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Bus a idrogeno a Terni, il rifornimento mobile risolve il nodo delle infrastrutture

autobus a idrogeno - terni

A Terni due autobus a celle a combustibile sono in servizio sulle linee urbane, riforniti con idrogeno prodotto localmente e distribuito attraverso una stazione mobile temporanea. Il caso umbro anticipa una sfida che riguarda decine di città italiane: disporre del vettore energetico non è sufficiente se manca l’infrastruttura fissa di rifornimento

Due autobus a idrogeno in servizio regolare a Terni. Non in fase di test, non in sperimentazione limitata: operativi a tutti gli effetti sulle linee del trasporto pubblico locale, con un’autonomia dichiarata di circa 400 chilometri per pieno – sufficiente a coprire l’intero fabbisogno giornaliero di esercizio.

Il dato più significativo non riguarda però i mezzi, ma la fonte dell’idrogeno. Il gas utilizzato proviene dallo stabilimento Linde Gas Italia di Terni ed è un surplus di produzione industriale che, in assenza di un utilizzo energetico, verrebbe svasato – rilasciato in atmosfera in modo controllato.

Idrogeno locale, a km zero, disponibile, non ancora verde, che fino a ieri veniva disperso.
Il nodo rimane quello infrastrutturale. La stazione di rifornimento fissa non esiste ancora (secondo i piani del Comune di Terni verrà predisposta entro fine 2027 – ndr). Per avviare il servizio, il Comune di Terni e Linde Gas Italia hanno scelto una soluzione diversa.

Attualmente, in questa prima fase transitoria, la produzione di idrogeno avviene con processo da steam reforming, quindi da metano, non da biogas. Il circolo virtuoso si completerà quando verrà prodotto idrogeno da elettrolizzatori con energia elettrica fotovoltaica, eolica o idroelettrica (idrogeno verde).

Oggi, spiegano da Linde Gas Italia, l’utilizzo di questo idrogeno grigio serve per sperimentare la tecnologia, diffondere la conoscenza e far maturare la fiducia.

Riguardo alle emissioni di Co2 legate alla produzione dell’idrogeno, spiegano ancora da Linde Gas, il valore calcolato per produrre 1 Nm3 di idrogeno è 1 Kg di Co2 emessa: il bilancio si chiude quindi sostanzialmente a zero.

Inoltre, la produzione da impianto emette CO2 all’esterno del centro abitato così che in città e nel centro abitato l’emissione è nulla; infine, la produzione locale dell’idrogeno non implica costi ed emissioni legati al trasporto.

Come funziona il rifornimento mobile

Il sistema adottato prevede una stazione mobile temporanea basata su pacchi bombole ad alta pressione, trasportate su trailer commerciali.

L’idrogeno viene stoccato a pressioni comprese tra 300 e 450 bar e trasferito direttamente al serbatoio del veicolo tramite manichette certificate, con un travaso graduale e monitorato.

Il rifornimento avviene in un’area dedicata allestita dal Comune, con tutti gli accorgimenti tecnici previsti per operare in sicurezza. “L’intero processo è gestito da personale specializzato” commenta Daniele Onori, responsabile degli impianti primari italiani di Linde Gas Italia.

Un approccio che consente di rendere subito operativi i mezzi, anche in assenza di una stazione di rifornimento definitiva. La soluzione non è un ripiego provvisorio improvvisato: Linde Gas, infatti, la utilizza anche per applicazioni navali.

stazione mobile di rifornimento

I mezzi: Karsan e-Ata Hydrogen

I due autobus in servizio a Terni sono Karsan e-Ata Hydrogen da 12 metri, prodotti dal costruttore turco Karsan. Il powertrain è basato su una cella a combustibile da 70 kW, affiancata da una batteria Lto da 30 kWh che funge da sorgente ausiliaria in caso di accelerazioni brusche o percorsi impegnativi.

La potenza erogata all’assale è di 250 kW, con una coppia di 22.000 Nm. Il serbatoio in composito leggero ha un volume di circa 1.687 litri e il rifornimento completo richiede meno di 7 minuti.

L’autonomia dichiarata da Karsan in condizioni reali di carico e stop-and-go supera i 500 km, anche se a Terni, con i profili di percorso urbano reali, la responsabile del progetto, Marta Frittella, indica 400 km come valore operativo medio nelle ore diurne.

L’unica emissione allo scarico è vapore acqueo, prodotto dalla reazione elettrochimica tra idrogeno e ossigeno nelle celle.

Una stazione mobile già rodata in mare

La stazione temporanea di Linde Gas Italia non è nuova al lavoro sul campo. Il banco di prova più recente è stato la Monaco Energy Boat Challenge 2025, competizione internazionale per la propulsione navale sostenibile: in 48 ore, il 4 e il 5 luglio, sono stati effettuati sei rifornimenti di imbarcazioni, con un tempo medio di circa 30 minuti per 50 kg di idrogeno per ciascuna unità.

In precedenza, la stessa stazione aveva supportato il rifornimento di Alba, prima nave scuola a idrogeno a zero emissioni d’Europa, sviluppata da EoDev in collaborazione con il Lycée Maritime de Bastia e certificata da Bureau Veritas. L’8 e il 9 giugno 2025 nel porto di Fontvieille sono stati erogati oltre 110 kg di idrogeno verde a 350 bar.

Due ruote, quattro ruote, motori navali: la stessa tecnologia di rifornimento mobile funziona in tutti i contesti. La questione che Terni pone – e che molte altre città italiane dovranno affrontare nei prossimi mesi – è quanto a lungo le soluzioni temporanee possano e debbano supplire all’assenza di infrastrutture permanenti e quali investimenti siano necessari perché la mobilità a idrogeno smetta di dipendere dalla logistica delle bombole.

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