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Dengue in Italia, tra viaggi e prevenzione: il punto sui casi 2026 e la voce dei medici fiorentini

zanzare e dengue
Immagine da Depositphotos

In Italia i casi di dengue nel 2026 superano già quota 190, quasi tutti legati a viaggi all’estero. Nessun allarme, ma un sistema di sorveglianza e risposta che si è attivato più volte anche in Toscana

Tra gennaio e fine luglio 2026 il sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), ha registrato 192 casi confermati di dengue sul territorio italiano.

Si tratta, in tutti i casi censiti, di infezioni contratte all’estero: nessuna trasmissione locale è stata rilevata nel periodo, e non risultano decessi collegati.

Il numero segna una crescita costante rispetto ai mesi precedenti dello stesso anno – 133 casi al 30 aprile, 155 al 31 maggio, 169 al 30 giugno – un andamento che riflette soprattutto la stagionalità dei viaggi verso le aree dove il virus circola stabilmente.

Le Maldive risultano la destinazione più frequentemente associata all’esposizione, secondo quanto riportato dalla dashboard Iss sulle arbovirosi.

A livello regionale la Lombardia concentra la quota più consistente di segnalazioni, con 36 casi al 7 luglio, pari a circa un quinto del totale nazionale, secondo i dati del bollettino sanitario lombardo.

Un dato che merita una lettura in prospettiva: nel 2024 l’Italia aveva già affrontato un episodio ben diverso, quello che uno studio Iss pubblicato su Eurosurveillance nel luglio 2026 definisce il più esteso focolaio di dengue autoctona mai osservato nell’Europa continentale, con quasi 300 casi trasmessi localmente.

Quella vicenda ha permesso di affinare i protocolli di risposta rapida oggi applicati quando emerge un singolo caso importato.

La situazione in Toscana e nel Fiorentino

Nelle ultime settimane l’attenzione si è concentrata anche sulla Toscana, dove tra metà agosto e i primi giorni di settembre 2026 sono stati segnalati diversi casi di dengue, tutti riconducibili a soggiorni all’estero.

Le aziende sanitarie territoriali hanno registrato episodi a Livorno, nell’area di Pisa, nel Fiorentino – con un caso a Montespertoli e due casi distinti nella città di Firenze, questi ultimi comunicati dall’Azienda Usl Toscana Centro a metà agosto – e un caso sospetto a Prato.

In ciascuna circostanza le persone coinvolte hanno manifestato un decorso clinico non grave, senza necessità di ricovero ospedaliero nella maggior parte dei casi.

Le indagini ambientali condotte dai tecnici della Prevenzione hanno permesso di circoscrivere con precisione le aree frequentate dai pazienti prima della diagnosi, individuando così le zone su cui intervenire.

I Comuni interessati – tra questi Firenze, Scandicci, Montespertoli – hanno emesso ordinanze per la disinfestazione straordinaria, eseguita dalle ditte convenzionate nelle ore immediatamente successive alla segnalazione.

Come chiarisce l’Azienda Usl Toscana Centro, i casi registrati nell’area fiorentina non presentano alcuna relazione epidemiologica tra loro: si tratta di episodi indipendenti, ciascuno legato a un viaggio individuale, non di un focolaio in corso.

Che cos’è la dengue

La dengue è un’infezione virale che si trasmette attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes, in Italia rappresentate soprattutto dalla zanzara tigre. Non esiste alcuna forma di contagio diretto tra persone: il virus circola esclusivamente per via vettoriale, il che significa che la presenza di un caso non comporta di per sé un rischio diffuso per chi vive nella stessa area.

Sul piano clinico la malattia si manifesta più spesso con febbre alta a esordio improvviso, mal di testa, dolori muscolari e articolari e, in alcuni casi, un’eruzione cutanea.

Nella maggioranza delle situazioni il decorso resta lieve; solo una minoranza di pazienti sviluppa forme più severe, con possibile rischio emorragico.

Proprio perché i sintomi si sovrappongono a quelli di molte altre infezioni virali stagionali, l’informazione relativa a un recente viaggio in area endemica diventa un elemento chiave per orientare correttamente la diagnosi.

La posizione dell’Ordine dei Medici di Firenze

Sul tema è intervenuto l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, che ha diffuso una nota per inquadrare correttamente il significato delle misure di prevenzione attivate a ogni segnalazione.

“L’attivazione delle procedure di prevenzione da parte dei servizi sanitari – spiegano dall’Ordine – è una risposta prevista e tempestiva, finalizzata proprio a evitare che un caso importato possa dare origine a una trasmissione locale.

La disinfestazione che viene effettuata quando viene individuato un caso ha proprio questo obiettivo: abbassare rapidamente la presenza delle zanzare e interrompere, per quanto possibile, l’eventuale catena di trasmissione.

Si tratta di un intervento di sanità pubblica che viene attivato a titolo precauzionale e che deve essere accompagnato dalla collaborazione dei cittadini, seguendo le indicazioni fornite dalle autorità e consentendo agli operatori di effettuare i trattamenti nelle aree interessate.

La Dengue è un’infezione virale trasmessa dalla puntura di zanzare del genere Aedes, in particolare dalla zanzara tigre. Non si trasmette attraverso il normale contatto tra le persone e quindi la presenza di un caso non significa che ci sia un rischio generalizzato per la popolazione.

La possibilità di trasmissione è legata alla presenza del vettore: per questo la riduzione della popolazione di zanzare nelle aree interessate è una delle principali misure di prevenzione.

Dal punto di vista clinico, la Dengue si manifesta più frequentemente con febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari e, in alcuni casi, con un esantema cutaneo. Si tratta di sintomi che possono essere comuni anche ad altre infezioni virali e che quindi non consentono da soli di identificare la malattia.

Un elemento particolarmente importante per orientare il medico è sapere se la persona ha recentemente viaggiato in Paesi o aree dove la Dengue è presente.

Per chi rientra da un viaggio in una zona a rischio e presenta febbre o altri sintomi compatibili è quindi importante informare tempestivamente il proprio medico, riferendo il viaggio effettuato.

Questo permette di valutare correttamente il quadro clinico e, se necessario, di procedere con gli accertamenti diagnostici. Durante i viaggi nelle aree dove la Dengue è endemica è inoltre consigliabile adottare tutte le precauzioni utili a evitare le punture di zanzara, come l’uso di repellenti, un abbigliamento adeguato e la protezione degli ambienti.

Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è dunque di attenzione, ma non di preoccupazione. I casi segnalati vengono presi in carico dai servizi sanitari e le procedure previste vengono attivate tempestivamente.

Conoscere i sintomi, comunicare eventuali viaggi in zone a rischio e collaborare con gli interventi di disinfestazione sono comportamenti semplici ma importanti per contribuire alla prevenzione“.

Uno sguardo alla stagione che verrà

La zanzara tigre resta attiva finché le temperature lo consentono e le Asl toscane hanno già annunciato che sorveglianza e prevenzione proseguiranno per tutto settembre.

Il modello che si sta consolidando – sopralluogo rapido, disinfestazione mirata, comunicazione diretta ai residenti – punta a diventare la prassi ordinaria anche negli anni a venire, mano a mano che i viaggi verso aree endemiche continuano a crescere e con essi, inevitabilmente, il numero di casi importati da gestire.

Crediti immagine: Depositphotos

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