Torna il 25 e 26 settembre a Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura: una rete di hub internazionali per ripensare la cultura come bene condiviso, accessibile e sostenibile
Il 25 e 26 settembre Institution, organizzazione fondata dal curatore e critico d’arte Fabio Cavallucci e attiva all’intersezione tra arte, tecnologia e ambiente, apre la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, quest’anno dedicata ai Culture Commons.
Il Forum, coordinato da Institution Green, si svolgerà in formato ibrido collegando Santa Sofia con hub a New York, Berlino, Tokyo, Jakarta, Shenzhen, Città del Guatemala e Tanguiéta, in Benin (per seguirlo online usate questo link).
L’obiettivo è affrontare la sostenibilità culturale non come somma di iniziative isolate, ma come sistema di relazioni tra istituzioni, territori e comunità.
I Culture Commons vengono interpretati come risorse culturali materiali, informative e simboliche la cui creazione, fruizione e conservazione sono affidate a una comunità.
Tre gli elementi fondamentali: una risorsa condivisa, una collettività di riferimento e il commoning, ovvero la pratica del fare insieme. La cultura diventa così un’infrastruttura sociale aperta e cooperativa, alternativa tanto alla pura logica di mercato quanto alla gestione esclusivamente istituzionale.
Il programma approfondirà tre grandi questioni: governance condivisa e culture partecipative; tecnologia, digital common e Intelligenza Artificiale; economie mutualistiche. Tra le voci coinvolte Silvia Federici, Massimo De Angelis, David Bollier, Stavros Stavrides, Kathrin Böhm e il collettivo indonesiano ruangrupa.
Santa Sofia sarà il centro di connessione della rete internazionale. La scelta rafforza anche il rapporto con il territorio, vicino al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
La sostenibilità entra infine nel metodo stesso del Forum: il modello distribuito tra hub fisici e collegamenti digitali punta a limitare gli spostamenti internazionali e, con essi, l’impronta carbonica dell’evento.












