Home News Bioplastiche compostabili, una soluzione reale, non una bacchetta magica: le precisazioni di...

Bioplastiche compostabili, una soluzione reale, non una bacchetta magica: le precisazioni di Assobioplastiche

bioplastiche
Immagine da Depositphotos

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di rettifica a cura di Assobioplastiche. Anche se più che una rettifica – l’associazione non è neppure nominata nell’articolo – ci pare una lettura tipica delle lobby. L’intento dell’articolo – come ribadisce l’autore, Gennaro Agrimi – “non è quello di ridimensionare il valore delle bioplastiche compostabili, che rappresentano uno strumento prezioso e tutt’altro che trascurabile nella lotta all’inquinamento da plastica., ma, piuttosto, sottolineare come il vero cambio di rotta passi anzitutto attraverso una cultura del riutilizzo: privilegiare oggetti durevoli rispetto a un consumo acritico e sistematico del monouso, per quanto green quest’ultimo sia”

gentile direttore,

Le scriviamo in merito all’articolo Bioplastiche compostabili: una soluzione reale, non una bacchetta magica pubblicato su GreenPlanner Magazine in data 15 maggio 2026.

Evidenziamo, come atto dovuto verso i nostri associati e a tutela del pubblico che legge, che l’articolo contiene informazioni scorrette e lesive per l’immagine e la reputazione della nostra filiera.

In particolare, nell’articolo si legge che “Greenpeace ha documentato come le bioplastiche vengano spesso usate dalle aziende per presentarsi come più sostenibili, rischiando di rafforzare l’idea che il monouso sia accettabile purché realizzato nel materiale giusto“.

A differenza di quanto riportato, ci teniamo a sottolineare come le imprese a noi associate, nel corso di questi anni, abbiamo operato nel pieno rispetto del dettato normativo sul monouso trovandosi invece davanti a una situazione paradossale e incerta: sfruttando una lacuna nella normativa Sup (Single use plastic) diversi operatori commercializzano prodotti sostanzialmente analoghi ai vecchi monouso senza essere effettivamente riutilizzati.

Lo scorso aprile, finalmente, è stata approvata una norma che interviene per contrastare il fenomeno dei cosiddetti pseudo-riutilizzabili. Con l’approvazione definitiva del decreto Pnrr, sono infatti diventate legge le disposizioni su piatti e altri prodotti in plastica riutilizzabili destinati a entrare in contatto con alimenti: piatti, posate, cannucce e agitatori per bevande in plastica saranno considerati riutilizzabili a condizione che rispondano a determinate caratteristiche tecniche.

Vogliamo cogliere l’occasione, inoltre, per ribadire che nessun attore della filiera delle bioplastiche compostabili in Italia ha mai promosso la sostituzione 1:1 della plastica monouso con la bioplastica monouso.

Al contrario sono stati promossi esclusivamente quei prodotti pensati come specifiche soluzioni ai problemi cagionati dalla presenza nell’umido di materiali non compostabili (sacchetti, stoviglie, capsule…).

Se prendiamo per esempio il caso degli shopper – il settore di maggiore impiego dei prodotti compostabili – la normativa italiana incentrata sul binomio sacchetti riutilizzabili/sacchetti compostabili ha garantito una riduzione del quantitativo complessivo di shopper in circolazione del 58%tra il 2010 e il 2021.

testo di Assobioplastiche

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: