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Comunità energetiche, nasce la Fondazione Energie Comuni: un solo soggetto per 40 MWp tra Sicilia e Sardegna

cer cittadina
Immagine da Depositphotos

Exalto Energy & Innovation costituisce la Fondazione Energie Comuni per unificare le comunità energetiche rinnovabili avviate nel Sud Italia. Circa 40 MWp di impianti, in gran parte già con decreti Pnrr del Gse, confluiscono in un unico soggetto giuridico iscritto al Runts

Da un insieme di iniziative sparse a un unico soggetto giuridico iscritto al Runts: è questo il passaggio che compie Exalto Energy & Innovation con la costituzione della Fondazione Energie Comuni, pensata per aggregare i progetti di comunità energetica rinnovabile avviati dall’azienda negli ultimi anni in diverse regioni del Mezzogiorno.

La scelta non è cosmetica. Fino a oggi ogni configurazione di comunità energetica avrebbe richiesto, in teoria, un proprio soggetto giuridico distinto, con relativi costi di costituzione, adempimenti amministrativi e governance separata.

La Fondazione permette invece a un unico ente di operare su più configurazioni territoriali, mantenendo però un rapporto diretto con i singoli comuni coinvolti.

La normativa italiana, ricorda il presidente della neonata Fondazione, Mario Gamberale, consente a un unico soggetto giuridico di gestire diverse configurazioni territoriali: una possibilità che Exalto ha deciso di sfruttare per evitare la sovrapposizione di strutture separate per ciascun progetto locale.

I numeri delle comunità energetiche in Italia

Sul piano nazionale, il contesto in cui si inserisce l’operazione resta distante dagli obiettivi fissati. Secondo i dati del Gse aggiornati al 31 dicembre 2025, le comunità energetiche rinnovabili italiane hanno raggiunto una capacità installata di 174,5 MW, distribuita su 1.805 configurazioni operative e 18.263 membri, di cui 904 Cer qualificate per la tariffa incentivante.

Il target del Pnrr, fissato al 30 giugno 2026, prevede invece 1.730 MW di potenza installata: la distanza resta quindi ampia. La distribuzione geografica conferma inoltre uno squilibrio strutturale, con 511 configurazioni concentrate nel Nord Italia contro le 258 del Sud e le 135 del Centro.

In questo quadro, i circa 40 MWp di impianti fotovoltaici che Exalto sta sviluppando attraverso le configurazioni confluite nella Fondazione rappresentano una quota tutt’altro che marginale, soprattutto perché localizzati in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Sardegna: proprio l’area del Paese dove le Cer faticano di più ad affermarsi.

Molti di questi impianti hanno già ottenuto dal Gse i decreti di concessione relativi ai contributi Pnrr, un passaggio che nella maggior parte dei progetti di comunità energetica costituisce ancora oggi il principale collo di bottiglia.

La logica della Fondazione Energie Comuni

Gamberale motiva la scelta della forma giuridica con l’esigenza di mettere a sistema competenze e strumenti amministrativi senza moltiplicare i soggetti coinvolti, aggregando le iniziative in corso e semplificandone la gestione.

La formula scelta risponde quindi a una logica di semplificazione più che di innovazione normativa in sé. Introduce però anche un elemento distintivo rispetto al modello prevalente delle Cer italiane, spesso nate come iniziative dal basso promosse da comuni, cittadini o cooperative locali: qui è un operatore industriale a farsi promotore e regista di un ecosistema di comunità energetiche su scala multiregionale, mantenendo la governance sotto un unico cappello.

Nei prossimi mesi la fondazione avvierà un percorso di informazione nei comuni compresi nelle aree delle cabine primarie interessate dagli impianti, per illustrare modalità di adesione e benefici attesi.

Si tratta di un passaggio non scontato: la scarsa comprensione del meccanismo da parte di enti locali e cittadini resta uno dei principali freni all’adesione alle Cer, più ancora della disponibilità di capitale o di superfici idonee.

Il progetto si completa con un tassello ulteriore, che ne chiarisce la direzione strategica: Exalto ha avviato il percorso di accreditamento per operare come venditore di energia elettrica.

Questo significa che l’azienda non si limiterà a sviluppare impianti e strutturare comunità energetiche, ma potrà anche fornire direttamente energia agli utenti che aderiranno alle configurazioni promosse dalla fondazione, chiudendo così il cerchio tra produzione, condivisione e fornitura sotto un’unica regia industriale.

Crediti immagine: Depositphotos

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