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Multe ridotte, documenti digitali e controlli: le novità del nuovo Codice della Strada

polizia urbana - controlli
Immagine da Depositphotos

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto che sostituirà il Codice della strada del 1992: multe arrotondate al ribasso, documenti verificabili in digitale, verbali da notificare in 45 giorni, nuove regole per due ruote e monopattini. Adesso parte l’iter per renderlo attivo

Cambierà il Codice della Strada ma, per il momento, nessuna delle novità approvate il 13 ottobre dal Consiglio dei ministri (CdM) è in vigore e chi guida risponde ancora al decreto legislativo 285 del 30 aprile 1992.

Il via libera riguarda uno schema di decreto legislativo in esame preliminare, il primo gradino di un percorso che ha davanti diversi mesi.

Lo schema attua la delega dell’articolo 35 della legge 177 del 2024, la stessa che due anni fa aveva riformato il Codice vigente, e ne prevede la sostituzione integrale.

Serviranno i pareri, non vincolanti, di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari. Poi il testo tornerà al CdM per l’adozione definitiva. L’applicazione è attesa dal 1° gennaio 2028.

Il banco di prova sono i numeri dell’incidentalità. Secondo il rapporto Istat-Aci, diffuso il 24 luglio 2026, nel 2025 in Italia si sono contati 177.207 incidenti con lesioni a persone, con 2.868 vittime (-5,3% sul 2024) e 237.822 feriti. Gli incidenti sono aumentati del 2,2%.

Il costo sociale supera di poco i 18 miliardi di euro, quasi l’1% del prodotto interno lordo, calcolato con parametri aggiornati da Istat e Aci nel 2023. Nonostante i numeri, le misure per contrastare gli eccessi di velocità sono state edulcorate…

Multe arrotondate al ribasso e verbali da notificare in 45 giorni

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenta la riduzione generale delle multe come una scelta sulla funzione della sanzione: deve scoraggiare, non vessare. In pratica gli importi vengono arrotondati per difetto. I minimi più comuni di 26 e 42 euro scendono a 25 e 40, mentre le sanzioni da 83 e 87 euro diventano di 80.

Sospeso anche l’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Gli importi smettono di crescere da soli ogni due anni, come prevede oggi la legislazione vigente.

Cambia il tempo a disposizione dei Comuni. Quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata, i verbali andranno notificati entro 45 giorni anziché 90. Il Mit motiva la scelta con la tutela del diritto di difesa dei conducenti.

Sul versante assicurativo la linea è opposta. Per chi circola senza copertura è previsto il divieto di circolazione a tempo indeterminato, che il Mit descrive come un inasprimento. I veicoli stranieri che restano in Italia oltre 30 giorni dovranno assicurarsi secondo le regole italiane, e le somme non pagate dagli utenti stranieri potranno essere riscosse in via coattiva.

Il rilievo del Codacons: senza controlli sul territorio le nuove regole restano sulla carta

Sulle sanzioni è arrivata la critica del Codacons, che ha commentato l’approdo del decreto in CdM. Secondo l’associazione dei consumatori, ridurre o aumentare gli importi delle multe non migliora la sicurezza stradale nelle città e un ribasso generalizzato non spingerà gli automobilisti a rispettare di più le regole.

Il giudizio sulle novità è severo: per il Codacons si tratta di interventi che offrono più apparenza che tutela reale agli utenti della strada. Senza controlli sul territorio, sostiene, qualunque nuova disposizione resta sulla carta e non produce effetti concreti. Servirebbero verifiche a tappeto sui trasgressori e il rispetto delle norme già esistenti, prima di nuove norme.

A sostegno della tesi l’associazione cita i monopattini elettrici. Nonostante le regole su casco, limiti di velocità e divieto di trasportare passeggeri, secondo il Codacons le violazioni restano diffuse.

Documenti digitali, contrassegno disabili e patenti professionali

Il comunicato del ministero conferma il superamento dell’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione. Gli organi di polizia potranno verificarli per via telematica.

Cambia anche la procedura per il Contrassegno unificato disabili europeo (Cude). Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio. Chi non lo fa perde la possibilità di usare i dispositivi di accertamento a distanza per la sosta riservata e per le zone a traffico limitato.

Per il trasporto professionale il limite anagrafico passa da 68 a 70 anni per tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE), con verifica ogni due anni.

Moto, rider, monopattini e minicar: dove il testo stringe

Secondo il Mit, i motociclisti potranno usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti. Per i cicli a propulsione, come le bici dei rider, scatta l’obbligo di casco e contrassegno. I monopattini elettrici non potranno circolare quando sono un intralcio o un pericolo per i pedoni.

Più dura la linea sulle minicar truccate. I quadricicli leggeri hanno per legge un limite di 45 km/h e vengono spesso modificati. Chi altera le caratteristiche costruttive rischia, oltre alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione, il divieto di marcia per 30 giorni. Via libera anche alle targhe personalizzate, su richiesta dell’interessato, con una successione dedicata di caratteri alfanumerici.

Alcune proposte della prima stesura sono uscite dal testo. Come precisato dal Mit il 14 ottobre, non c’è più la patente B a 17 anni e cadono le sanzioni previste per i pedoni che usano lo smartphone mentre attraversano.

La discussione si sposta ora sui pareri. Non sono vincolanti, ma possono riaprire singoli articoli prima dell’adozione definitiva. Il nodo posto dal Codacons, cioè quanto contino importi più bassi senza un aumento dei controlli, avrà una risposta solo con i dati Istat-Aci dei primi anni di applicazione.

Crediti immagine: Depositphotos

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