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Green economy industriale: i settori italiani che stanno guidando la decarbonizzazione dei processi produttivi interni

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Green economy industriale: i settori italiani che stanno guidando la decarbonizzazione dei processi produttivi interni
Immagine di Andreas da Unsplash

La riduzione dell’impatto ambientale non costituisce soltanto una sfida, ma una vera e propria opportunità di crescita aziendale. Ecco gli impatti dei modelli produttivi sostenibili adottati nei settori più avanzati del tessuto industriale nazionale

La decarbonizzazione è un processo che prevede la progressiva eliminazione dei gas serra generati dall’attività industriale e manifatturiera. Un percorso incentrato sulla radicale riconfigurazione dei processi produttivi alimentati da combustibili fossili e sostanze inquinanti. Ecco l’ambizioso obiettivo perseguito tramite le seguenti iniziative:

  • conversione dei macchinari
  • introduzione delle energie rinnovabili
  • ottimizzazione dell’intera filiera

Dei veri e propri interventi strutturali per le aziende che hanno adottato le linee guida della Green Economy. L’unico e imprescindibile modello di riferimento per la graduale decarbonizzazione operativa dei flussi di lavoro.

La mappa dei settori italiani più avanzati nella decarbonizzazione operativa

Il panorama nazionale è contraddistinto da uno sviluppo asimmetrico alimentato da un netto divario tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, anche se nel Mezzogiorno sussistono dei casi piuttosto interessanti di strategie innovative applicate ai processi produttivi.

Tuttavia, questo scarto è attribuibile, in gran parte, all’effetto trainante esercitato dal Nord-Est e alcuni distretti industriali della Lombardia. I progressi più incisivi e significativi vengono registrati in Veneto, dove sono aumentati gli impianti fotovoltaici aziendali utilizzati dalle Piccole e Medie Imprese (Pmi).

Allo stesso modo, la ricerca di una maggiore efficienza energetica è il fattore alla base dei recenti progressi compiuti anche in Lombardia e in Emilia Romagna.

L’elettrificazione della movimentazione interna: un tassello spesso sottovalutato

La graduale sostituzione dei motori endotermici apporta un considerevole contributo al processo di decarbonizzazione operativa perché rappresenta la soluzione più rapida e concreta a disposizione di qualsiasi azienda.

Con i mezzi alimentati con combustibili fossili vengono rimpiazzati da modelli dotati di batterie che consumano di meno, ma garantiscono le medesime prestazioni. Rispetto ai grandi cambiamenti infrastrutturali, questa scelta operativa assicura una rapida diminuzione delle emissioni dirette di CO2 e dei gas di scarico.

Ecco il nodo centrale della questione: l’elettrificazione della movimentazione interna ha un impatto immediato e duraturo sulla transizione ecologica dell’attività industriale.

Soprattutto quando i carrelli elevatori elettrici e gli altri veicoli aziendali vengono alimentati con l’energia ricavata dagli stessi impianti fotovoltaici installati sui tetti degli stabilimenti industriali.

Il ruolo del fotovoltaico aziendale per la movimentazione interna e le flotte aziendali

L’autosufficienza energetica è un pilastro fondamentale della Green Economy perché senza un’adeguata fonte di approvvigionamento non si possono supportare tutti i cicli produttivi in essere.

Questa, è la doverosa premessa alla base di un sistema operativo alimentato con una risorsa sostenibile e conveniente: l’energia generata da più moduli fotovoltaici installati sui tetti dei capannoni industriali.

Così vengono alimentati i nuovi mezzi delle flotte aziendali, come i carrelli elevatori e i muletti elettrici impiegati per la gestione dell’attività logistica a impatto zero. Tale asse strategico determina il reale impatto di qualunque processo di decarbonizzazione operativa intrapreso in Italia negli ultimi anni.

Un dato di fatto che non preclude alcun intervento supplementare, ma di fatto costituisce col registro fotovoltaico il principale valore aggiunto per l’ammodernamento della movimentazione interna nei sistemi chiusi del tessuto industriale nazionale.

Incentivi e finanziamenti disponibili per le imprese nel 2026

Il quadro normativo attuale presenta una profonda evoluzione grazie al rilevante contributo fornito dalla Legge di Bilancio e dal nuovo modello senza crediti d’imposta.

Le precedenti agevolazioni fiscali sono state rimpiazzate dall’innovativo meccanismo di deduzione fiscale che consente un incremento sui costi di acquisizione erogati per l’acquisto di beni e mezzi elettrici per la movimentazione interna.

Anche le imprese ad alto consumo energetico possono beneficiare di un’aliquota fiscale pari al 45% per spese inferiori ai 10 milioni di euro per l’adempimento dei propositi espressi dal manifesto della Green Economy e la riduzione dei consumi energetici.

Per le Pmi del Mezzogiorno, infine, l’ordinamento statale prevede un incentivo pari al 75% delle spese ammissibili per la transizione ecologica e la digitalizzazione dei processi operativi.

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