 182 e 302 milioni di euro l’anno.

Dalla lettura della bolletta alla diagnosi dell’edificio

Le Linee guida non si limitano a enunciare obiettivi: propongono un percorso operativo strutturato in fasi progressive. La Guida Energia – giunta alla seconda edizione – accompagna gli enti dalla lettura analitica delle bollette (separando quota energia, trasporto, oneri di sistema e imposte) fino alla diagnosi energetica dell’edificio, agli interventi su impianti e involucro edilizio, all’accesso agli incentivi disponibili e alla partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili.

L’approccio riconosce un ostacolo strutturale: molti Ets operano in edifici di cui non sono proprietari, o su cui gravano vincoli architettonici che limitano gli interventi.

Per questo le schede operative distinguono le azioni praticabili in base al titolo di disponibilità dell’immobile, al suo stato manutentivo e alle caratteristiche documentali – criteri che condizionano sia l’accesso agli incentivi sia la recuperabilità degli investimenti nel tempo.

L’eco-welfare come categoria gestionale

Il concetto che le Linee guida introducono – o formalizzano – è quello di eco-welfare: la capacità di generare risparmio economico attraverso la gestione efficiente delle risorse e di reinvestirlo direttamente nei servizi alle persone.

Non si tratta di una suggestione comunicativa, ma di una ridefinizione della sostenibilità finanziaria degli Ets. Il contesto normativo europeo spinge nella stessa direzione.

Il 2025 è stato un anno cruciale per il recepimento della Direttiva Epbd IV sulla prestazione energetica degli edifici e della Direttiva Eed-III sull’efficienza energetica, che ridisegnano la governance del settore introducendo traiettorie di ristrutturazione e il “passaporto di ristrutturazione” per gli edifici.

Gli Ets, tuttavia, sono rimasti fino a oggi ai margini di questo quadro: storicamente esclusi o sottorappresentati nei meccanismi di incentivazione pensati per le imprese o per i proprietari privati di immobili residenziali.

Un posizionamento politico, non solo tecnico

La presentazione delle Linee guida a Roma segnala che il tema ha raggiunto una visibilità istituzionale che va oltre il singolo progetto. Il Terzo Settore che gestisce mense, scuole, residenze sanitarie sociali, strutture di accoglienza non è un soggetto marginale della transizione energetica: è un operatore con consumi rilevanti, patrimonio immobiliare diffuso e una specificità che li rende difficilmente assimilabili alle categorie standard degli strumenti di policy.

Le Linee guida costruiscono la base metodologica per misurare questa specificità. La disponibilità di schede di sostenibilità calibrate sulle categorie funzionali degli Ets – non sugli uffici o sul commercio – è il presupposto per qualsiasi intervento normativo o finanziario successivo.

Senza dati settoriali affidabili, non c’è politica pubblica possibile. Con questi dati, il non profit può smettere di presentarsi come beneficiario della transizione e cominciare a negoziare da attore.

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