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Digital Energy Academy, dalla diagnosi all’intervento: Ifoa e Maps Energy lanciano la formazione per l’efficienza

consulenti transizione energetica
Immagine da Depositphotos

Nasce la Digital Energy Academy, percorso di consulenza e formazione di Ifoa e Maps Energy per professionisti e imprese: incontri gratuiti online e corsi da 12 ore. Si parte giovedì 22 ottobre con un Energy Talk sulla diagnosi energetica, realizzato con Enea

Più di 40mila diagnosi energetiche in dieci anni. Nei documenti inviati all’Enea dalle imprese italiane sono stati individuati 63.773 interventi di efficientamento. Quelli dichiarati come realizzati sono 17.498, poco più di un quarto.

Il passaggio dai dati alle decisioni è il tema attorno a cui ruota la Digital Energy Academy, il nuovo percorso promosso da Ifoa e Maps Energy. Si rivolge a professionisti e aziende che devono restare aggiornati sulla gestione dell’energia, in un contesto normativo e tecnologico che si muove in fretta.

Dieci anni di diagnosi obbligatorie: i numeri dell’Enea

L’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014 impone alle grandi imprese e alle imprese a forte consumo di energia di redigere una diagnosi energetica dei propri siti e di inviarla all’Enea ogni quattro anni. Dalla scadenza 2020 sono esentate le imprese con consumi inferiori a 50 tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

La serie storica dell’Agenzia segue il ritmo dei cicli. Nel 2015 le diagnosi presentate sono state 14.342, nel 2019 sono scese a 11.172 e nel 2023 a 10.241. Negli anni intermedi il numero si ferma tra le 300 e le 850 unità. In totale, tra il 2015 e il 2024, le diagnosi arrivate sono 40.292.

Il risparmio conseguito attraverso gli interventi realizzati ammonta a 1.397.433 tep, con 750.451 tep dichiarati nel 2019 e 511.224 tep nel 2023. I dati provengono dai rapporti annuali sull’obbligo di diagnosi pubblicati dall’Enea e dalle presentazioni dell’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica.

Il portale Audit102, gestito dall’Enea, conta oltre 22.000 imprese operanti, più di 1.200 Esperti in Gestione dell’Energia e oltre 300 società di servizi energetici (Esco) registrati.

Tra le barriere all’efficienza nelle imprese, stando alle stesse slide dell’Agenzia, ci sono il costo della diagnosi e la scarsa comprensione dei suoi risultati. Un altro dato citato dall’Enea, rielaborato da uno studio della Banca europea per gli investimenti del 2019, indica che le imprese dotate di diagnosi hanno una probabilità di investire in efficienza 1,5 volte maggiore delle altre.

Energy Talk, Masterclass e corsi: come funziona il percorso

La Digital Energy Academy procede per appuntamenti collegati ma non vincolanti. Energy Talk e Masterclass sono gratuiti e online: i primi inquadrano un tema, le seconde ne approfondiscono un aspetto specialistico. I corsi da 12 ore, a pagamento, sviluppano le competenze con casi d’uso ed esercitazioni seguite dai docenti.

Chi partecipa può quindi conoscere l’approccio prima di investire, portare le domande nate nel lavoro quotidiano e scegliere i temi da seguire. Ci si può anche iscrivere direttamente a un corso, senza passare dagli incontri gratuiti. I percorsi a pagamento sono finanziabili con fondi interprofessionali o altri canali e rilasciano un certificato di frequenza Ifoa.

Il primo appuntamento è l’Energy Talk gratuito Diagnosi energetica: dai dati alle scelte per l’efficienza aziendale, giovedì 22 ottobre alle 17 (qui trovate il link per partecipare al’evento).

È realizzato con il laboratorio Laerte dell’Enea e affronta uno snodo ben visibile nei numeri citati sopra: la distanza tra la diagnosi consegnata e l’intervento eseguito.

Casi reali e Comitato Tecnico Scientifico: chi costruisce i contenuti

Secondo Fabiana Biccirè, responsabile sicurezza e ambiente di Ifoa, per le aziende il punto non è più soltanto misurare i consumi. Conta decidere quali interventi fare, in quale ordine e come verificarne gli esiti.

Da qui l’idea di un percorso a tappe, in cui ognuno parte dal tema più vicino al proprio lavoro. Con Maps Energy, spiega Biccirè, la formazione si costruisce su strumenti e casi reali, per avvicinarla ai problemi che i professionisti affrontano ogni giorno.

L’esperienza di Maps Energy e la piattaforma Brainwatt permettono poi di arricchire i contenuti con casi reali e buone pratiche, mostrando come i dati possano sostenere scelte più consapevoli e una gestione dell’energia misurabile e orientata ai risultati.

Temi e programmi sono definiti da un Comitato Tecnico Scientifico che unisce ricerca, professioni e industria: Maria Anna Segreto (Enea), Debora De Angelis (AssoEge), Filippo Bovera (Politecnico di Milano), Mirko Morini (Università di Parma), Maurizio Ferraris (Maps Energy), Fabiana Biccirè e Francesco Buzzoni (Ifoa).

La nuova direttiva europea sposta la soglia dell’obbligo

La direttiva (Ue) 2023/1791 sull’efficienza energetica, secondo la sintesi dell’Enea, cambia il criterio con cui si stabilisce chi deve fare la diagnosi. Oggi contano la dimensione aziendale (almeno 250 addetti e oltre 50 milioni di euro di fatturato, oppure oltre 43 milioni di bilancio) e l’iscrizione delle imprese energivore negli elenchi della Cassa per i servizi energetici e ambientali. Con la nuova norma conterà il consumo effettivo di ogni partita Iva.

Sopra i 10 terajoule annui (circa 2,8 GWh) scatterà l’obbligo di una diagnosi ogni quattro anni. Sopra gli 85 terajoule servirà anche un sistema di gestione dell’energia conforme alla Iso 50001. Arriva poi un piano di attuazione degli interventi per tutti i soggetti obbligati, mentre finora l’obbligo di realizzare almeno un intervento riguardava solo le imprese energivore.

Il recepimento italiano deciderà quante aziende rientreranno nel perimetro. Se il piano di attuazione diventerà un requisito esteso, la richiesta di competenze per leggere una diagnosi e tradurla in un calendario di investimenti crescerà di pari passo.

Crediti immagine: Depositphotos

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