I Cani non sono tutti uguali e, per indole, sono portati a essere più o meno adatti a vivere nei diversi contesti familiari, sociali e in convivenza con altri animali
Un suggerimento che si sente in caso di situazioni difficili – difficoltà familiari, l’anziano troppo solo, il bambino con problemi relazionali, l’adolescente che soffre di depressione, la signora che soffre di ansia, e così via – è “prendi un Cane che aiuta“.
Una strana idea questa, ovvero che i Cani siano adattabili a tutto e a tutti; così, spinti dall’entusiasmo e con un po’ di leggerezza, ci si convince a prenderlo.
La ragione del Cane diventa la sua utilità e le aspettative nei suoi confronti sono altissime; sono anche abbastanza ben riposte perché in effetti i Cani possono fare molto.
Detto questo, è necessario chiedersi se è giusto pretendere dal Cane che abbia quel ruolo ed è doveroso essere consapevoli che non si può dare per scontato che faccia o che sia in grado di fare ciò che ci si aspetta da lui/lei.
Come scegliere il Cane giusto per noi
I Cani non sono tutti uguali, per alcuni la responsabilità di quel compito è troppa, non sono in grado di sostenerla e ciò provoca conseguenze, si possono quindi osservare preoccupazione, ansia, stress, addirittura paure.
Altri, invece, magari potrebbero sostenerla, ma non fa parte delle loro motivazioni e quindi non fanno. Ciò influenza pesantemente la relazione umano-canina e non si può sottovalutare la sofferenza del Cane per il fastidio, la frustrazione e il nervosismo dei proprietari, di cui non capisce il motivo, e con questo si aggravano ulteriormente le difficoltà relazionali.
I Cani di famiglia non hanno le competenze per aiutare chi ha necessità specifiche, non sono una terapia, non sono uno strumento e non sono una soluzione.
Il Cane di famiglia è un essere vivente con bisogni fisici, emotivi e comportamentali che devono essere rispettati e soddisfatti in quanto tali e può essere, e spesso è, una risorsa preziosa che porta enormi benefici ai membri umani della sua famiglia.
Perché ciò avvenga è necessario che l’adozione sia stata una scelta consapevole e responsabile, che si sia sviluppata una relazione sana e forte e che il Cane sia valutato e rispettato in quanto Cane e non per quello che ci si aspetta che porti.
Il punto è che la scelta di prendere il Cane deve essere accompagnata dall’intenzione di dargli la migliore vita, per chi è lui/lei, Cane in quanto Cane; i benefici della sua presenza e della relazione sono un de cuius.
Il Cane che è stato preso per aiutare o risolvere problemi e non lo fa è motivo di delusione, frustrazione, ma non ha colpe; così come non ha colpe il cane costretto in una vita inadeguata per cui sviluppa difficoltà comportamentali.
Il problema sono le aspettative irrealistiche che si avevano nei loro confronti, ma sono loro che pagano, perché diventano un peso ulteriore e quindi vengono trascurati, isolati, o addirittura ceduti.
Cani di famiglia e Cani specialisti
Per esigenze specifiche esistono figure canine specializzate, potremmo chiamarli Cani professionisti della salute – i Cani da assistenza e i Cani (e altri animali tra cui i gatti, i conigli, i cavalli) coinvolti negli interventi assistiti (operano esclusivamente a fianco di professionisti in percorsi strutturati) – che diventano tali solo dopo una selezione rigorosa e percorsi di preparazione altrettanto severi.
Non sono Cani di famiglia, sono Cani che lavorano e il lavoro che fanno è tanto impegnativo che sono impiegati per periodi di tempo limitati e, spesso, non lavorano nemmeno tutti i giorni.
Se glielo si permette, il Cane, per il solo fatto di essere Cane, migliora la vita dei suoi umani: obbliga a uscire, a fare passeggiate nella natura, a incontrare persone, distoglie i pensieri e le tensioni delle routine e del lavoro.
Per problemi diversi, anche più complessi, non si può semplicemente prendere il Cane, è necessario rivolgersi a chi lavora con i Cani per capire quale è la scelta migliore per il problema che si vuole affrontare.
testo elaborato a quattro mani con Lauretana Satta










