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Torna in Italia la Cop che coinvolge i ciclisti. Ecco tutti i dettagli della Cop31 Bike Ride

cop31 bike ride
Immagine da Fiab

La Cop31 Bike Ride attraverserà anche l’Italia con due percorsi che coinvolgeranno città, associazioni, amministrazioni locali e cittadini. L’obiettivo della pedalata è portare la mobilità sostenibile al centro della conferenza sul clima. Previsti ciclisti da due continenti e un unico messaggio: la bicicletta deve entrare nelle politiche climatiche globali

Può una bicicletta contribuire a cambiare le politiche climatiche internazionali? Chi partecipa alla Cop31 Bike Ride pensa di sì. La grande staffetta internazionale utilizza infatti la mobilità dolce come strumento di sensibilizzazione, partecipazione civica e pressione politica.

Il suo slogan, Ride Slower, Change Faster, racchiude perfettamente lo spirito dell’iniziativa: rallentare il ritmo degli spostamenti per accelerare la transizione ecologica. Il progetto e la sua evoluzione sono descritti nel dossier ufficiale della manifestazione.

L’iniziativa è nata nel 2024, quando la prima edizione ha collegato Parigi, città simbolo degli accordi sul clima, a Baku, sede della Cop29. In quell’occasione oltre 200 ciclisti provenienti da tutta Europa hanno percorso 6.500 chilometri attraversando 11 Paesi.

Cop31 Bike Ride: cosa succede in Italia

L’edizione 2026 ha l’obiettivo dichiarato di coinvolgere 10.000 ciclisti lungo il percorso che collegherà il Brasile alla Turchia, il Paese che ospiterà la Cop31. Un traguardo che trasforma la manifestazione in una delle più grandi iniziative internazionali dedicate alla promozione della ciclabilità e della mobilità sostenibile.

La formula è quella della staffetta, ispirata alla tradizione della fiamma olimpica. A essere passato di mano in mano non è un semplice testimone, ma uno striscione che raccoglie dieci proposte politiche dedicate al ciclismo e alla mobilità attiva.

L’obiettivo è chiaro: chiedere ai governi di inserire il trasporto ciclistico in modo sistematico, misurabile e verificabile all’interno degli impegni climatici nazionali presentati durante le conferenze delle Nazioni Unite sul clima.

La dimensione internazionale si intreccia con quella locale. Lungo il percorso vengono organizzati eventi pubblici, proiezioni di documentari, incontri con i cittadini e laboratori dedicati agli studenti, che imparano anche le basi della manutenzione delle biciclette.

Le tappe, generalmente comprese tra i 50 e i 70 chilometri, sono aperte a tutti e diventano occasioni per scoprire i territori attraversati e creare nuove relazioni tra comunità diverse.

L’Italia avrà un ruolo strategico. Dopo i risultati raggiunti nel 2025, quando sono state raccolte dodici lettere d’impegno sottoscritte da amministrazioni locali come le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e i Comuni di Gorizia, Ferrara, Bologna, Firenze e Viareggio, la nuova edizione punta a rafforzare ulteriormente il coinvolgimento delle istituzioni.

Gli obiettivi sono quattro: aumentare il numero delle amministrazioni che sottoscriveranno gli impegni per la promozione della ciclomobilità, rafforzare la collaborazione tra associazioni e cittadini, organizzare eventi di sensibilizzazione e coinvolgere anche i più piccoli attraverso la raccolta di disegni dedicati alla mobilità sostenibile.

Un ruolo centrale sarà svolto da associazioni come Fiab e Legambiente, chiamate a consolidare una rete territoriale sempre più ampia. La penisola sarà attraversata da due percorsi distinti.

Il primo, da ovest a est, partirà da Susa il 20 agosto e raggiungerà Trieste il 5 settembre, attraversando città come Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Venezia e Udine.

Il secondo, da nord a sud, prenderà il via da Padova il 19 agosto e seguirà la costa adriatica fino a Bari, passando per Ferrara, Ravenna, Cesenatico, Pesaro, Ancona, Pescara e Manfredonia, per poi proseguire verso i Balcani.

La vera sfida della Cop31 Bike Ride, però, non riguarda i chilometri percorsi. Il messaggio è molto più profondo: la bicicletta non deve essere considerata soltanto un mezzo ricreativo, ma una componente essenziale delle strategie climatiche del futuro.

In un momento in cui le città sono chiamate a ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e ripensare gli spazi urbani, questa lunga pedalata internazionale ricorda che la transizione ecologica passa anche attraverso gesti semplici e quotidiani.

E forse è proprio questa la lezione più importante della Cop31 Bike Ride: cambiare il mondo non significa necessariamente andare più veloci, ma scegliere una direzione diversa.

ha collaborato Marco Fardelli

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