Dal 31 dicembre 2026 l’industria alimentare italiana dirà finalmente addio all’abbattimento selettivo dei pulcini maschi dopo la schiusa: nuove tecnologie permetteranno di determinare il sesso prima della nascita con anticipo e precisione
Sarà la luce a risolvere uno dei principali dilemmi etici dell’industria alimentare? Secondo una ricerca pubblicata di recente sulla rivista Newton di Cell Press, la risposta potrebbe essere sì.
Uno nuovo studio sembra infatti aprire la strada a tecniche sempre più efficaci per determinare il sesso dell’embrione prima della schiusa e ridurre così l’abbattimento dei pulcini maschi.
La ricerca, realizzata dal Politecnico di Milano insieme a Vrije Universiteit Amsterdam, HatchTech B.V. e Wageningen University, ha analizzato il comportamento della luce all’interno delle uova, scoprendo un fenomeno finora mai descritto.
Quando i fotoni attraversano il guscio, vengono riflessi ripetutamente al suo interno e, in uno spazio di appena quattro centimetri, possono “rimbalzare” per percorrere complessivamente fino a due metri.
Si tratta di un cammino ottico eccezionalmente lungo, spiegano i ricercatori, difficilmente riscontrabile in altri materiali naturali.
Una “sfera” che trattiene la luce
Questa particolare proprietà ottica potrebbe determinare una svolta per il settore avicolo. Comprendere come la luce si propaga all’interno dell’uovo consentirebbe, infatti, di sviluppare sistemi in grado di stabilire con sempre più precisione e anticipo se un uovo sia fecondato e quale sia la qualità del suo contenuto, senza ricorrere a tecniche invasive.

Secondo gli autori dello studio, il fenomeno osservato potrebbe consentire di analizzare il contenuto delle uova anche durante lo sviluppo embrionale, offrendo un nuovo approccio al sessaggio in ovo e contribuendo così ad affrontare il problema etico dell’abbattimento dei pulcini maschi.
Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno utilizzato tecniche di spettroscopia ottica, misurando il tempo impiegato dai fotoni, nelle lunghezze d’onda del visibile e del vicino infrarosso, a propagarsi all’interno di uova intere prima dell’incubazione e durante i primi otto giorni dello sviluppo embrionale.
Il comportamento della luce ha rivelato che il guscio funziona come una sfera integratrice, capace di trattenere e diffondere i fotoni in modo molto più efficiente di quanto si ritenesse finora.
Le tecniche di spettroscopia ottica sono già impiegate in medicina, per esempio nella mammografia e nel monitoraggio delle funzioni cerebrali e polmonari.
Negli ultimi anni, il Politecnico di Milano ne ha ampliato le applicazioni anche in ambito agroalimentare, dalla caratterizzazione di frutta e legno fino al monitoraggio della neve. L’applicazione alle uova rappresenta una nuova frontiera della ricerca.
Un problema etico ancora aperto
L’interesse per queste tecnologie e per il loro sviluppo nasce da un problema ben noto. I pulcini maschi delle linee ovaiole non producono infatti uova e non crescono abbastanza rapidamente da essere destinati alla produzione di carne.
Per questo motivo, negli incubatoi di tutta Europa vengono abbattuti ogni anno milioni di esemplari subito dopo la nascita, una pratica sempre più contestata dalle associazioni animaliste e dall’opinione pubblica.
Non è un caso che la ricerca proceda in parallelo con l’evoluzione della normativa. In Italia, infatti, alla fine del 2025 sono state pubblicate le linee guida per l’applicazione del divieto di abbattimento dei pulcini maschi, previsto a partire dal 31 dicembre 2026.
Il provvedimento disciplina l’adozione delle tecniche di sessaggio in ovo entro entro il 14° giorno di incubazione, definisce le modalità di adeguamento degli incubatoi e introduce nuovi strumenti di informazione per i consumatori.
Nel frattempo, però, il quadro normativo appare ancora diseguale a livello europeo. In Europa infatti non esiste ancora una disciplina uniforme sull’abbattimento dei pulcini maschi.
Germania e Francia sono state le prime ad adottare un divieto, introducendo l’obbligo di ricorrere a tecniche di sessaggio prima della schiusa.
L’Italia seguirà lo stesso percorso con l’entrata in vigore del divieto, ma in altri Paesi come la Polonia, invece, la pratica è ancora consentita. Qui gli incubatoi possono continuare ad abbattere i pulcini maschi, pur in presenza di sperimentazioni e investimenti.
Per quanto riguarda l’Italia, ricordiamo inoltre che secondo le linee guida, commentate da Animal Equality nei mesi passati, l’abbattimento sarà comunque permesso in alcuni casi specifici.
Attualmente, infatti, letecnologie di sessaggio in ovo disponibili raggiungono un’accuratezza del 96-99%. Ciò significa che nel 2027 nel nostro Paese nasceranno comunque fino a 1,4 milioni di pulcini maschi.
Per sopprimere questi pulcini, la normativa permette il ricorso a metodi alternativi alla macerazione, come l’inalazione controllata di anidride carbonica. La speranza è che nuovi studi come quello condotto dal Politecnico di Milano possano limitare il più possibile il margine d’errore.












