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Kitcortesia.it, il Ppwr riscrive il bagno d’albergo, ma non dal mese di agosto

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Kitcortesia.it, il Ppwr riscrive il bagno d’albergo, ma non dal mese di agosto

Il regolamento europeo sugli imballaggi diventa applicabile il 12 agosto 2026. Per le strutture ricettive la scadenza che conta arriva quattro anni dopo e chi fornisce amenity si sta già riorganizzando

Nelle ultime settimane è tornata a circolare l’idea che da agosto spariscano di colpo i flaconcini di shampoo dai bagni degli alberghi e le bustine di maionese dai tavoli dei bar.

Non funziona così. Il Regolamento (Ue) 2025/40, entrato in vigore l’11 febbraio 2025, diventa pienamente applicabile il 12 agosto 2026, però i divieti sui singoli formati seguono un calendario tutto loro.

L’equivoco lo registrano per primi i fornitori del settore, che in queste settimane si sono ritrovati a fare da ufficio informazioni per hotel e affitti brevi convinti di dover svuotare il magazzino entro Ferragosto.

Quello che parte adesso riguarda soprattutto chi gli imballaggi li progetta e li immette sul mercato: requisiti di minimizzazione del packaging superfluo, criteri di riciclabilità, etichettatura armonizzata tra gli Stati membri.

Sono regole che agiscono a monte della filiera e che raggiungeranno gli operatori dell’ospitalità in modo indiretto, cioè attraverso quello che troveranno o non troveranno più nei cataloghi.

La scadenza vera è il 1° gennaio 2030

I divieti mirati stanno nell’articolo 25, che rimanda all’Allegato V, e scattano dal 1° gennaio 2030.

Per il settore ricettivo la formulazione è precisa: saranno vietati gli imballaggi monouso per prodotti cosmetici e per l’igiene personale forniti in relazione a una singola prenotazione e pensati per essere gettati prima dell’arrivo dell’ospite successivo.

Lo stesso allegato mette fuori gioco le monoporzioni in plastica per salse e condimenti nella ristorazione.

kit cortesia

Come legge la transizione chi rifornisce gli hotel

Nel comparto delle amenities la distinzione tra formato e uso è diventata il punto centrale del ragionamento. Il divieto non colpisce il monodose in quanto tale, colpisce un impiego specifico dentro un settore specifico e lascia fuori tutta l’area degli accessori legati a esigenze igieniche, dalle cuffie per capelli ai set per l’igiene orale.

Kitcortesia, azienda italiana che rifornisce hotel e strutture ricettive di linee cortesia e prodotti monodose, è tra le realtà che hanno impostato il catalogo su questa lettura, spostando il lavoro sui materiali dell’involucro anziché sul formato: confezioni in carta riciclata al posto del flow pack plastico e grammature calibrate sul consumo reale di una notte.

La riconversione è partita prima dell’obbligo. “Il divieto del 2030 non riguarda il monodose in sé, riguarda un modo preciso di usarlo. Abbiamo iniziato a lavorare sull’involucro con largo anticipo perché un albergo compra a stagione, e una scorta acquistata nel 2029 rischia di restare in magazzino invendibile pochi mesi dopo“, spiega il direttore commerciale di Kitcortesia.it.

C’è poi un dato che il settore osserva da vicino e che il regolamento non misura: la quota di prodotto che finisce nel cestino ancora dentro il flacone.

Sulle rotazioni veloci, tipiche degli affitti brevi e delle strutture con soggiorni di una o due notti, è la voce che pesa di più sul bilancio ambientale della camera, molto più del peso dell’imballaggio in sé.

Su una notte singola un flacone da venti millilitri viene usato per un terzo scarso, il resto lo butta l’housekeeping. Ridurre la grammatura e cambiare materiale all’involucro incide più di quanto incida il passaggio al dispenser, e costa molto meno alla struttura“, aggiungono da Kitcortesia.it.

Il dispenser non è una risposta automatica

L’alternativa più citata resta il flacone ricaricabile fissato a parete, già standard in diverse catene internazionali che hanno anticipato la norma di anni. Porta con sé altri obblighi però: protocolli di sanificazione delle testine, tracciabilità dei lotti cosmetici, gestione delle ricariche in housekeeping.

Nelle strutture piccole, dove il personale è ridotto e il turnover delle camere è veloce, il passaggio richiede una riorganizzazione del lavoro che va preparata con calma.

Il consiglio che arriva sia dai fornitori sia da chi fa consulenza per l’ospitalità è di usare questi anni per misurare.

Quanti flaconi vengono buttati a metà, quanto pesa la linea cortesia sul totale dei rifiuti della struttura, come reagiscono gli ospiti a una prova di dispenser su un piano soltanto.

Sono numeri che oggi quasi nessuno raccoglie e che nel 2030 serviranno per motivare le scelte fatte.

Il regolamento fissa intanto obiettivi progressivi di riduzione dei rifiuti da imballaggio rispetto ai livelli del 2018: meno 5% entro il 2030, meno 10% entro il 2035, meno 15% entro il 2040.

La linea cortesia è una voce piccola dentro questo conto. È anche una di quelle su cui una struttura ricettiva può intervenire in fretta, senza investimenti pesanti.

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