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Quando un pet diventa parte della routine: così cani e gatti cambiano la vita dei loro amici umani

pet e umani
Immagine di Rover

Dalla prima parola del mattino alle scelte sulla casa da acquistare: un’indagine realizzata da Rover racconta il rapporto sempre più stretto tra persone e animali domestici

Per molti italiani la giornata comincia con il saluto al proprio cane o gatto. È un gesto automatico, che racconta quanto gli animali domestici siano entrati nella dimensione affettiva e organizzativa della vita familiare.

A fotografare questo rapporto speciale è una nuova ricerca realizzata a settembre da Rover – marketplace online per i servizi di pet care personalizzati – in vista della Giornata Mondiale degli Animali del 4 ottobre. Al sondaggio hanno risposto 1.000 persone con almeno un cane o un gatto.

Tra chiacchiere e abitudini quotidiane

Come ricordato in apertura, secondo il sondaggio di Rover il 61% degli intervistati rivolge il primo saluto della giornata al proprio cane o gatto, prima ancora di controllare lo smartphone.

Un altro dato  significativo riguarda la frequenza della comunicazione: il 30% degli intervistati afferma di parlare con il proprio animale più spesso che con il proprio capo, mentre il 27% dice di farlo più frequentemente rispetto ad amici e colleghi. Per il 14%, il cane o il gatto è addirittura un interlocutore più frequente del partner.

Non solo: quasi una persona su quattro, il 24%, dorme abitualmente con il proprio animale, mentre il 54% gli riserva un posto preciso sul divano. Ci sono poi i piccoli rituali.

Il 70% saluta il proprio cane o gatto prima di uscire di casa, il 46% festeggia il compleanno o l’anniversario dell’adozione e il 45% acquista regolarmente piccoli regali o premi. Una persona su tre scatta con una certa regolarità foto e video da inviare ad amici e familiari o da condividere sui social network.

Scegliere prendendo in considerazione i pet

La forza di questa relazione diventa ancora più evidente quando entra nel campo dell’organizzazione domestica. Il 30% del campione dichiara di avere modificato almeno una volta un programma personale per non lasciare solo il proprio animale; il 51% ha rinunciato a un’uscita e il 46% ha preferito un locale ad un altro perché pet-friendly.

Il 32% prova un senso di colpa quando rientra più tardi del previsto, mentre l’86% considera la pianificazione delle cure un elemento che permette di affrontare gli impegni con maggiore tranquillità.

Ma il pet può arrivare a incidere anche su decisioni che vanno ben oltre la gestione di una giornata tipica. Il 20% degli intervistati ha scelto una casa con un giardino più grande pensando alle esigenze dell’animale, il 19% ha tenuto conto delle regole sugli animali nella scelta di un’abitazione in affitto e il 10% ha optato per un’auto più spaziosa per viaggiare insieme al proprio compagno a quattro zampe.

Il ruolo dei pet nella vita degli italiani è dimostrato anche da un’altra percentuale, che riguarda questa volta le spese. Il 39% delle persone che hanno compilato il sondaggio dichiara di destinare più denaro a snack e giochi per il pet che ad acquisti personali non essenziali.

Ricadute positive sul benessere psicofisico

Parlare a un cane o a un gatto come se fosse un interlocutore umano, costruire una routine intorno alle sue esigenze e tenerlo in considerazione quando facciamo scelte importanti può apparire forse, dall’esterno, un comportamento eccessivo.

In realtà, è necessario ricordare che prendersi cura di un animale è da una parte una grande responsabilità, dall’altra un saggio investimento nel proprio benessere: accarezzare, nutrire e portare a passeggio un animale – ma anche creare uno spazio sicuro e accogliente per il pet in questione – significa infatti arricchire un legame può avere ricadute notevoli sul nostro stato psicofisico.

Il tema, come abbiamo raccontato più volte proprio qui su GreenPlanner, è particolarmente interessante quando si guarda alle persone anziane e ai bambini.

La relazione con un cane può infatti introdurre nella giornata una serie di appuntamenti fissi, dalla preparazione del cibo alla cura degli spazi, fino ai momenti di interazione, che mitigano la solitudine e migliorano la sicurezza in sé stessi.

Anche il gatto può avere un ruolo in questo senso. Un altro recente articolo di GreenPlanner dedicato, anche in questo caso, ai più anziani, sottolinea proprio come la routine legata alla cura dell’animale possa contribuire a rendere più strutturata la giornata, contrastando isolamento e depressione.

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