La nona edizione di Boldbrain Startup Challenge parte con un dato interessante: 102 candidature ammissibili, mai raggiunte prima dal 2018. Il segnale più interessante, tuttavia, non è solo quantitativo, ma riguarda da dove arrivano i progetti
Delle 102 candidature giudicate ammissibili quest’anno, 58 vengono dal Ticino. È un numero enorme se confrontato col resto della Svizzera – pesa per il 77% di tutte le candidature elvetiche – eppure racconta anche l’altra metà della storia: per la prima volta, la crescita del programma arriva in modo significativo da fuori confine cantonale.
Zurigo contribuisce con 7 progetti, Ginevra e Lucerna con 2 ciascuna. Poi c’è una coda lunga e frammentata – Basilea Città, Giura, Argovia, Vaud, Svitto, Nidvaldo – un progetto a testa, ma sei Cantoni diversi che hanno scelto di guardare a Manno invece che ai propri hub locali.
Il programma è organizzato da Fondazione Agire, con la collaborazione di Usi Startup Centre (il centro per l’imprenditorialità dell’Università della Svizzera Italiana) e il sostegno della Divisione dell’economia del Cantone Ticino e di BancaStato.
I numeri di un’edizione record
Il funnel di selezione racconta da solo la scala del fenomeno. Su 243 candidature avviate, 112 sono state inoltrate regolarmente e 102 sono risultate ammissibili – una crescita di oltre il 30% rispetto alle 78 dell’edizione 2025 e la prima volta nella storia di Boldbrain che si supera la soglia delle 100 candidature idonee.
Anche la composizione settoriale conferma una base ampia più che una nicchia. L’ambito Ict/Software & Data Engineering domina con il 28,4% delle candidature, seguito da Life Science al 10,8%. Fintech/Insurance Tech, Social Entrepreneurship/Education e Sport/Leisure/Tourism/Lifestyle si dividono, a pari merito, il 9,8% ciascuno.
Il grado di maturità dei progetti candidati è un altro elemento da non liquidare come dettaglio tecnico: 31 candidature hanno già raggiunto la fase di prototipo, 15 sono in fase beta e 16 sono già presenti sul mercato.
Ventisette candidati hanno costituito formalmente la propria azienda prima ancora di partecipare al programma – un’indicazione che buona parte di chi bussa a Boldbrain non arriva con un’idea su carta, ma con un percorso imprenditoriale già in corso.
Cosa dice la geografia dei 20 selezionati
Il comitato di selezione – composto da esperti del mondo economico, accademico e imprenditoriale – ha valutato le candidature su criteri che includono il valore dell’idea, la scalabilità, il grado di innovazione, il modello di business, la qualità del team e, non ultimo, l’impegno a sviluppare l’attività partendo dal Ticino.
Proprio quest’ultimo criterio rende interessante la composizione finale dei 20 team ammessi. Diciotto arrivano dalla Svizzera, due dall’Italia. Tra gli svizzeri, 16 sono ticinesi, mentre Svitto e Nidvaldo portano un progetto ciascuno.
È una selezione che, pur restando fortemente ancorata al territorio, lascia entrare per la prima volta candidature italiane fino alla fase finale, non solo alla soglia di ammissibilità.
Otto startup su venti risultano già costituite formalmente e due sono già presenti sul mercato; un segno che il livello di selettività applicato ha privilegiato progetti con un grado di avanzamento già concreto, non solo idee promettenti sulla carta.
Secondo Barbara Pin, responsabile del settore startup in Agire, il record di candidature raggiunto quest’anno segnala un interesse crescente non solo verso Boldbrain, ma verso il Ticino stesso come luogo dove sviluppare un progetto imprenditoriale innovativo.
Tuttavia, ha aggiunto, ciò che conta oltre ai numeri è la qualità dei progetti e delle persone che li portano avanti, e il compito dei prossimi tre mesi sarà offrire loro competenze, metodo, confronto e connessioni con l’ecosistema.
Il percorso verso la finale
Nei prossimi tre mesi i 20 team lavoreranno con coach professionisti e parteciperanno a sei workshop, applicando ai propri progetti gli strumenti acquisiti lungo il percorso.
Al termine della fase di accelerazione, dieci dei venti team accederanno alla finale. L’appuntamento è fissato per il 10 dicembre 2026 al Palazzo dei Congressi di Lugano, dove i finalisti presenteranno i propri progetti al pubblico e si contenderanno i premi dell’edizione 2026.
Resta da capire se l’apertura di quest’anno verso Cantoni extra-ticinesi e verso l’Italia sia un punto di svolta strutturale nell’attrattività del programma, oppure una variazione episodica legata alla singola edizione.
La composizione delle prossime call e la provenienza di chi arriverà in finale a dicembre sarà il primo banco di prova per rispondere a questa domanda.












