Home Tecnologie Incendi e allerte meteo, cosa cambia con il nuovo satellite Meteosat di...

Incendi e allerte meteo, cosa cambia con il nuovo satellite Meteosat di EumetSat

lancio satellite eumetsat

Il satellite Meteosat Third Generation Imager 2 (Mtg-I2) è stato lanciato con successo il 28 agosto 2026. Con immagini dell’Europa ogni 2,5 minuti, il dispositivo raddoppia la frequenza di osservazione rispetto alla generazione precedente e rafforza il monitoraggio di incendi ed eventi meteorologici estremi

Ogni due minuti e mezzo, da qui a qualche settimana, arriverà una nuova immagine dell’Europa. È questo il numero attorno a cui ruota il lancio di Mtg-I2: il doppio della frequenza garantita dalla precedente generazione di satelliti Meteosat.

Il satellite è decollato alle 22:11 Cet del 28 agosto a bordo di un razzo Ariane 6, dallo Spazioporto Europeo nella Guyana francese. Nelle ore successive i team di EumetSat hanno stabilito le comunicazioni e verificato il corretto dispiegamento dei pannelli solari, condizione necessaria per l’autonomia energetica del velivolo.

Dalla bassa orbita alla posizione geostazionaria

Mtg-I2 non è ancora operativo. Nelle prossime due settimane il satellite verrà condotto verso la sua orbita definitiva, a circa 36.000 chilometri di quota, dove seguirà un periodo più esteso di calibrazione e validazione degli strumenti di bordo prima dell’entrata in servizio.

È una fase che accomuna tutti i satelliti meteorologici geostazionari di nuova generazione: lo stesso percorso, con tempistiche analoghe, era stato seguito da Mtg-S1, il satellite sounder lanciato il 1° luglio 2025 e messo sotto controllo operativo di EumetSat dopo circa due settimane di manovre.

I dati sui costi degli eventi estremi danno la misura di cosa sia in gioco. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, i danni economici causati da eventi meteorologici e climatici estremi in 38 Paesi europei hanno superato i 45 miliardi di euro nel 2023, portando il totale cumulato dal 1980 a oltre 790 miliardi di euro, con la Germania da sola responsabile di circa 180 miliardi di euro di danni.

Il 2024, inoltre, è stato l’anno più caldo mai registrato sia a livello globale sia europeo, mentre nei primi sei mesi del 2025 gli incendi boschivi hanno già distrutto 208.000 ettari di foresta nel continente.

Cosa cambia con il Flexible Combined Imager

Il cuore tecnico di Mtg-I2 è il Flexible Combined Imager (Fci), lo strumento che alimenterà il servizio di scansione rapida di EumetSat su Europa e Nord Africa.

Il compito di scansionare l’intero disco terrestre resta invece a Meteosat-12, il primo satellite per l’imaging della costellazione, già operativo dal dicembre 2022, che copre l’intera Terra ogni dieci minuti.

La combinazione dei due satelliti crea quindi due livelli di osservazione paralleli: uno globale, più lento, e uno regionale, ad altissima frequenza. Quattro canali ad alta risoluzione, in grado di distinguere dettagli fino a 500 metri, completano la dotazione strumentale e permettono di seguire l’evoluzione di un temporale o di un fronte di maltempo con una granularità difficilmente raggiungibile dalla generazione precedente.

Incendi e allerte: le applicazioni dirette

I canali dedicati al rilevamento degli incendi rappresentano una delle applicazioni più immediate del nuovo satellite. L’identificazione e la caratterizzazione degli incendi attivi, unite alla frequenza elevata delle osservazioni, consentiranno di seguire con maggiore continuità lo sviluppo dei roghi e la dispersione del fumo associato.

Sul fronte delle allerte meteo, la maggiore frequenza di scansione dovrebbe tradursi in un anticipo concreto nell’identificazione di fenomeni pericolosi – temporali intensi, grandinate, venti distruttivi, alluvioni improvvise – permettendo ai servizi meteorologici nazionali di diffondere avvisi con più tempestività.

Una costellazione ancora da completare

Mtg-I2 è il secondo tassello di una costellazione che, una volta a regime, comprenderà i satelliti per l’imaging affiancati dal sounder Mtg-S1, la cui piena entrata in funzione è attesa entro la fine del 2026. Solo a quel punto il sistema Meteosat di terza generazione potrà dirsi completamente operativo.

Il programma nasce dalla collaborazione tra EumetSat e l’Agenzia Spaziale Europea, quest’ultima responsabile della realizzazione dei satelliti insieme all’industria europea, mentre la gestione operativa lungo l’intero ciclo di vita del sistema resta in capo a EumetSat.

Fino al completamento della fase di calibrazione, tuttavia, i benefici annunciati restano in gran parte proiezioni. La differenza tra un satellite in orbita e un satellite pienamente validato – capace cioè di alimentare in modo affidabile i sistemi di allerta nazionali – si misura nei mesi di verifica ancora davanti, non nel giorno del lancio.

Condividi: