Il modello di Organizzazione Collaborativa è un nuovo approccio alla governance che mette al centro la responsabilità intergenerazionale. Sul valore di questo percorso, parliamo con Mario Burrascano e Margherita Casassa, dello studio di consulenza Uomo&Ambiente
La Sostenibilità aziendale è chiamata a entrare in una nuova fase e la differenza potrebbe essere legata allo sguardo sul futuro.
Dopo anni in cui l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla riduzione degli impatti ambientali, sulla rendicontazione e sugli obiettivi Esg, oggi emerge una domanda ancora più profonda: chi rappresenta gli interessi delle persone che vivranno gli effetti delle decisioni prese dalle imprese di oggi?
A questa domanda prova a rispondere il modello di Organizzazione Collaborativa, promosso dall’Associazione Collaboriamo. L’idea è quella di integrare nei processi decisionali aziendali il punto di vista delle future generazioni, affinché ogni scelta non venga valutata esclusivamente per i benefici immediati, ma anche per le conseguenze che produrrà nel medio e lungo periodo.
Non si tratta di una certificazione, bensì di una visione che al momento prevede un percorso di avvicinamento intergenerazionale.
Tra le prime realtà italiane ad aver completato questo percorso c’è Uomo&Ambiente, società di consulenza specializzata nei temi della sostenibilità, della sicurezza e dell’innovazione organizzativa.
E noi di GreenPlanner abbiamo voluto saperne di più incontrando Mario Burrascano, cofounder con Nunzia Giunta della società di consulenza con sede a Torino, e Margherita Casassa a cui è affidato il ponte verso le generazioni future.
Perché pensare al modello dell’organizzazione collaborativa
Il cuore del percorso è il Piano Prospettico di Azione Quinquennale, un documento operativo che individua obiettivi, responsabilità interne e indicatori con cui misurare l’effettiva realizzazione degli impegni assunti.
In altre parole, la sostenibilità smette di essere un insieme di promesse e diventa un programma di lavoro sottoposto a verifica continua.
Accanto al Piano trova spazio uno degli elementi più originali dell’intero modello: il Patto con le Future Generazioni.
L’organizzazione si impegna formalmente a rispettare gli obiettivi definiti e, qualora questi non vengano raggiunti senza adeguata giustificazione, è prevista una conseguenza concreta: una donazione obbligatoria a favore di un ente del Terzo Settore.
Una sorta di penale etica che introduce un principio di responsabilità raramente presente nei percorsi volontari dedicati alla sostenibilità.
È un meccanismo che rende evidente come la fiducia non possa più basarsi soltanto sulla comunicazione, ma richieda strumenti capaci di misurare la coerenza tra ciò che un’organizzazione dichiara e ciò che realmente realizza.
Un altro elemento distintivo della certificazione è l’introduzione del Rappresentante delle Future Generazioni (Rfg), una figura destinata a portare all’interno dei processi decisionali il punto di vista di chi ancora non può partecipare alle scelte, ma ne subirà le conseguenze.
Non un ruolo simbolico, bensì un presidio permanente che invita l’organizzazione a interrogarsi sugli effetti di lungo periodo delle proprie decisioni.
Per questo incarico Uomo&Ambiente ha scelto, come abbiamo visto nella videointervista Margherita Casassa, giovane professionista che da un anno lavora nella società e che si occupa di educazione, innovazione sociale e sostenibilità.
La sua nomina rappresenta anche un riconoscimento del contributo che le nuove generazioni possono offrire nella costruzione di modelli organizzativi più lungimiranti.
Perché dunque un’impresa dovrebbe intraprendere questo percorso? Le ragioni sono molteplici. In un contesto in cui investitori, clienti e istituzioni chiedono sempre maggiore trasparenza, una governance orientata al lungo periodo rafforza la credibilità dell’organizzazione, migliora la capacità di gestire i rischi e contribuisce a costruire relazioni più solide con tutti gli stakeholder.
Significa anche creare una cultura aziendale capace di superare la logica del risultato immediato, promuovendo decisioni più equilibrate sotto il profilo economico, sociale e ambientale.











