Home Eco Lifestyle Le bike-box sono solo davvero “scatole per le biciclette”?

Le bike-box sono solo davvero “scatole per le biciclette”?

bike-box
Immagine Comune di Paullo

Affrontiamo il tema bike-box, manufatti per parcheggiare in modo sicuro, in città, le biciclette realizzati completamente in lamiera in acciaio zincato e verniciato pressopiegata, concepiti per garantire la massima protezione contro i tentativi di effrazione

Delle bike-box in realtà se ne parla troppo poco, sono poco diffuse sul territorio nazionale, ma si comincia a vederne diverse installate nelle città, in luoghi strategici. Roma, Bergamo, Venezia e altre città si sono già dotate di questi spazi per la sosta sicura delle biciclette.

Ultima installazione in ordine di tempo, nell’ambito di una iniziativa della Città Metropolitana di Milano per il Progetto Cambio, è quella prevista nei comuni di Paullo, Pozzuolo Martesana, Cusago, Legnano e Cinisello Balsamo.

Nei giorni scorsi il Comune di Paullo, particolarmente celere, ha installato un primo gruppo di contenitori.

Cosa sono le bike-box

Si tratta di contenitori a forma di parallelepipedo, generalmente metallici, con diverse opzioni di rivesti-menti o colorazioni, per tenere al sicuro la bicicletta (o il monopattino) durante la sosta più o meno prolungata.

Una sola porta sul lato corto. Ce ne sono addirittura di di due tipi disponibili per biciclette normali e cargobike, leggermente più lunghe rispetto allo standard. Alcune arrivano smontate, in pacchi, come i mobili di un noto produttore di arredamento nordeuropeo e si assemblano sul posto, consentendo di ridurre molto i costi del trasporto.

La grande differenza rispetto alle rastrelliere portabicicletta è che le bike-box non richiedono obbligatoriamente un lucchetto, perché sono già dotate di serratura e consentono di tenere la bicicletta al coperto anche dalle intemperie nella stragrande maggioranza dei casi.

Due tipi sostanzialmente differenti come vedremo fra poco: box singolo o box multiplo.
Piuttosto costosi i primi, meno costosi i secondi ma, naturalmente, la differenza di prezzo sì vede.

Realizzati generalmente in metallo le bike-box singole sono dotate di serrature, spesso programmabili anche attraverso una app che consente di prenotare la sosta.

Molte sono dotate di presa di ricarica interna per le biciclette elettriche, altrettante sono dotate di una guida per far scorrere le ruote e mantenere la bicicletta in posizione, senza che scivoli.

La parte più interessante di questi modelli è che chi viaggia per esempio con la bicicletta carica e deve trattenersi in città solo per qualche ora può lasciare le borse montate. Senza patemi d’animo.

Alcune offrono ampie possibilità di personalizzazione con colori a scelta, perché anche l’inserimento garbato nel contesto, specie se storico, come i centri di molte città, ha un peso nella scelta della bike-box.

Spesso sono dotate di sensore di presenza interno che segnala se qualcuno per errore fosse rimasto rinchiuso. Tarato naturalmente per corpi di grossa dimensione. In alcuni casi le bike box di dimensioni maggiori seppur a posto singolo sono anche a due piani.

Le bike box multiple sono sostanzialmente contenitori a 3-4 o più posti (poco diffusi in Italia ma molto presenti oltralpe), dotate di un grosso portello comune, che una volta sollevato consente l’accesso alle biciclette che in questo caso devono essere assicurate a una rastrelliera con lucchetto proprio.

Alcune bike-box purtroppo, per scelte progettuali economiche ed estetiche sono realizzate in parte con lamiere traforate che espongono la bicicletta alla vista di malintenzionati. E si intuisce facilmente che controllare una bicicletta da fuori può indurre o meno al furto.

La visibilità della bicicletta carica dall’esterno naturalmente esclude fortemente la possibilità di lasciare le biciclette cariche di borse all’interno della bike box, se non in ambienti particolarmente sorvegliati.

Chi le produce?

Sul territorio nazionale diverse aziende producono ottime bike-box. Senza voler escludere nessuno anche in vista di una possibile e auspicabile diffusione delle bike-box e quindi dell’ingresso di nuovi produttori, citiamo BcPod, Weelo, Sedo, Euroform e Bike Facilities.

Conclusioni?

Nonostante il costo iniziale abbastanza elevato, ci auguriamo che l’esempio virtuoso di alcuni comuni sia seguito in tempi brevi anche da altri, perché le statistiche dicono chiaramente che un grosso ostacolo alla diffusione dell’uso della bicicletta in città è causato proprio dal timore del furto.

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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