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Computer dismessi e divario digitale: nasce Fondazione Anno Zero

Fondazione Anno Zero
Immagine da Depositphotos

In Italia aumentano i rifiuti elettronici professionali, mentre nelle scuole restano forti le disuguaglianze nell’accesso agli strumenti digitali. La Fondazione Anno Zero Ets recupera i dispositivi ancora funzionanti, li rigenera e li assegna gratuitamente, affiancando alla tecnologia percorsi di formazione dedicati 

Da una parte computer e dispositivi elettronici ancora utilizzabili che vengono sostituiti e avviati allo smaltimento. Dall’altra studenti, famiglie e scuole che non dispongono degli strumenti necessari per affrontare una società sempre più digitale.

Ad abitare questa contraddizione Fondazione Anno Zero Ets, il nuovo ente del Terzo Settore con sede legale a Milano e sede operativa a Livorno, presentato alla Camera dei Deputati.

Secondo il Rapporto Gestione Raee, nel 2025 i rifiuti elettronici di origine professionale trattati in Italia sono aumentati del 18,2% rispetto all’anno precedente. Un problema che riguarda contemporaneamente formazione, sostenibilità e accesso alla tecnologia.

Molti dei dispositivi sostituiti dalle aziende, infatti, vengono dismessi a causa di esigenze commerciali e contabili, nonostante le macchine siano ancora perfettamente funzionanti.

Il divario digitale nella scuola

Mentre nelle aziende si sostituiscono i pc, nelle scuole gli apparecchi elettronici continuano a scarseggiare. Secondo il dossier Intelligenza artificiale, una sfida educativa dell’Osservatorio Con i Bambini-Openpolis, soltanto il 40,7% degli edifici scolastici statali dispone di un’aula di informatica.

La percentuale scende al 33,8% nei comuni ultraperiferici, evidenziando una distanza ancora più marcata nelle aree più lontane dai grandi centri. Un divario che emerge anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Tra i 16 e i 19 anni, in Italia, il 51,9% dei ragazzi ha utilizzato strumenti di Ia generativa negli ultimi tre mesi, contro una media europea del 66,4%. L’Italia si colloca così nelle ultime posizioni dell’Unione europea.

E tra gli adolescenti italiani che non utilizzano questi strumenti, l’8,6% dichiara di non farlo perché non saprebbe come utilizzarli, contro il 7,3% della media europea.

Recuperare, rigenerare, restituire

È a partire da questi dati che Fondazione Anno Zero prova a intervenire, non limitandosi a distribuire dispositivi, ma mettendo insieme accesso alla tecnologia e competenze.

Il modello prevede il recupero di computer, tablet e altri dispositivi provenienti da aziende, enti e privati. Ogni apparecchio viene sottoposto a un processo di verifica e rigenerazione: i dati vengono cancellati secondo procedure conformi al Gdpr e le parti, qualora difettose, sostituite.

Sui computer viene quindi installato Linux, un sistema operativo libero che non richiede licenze o abbonamenti. I dispositivi vengono poi assegnati gratuitamente a minori, famiglie, studenti, anziani, persone migranti, scuole ed enti del Terzo Settore. Chi riceve un computer ne diventa proprietario, senza canoni o abbonamenti successivi.

La tecnologia, però, è solo una parte del progetto. A ogni dispositivo viene affiancato un percorso di formazione per imparare a utilizzare il computer, gestire file e password e navigare in sicurezza.

La Fondazione mantiene inoltre un ruolo di supporto anche dopo la consegna, per accompagnare gli utenti nella gestione di eventuali problemi tecnici.

L’intelligenza artificiale resta sul dispositivo

Lo stesso avviene con l’intelligenza artificiale, proposta con una logica diversa da quella dei tradizionali servizi online. Gli strumenti sviluppati dalla Fondazione funzionano localmente sul computer, senza dover inviare i dati a servizi esterni. Sono basati su modelli aperti e vengono sviluppati come software libero.

Il primo strumento è un assistente pensato per aiutare l’utente a conoscere e utilizzare il computer sul quale è installato. Il secondo è invece rivolto allo studio e nasce con un obiettivo preciso: non fornire semplicemente la risposta a uno studente, ma accompagnarlo nella costruzione del proprio ragionamento attraverso una sequenza di domande.

Uno strumento, nella filosofia della Fondazione, da utilizzare quando serve, per sviluppare autonomia e consapevolezza.

Il progetto pilota parte da Livorno

Il primo progetto concreto partirà da Livorno, in collaborazione con un liceo scientifico del territorio. Un gruppo di studenti riceverà i dispositivi e sarà coinvolto in un percorso dedicato all’utilizzo consapevole di hardware, software, navigazione e strumenti di intelligenza artificiale.

L’iniziativa rappresenta il primo banco di prova di un modello che la Fondazione intende sviluppare e replicare anche in altri territori.

Il ruolo delle imprese

Fondazione Anno Zero nasce dall’incontro tra competenze diverse: imprenditori, professionisti, docenti universitari ed esperti di tecnologia.

Presidente è Andrea Arienti, con un percorso tra ricerca e impresa nelle tecnologie avanzate e un’esperienza nel settore del software libero. Vicepresidente e fondatore promotore è Federico La Placa. Nel consiglio siedono inoltre Gianluca Angusti, Andrea Pardini e Carlo Santucci.

Il progetto si rivolge anche direttamente alle imprese, che possono contribuire attraverso donazioni economiche oppure mettendo a disposizione l’hardware che non utilizzano più. Un computer destinato alla dismissione può così tornare a essere uno strumento di studio e di lavoro, anziché mero rifiuto.

La scommessa di Fondazione Anno Zero parte dunque da una semplice operazione di recupero, ma punta a un obiettivo più ampio: trasformare dispositivi inutilizzati in opportunità di accesso, formazione e autonomia digitale.

Crediti immagine: Depositphotos

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