Inizia con questo contributo il primo di una serie di articoli a firma di Sara De Cristofaro, educatore cinofilo esperta che, assieme a Lauretana Satta, compone un duo veramente smart in tema di vita con i Cani. Con la C maiuscola. Vi invitiamo a leggere con attenzione cosa suggeriscono, a partire dalla loro visione di vita con i 4 zampe
Chi prende il Cane deve essere spinto dal desiderio, dalla passione, dalla curiosità e dall’interesse di conoscere e condividere la vita con un animale, impararne la comunicazione, condividerne gli interessi e assecondarli, anche quando sono per noi disgustosi o incomprensibili.
Partecipare alla sua vita e renderlo partecipe della nostra, vuol dire anche adeguare la propria vita alla sua. Per prendere il Cane bisogna essere convinti che il Cane ha valore per sé, per chi è.
Ma chi è il Cane?
È un animale che ha comportamenti e motivazioni specifiche. Questa è la prima cosa che bisogna considerare della vita a 6 zampe: prendendo il Cane si porta in casa un individuo, di una specie diversa, che ha modi di fare ed è spinto da motivazioni diverse da quelle umane (e non è immediato comprenderli, interpretarli e condividerli, ma non per questo non contano, sono un problema e si pensa di poterli uniformare al nostro modo di vivere e di essere).
È un animale che ha una comunicazione specie-specifica, con cui è probabile ci siano fraintendimenti e relative difficoltà relazionali, perché usa anche segnali comunicativi che in diversi casi hanno una corrispondenza, se non altro apparente, nella comunicazione umana e visto che appaiono familiari si attribuisce loro il significato che hanno nella comunicazione umana ma nella comunicazione canina vogliono dire tutt’altro.
È un animale che ha importanti capacità cognitive – tra gli altri, cognizione sociale, cooperano con gli umani, sanno scegliere e hanno apprendimento associativo per cui imparano facendo, compreso dagli errori di valutazione (per esempio, è tipico dei cuccioli buttarsi nelle fontane presi dalla foga, ma poi si spaventano e non lo fanno più).
Lasciare che i Cani esplorino, provino, scoprano, conoscano è quindi fondamentale, superando la tentazione di controllarli fisicamente e/o mettendo tutto sotto comandi per impedire, iperproteggere (si fa male, è rischioso, si mette in pericolo…).
I Cani hanno i loro desideri e i loro gusti, hanno aspettative e cercano l’appagamento. I loro comportamenti non sono una semplice risposta automatica agli stimoli, in base all’esperienza si costruiscono aspettative e desiderio relativamente a ciò che accadrà e la ricerca dell’appagamento detta il comportamento; se le aspettative non sono appagate, il comportamento cambia o subentra l’impotenza appresa.
I Cani hanno una ricca vita emotiva che è importante lasciare che vivano e alimentino: l’amore per le figure di riferimento, che devono essere necessariamente presenti, l’amicizia con gli altri Cani, la cui esperienza è fondamentale per vivere e condividere esperienze di gioco e di vita, la tristezza data dalla solitudine prolungata e dalla noia, l’angoscia data dal maltrattamento, la gioia data dal fare ciò che piace.
I Cani hanno numerose e importanti esigenze dettate dalla specie (l’essere Cani), dalla razza (o mix di) e, ognuno, dall’essere quello specifico individuo.
Le esigenze possono essere condivisibili o no – un caso tipico è quello dei Cani da caccia, che hanno motivazioni a cui i proprietari possono essere contrari) e cambiano nelle diverse fasi della vita (una cosa è la gestione del cucciolo, un’altra è l’anziano o il malato, per fare un esempio).
Nel momento in cui si porta a casa l’animale ci si assume la responsabilità di rispettarne e soddisfarne le esigenze, per quanto possano essere difficili, vincolanti, limitanti, pesanti, per tutta la sua vita.
all'articolo ha collaborato Lauretana Satta












