“Occhio – orecchie e palato – alla Biodiversità” è il nuovo percorso di educazione ambientale di Edizioni Green Planner dedicato alle scuole secondarie di primo grado. Un progetto per contrastare la plant blindness
Il punto di partenza è apparentemente semplice: le piante sono davanti ai nostri occhi, ma molto spesso non le vediamo davvero. Il nostro sistema percettivo tende infatti a relegarle sullo sfondo, come una massa verde sostanzialmente immobile, mentre riserva molta più attenzione agli animali e, naturalmente, agli altri esseri umani.
A spiegare bene perché sia necessario rieducare il nostro sguardo alla piante è Paco Calvo, filosofo della scienza e direttore del Minimal Intelligence Lab dell’Università di Murcia, che dedica proprio alla plant blindness il primo capitolo del suo libro Planta Sapiens.
Attenzione visiva, evoluzione e plant blindness
Calvo ricorda che questa cecità ha anche radici profonde nel funzionamento della nostra attenzione: tendenzialmente non sono un pericolo e, dunque, non prestiamo loro attenzione.
In effetti, le piante si muovono secondo tempi che difficilmente coincidono con i nostri, non scappano, non ci inseguono e, salvo eccezioni, non rappresentano un pericolo immediato.
Nel corso dell’evoluzione, invece, riconoscere rapidamente un animale – un predatore o una possibile preda – poteva fare la differenza per la sopravvivenza. E così ancora oggi il nostro cervello tende ad attribuire agli animali una priorità percettiva maggiore.
Studi sull’attenzione visiva, citati da Calvo, mostrano infatti che un animale cattura più risorse attentive di una pianta. Ma c’è anche una componente educativa e culturale.
Calvo racconta un esperimento particolarmente significativo condotto con i suoi studenti dell’Università di Murcia: invitati a stimare quante specie vegetali fossero presenti nei giardini botanici del campus che attraversavano quotidianamente, molti risposero una decina, qualcuno arrivò a quaranta.
Le specie erano invece più di cinquecento. Passavano ogni giorno in mezzo a quella biodiversità senza realmente accorgersene. È proprio qui che la plant blindness diventa una questione ambientale e non soltanto percettiva.
Se non sappiamo riconoscere le piante che ci circondano, difficilmente possiamo comprenderne il ruolo negli ecosistemi e ancora più difficilmente sentiremo la necessità di proteggerle.
Le piante costituiscono la struttura portante di gran parte degli ecosistemi terrestri e rendono possibile la nostra stessa esistenza, eppure rimangono spesso comparse nella narrazione della biodiversità.
Calvo invita per questo a cambiare prospettiva: smettere di considerarle semplicemente oggetti o risorse a nostra disposizione e cominciare a osservarle come attori delle reti ecologiche di cui anche noi facciamo parte.
Contrastare la plant blindness significa allora prima di tutto allenare l’attenzione. Imparare a distinguere una specie dall’altra, osservare come cresce una pianta, seguirne i cambiamenti durante le stagioni, accorgersi delle relazioni che instaura con insetti, suolo, acqua e altre specie.
Sapete, potremmo averne anche un beneficio emotivo: a me per esempio osservare le piante, vedere come crescono dà felicità. È esattamente la direzione scelta da Occhio – orecchie e palato – alla Biodiversità: restituire alle piante quella centralità che il nostro sguardo ha progressivamente perso e insegnare ai ragazzi che la biodiversità comincia, letteralmente, da ciò che siamo capaci di vedere.
Iscrivete le vostre classi
Occhio – orecchie e palato – alla Biodiversità (educare i sensi all’ecologia) è un percorso di educazione ambientale ideato da Edizioni Green Planner e rivolto alle scuole secondarie di primo grado, nato per contrastare la plant blindness.
Il progetto accompagnerà gli studenti da novembre 2026 a giugno 2027 in un viaggio che coinvolge tutti i sensi: si ascolta la natura, la si osserva con occhi nuovi e la si comprende attraverso esperienze dirette sul territorio.
Dalle passeggiate naturalistiche alle attività di coltivazione, dalla scoperta del suolo e degli impollinatori fino alla lettura critica delle notizie ambientali, i ragazzi imparano a riconoscere il valore della biodiversità e a sviluppare una maggiore consapevolezza ecologica.
Il percorso segue il ritmo delle stagioni e culmina in un’esperienza conviviale che porta la biodiversità… a tavola: gli studenti raccolgono e degustano i prodotti coltivati durante l’anno, trasformando l’apprendimento in un’esperienza concreta, partecipata e memorabile.
La redazione sta selezionando le scuole che avranno l’onore di partecipare al percorso. L’evento sarà organizzato dalla redazione di GreenPlanner con la presenza di esperti e ricercatori.
Il progetto ha già ottenuto il patrocinio del Cnr, dei Carabinieri Forestali e parteciperà alla manifestazione internazionale Fascination of Plants Day.
Crediti immagine: Depositphotos












