Helty, azienda attiva nella ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ha lanciato un configuratore gratuito che stima in metri cubi orari l’aria da ricambiare in casa, incrociando volume, occupanti e abitudini. Lo strumento indica anche le unità adatte, locale per locale
Nel 2023 il 17,1% della popolazione italiana viveva in un’abitazione con tetto che perdeva, muri, pavimenti o fondamenta umidi, oppure infissi marci. Il dato viene dall’indagine Eu-Silc (European Union Statistics on Income and Living Conditions) di Eurostat.
La media dell’Unione europea, nel 2024, si ferma al 15,6%, sempre secondo Eurostat. Il valore italiano resta sopra quello europeo, con la cautela dovuta a un confronto tra annualità diverse. Nello stesso indicatore Cipro supera il 32% e il Portogallo sfiora il 29%, mentre la Finlandia rimane poco sopra il 5% (dati 2023).
L’indicatore fotografa soprattutto difetti dell’edificio e infiltrazioni. Non isola la condensa prodotta dalla vita quotidiana, ma descrive il terreno su cui si forma: dove l’involucro è debole, il vapore generato da chi abita trova superfici fredde su cui depositarsi.
Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità su umidità e muffa negli ambienti interni, uscite nel 2009, collegano l’umidità negli edifici a una maggiore diffusione di sintomi respiratori, allergie e asma, oltre che a un’alterazione del sistema immunitario. Per il documento, la misura più efficace è prevenire, o ridurre al minimo, l’umidità persistente e la crescita microbica su superfici e strutture.
Qualità ambientale interna e ricambio d’aria: dove si colloca il configuratore
La direttiva europea 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici (Epbd, Energy Performance of Buildings Directive) introduce il principio di una qualità ambientale interna ottimale, da affrontare per gli edifici nuovi e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti. Il termine per il recepimento nei diversi Paesi era fissato al 29 maggio 2026.
Il Configuratore Umidità nasce in questo contesto. È uno strumento digitale gratuito che, secondo Helty, stima il carico di umidità di un’abitazione per ricavarne il fabbisogno reale di ventilazione.
La domanda di partenza, spiega l’azienda, è doppia. Quanta aria serve ricambiare per smaltire l’umidità prodotta ogni giorno? E come cambia quel fabbisogno con le dimensioni degli ambienti, il numero di persone e le loro abitudini?
Il momento scelto per il lancio ha una logica stagionale. Con i mesi freddi, sostiene Helty, il vapore di cucina, docce e bucato steso in casa si somma a quello della semplice presenza degli occupanti e, negli ambienti poco ventilati, favorisce condensa e muffa.
Come funziona la procedura guidata
Si parte da dati generali: località, tipologia e volume dell’edificio, numero di occupanti, temperatura e umidità relativa interna. Sono i valori che descrivono le condizioni di partenza della casa.
Segue la scelta del profilo che somiglia di più al proprio stile di vita. Un’abitazione ben ventilata e poco occupata durante il giorno si comporta in modo diverso da una con produzione di vapore sopra la media, e il calcolo ne tiene conto.
L’utente ricostruisce poi la casa locale per locale, assegnando a ciascuno una classe dimensionale (piccola, media o grande) in base alla metratura. Per l’azienda, il risultato considera così anche la distribuzione degli spazi e non si limita a un’indicazione generica.
Cosa restituisce il calcolo: portate in m3/h e tipo di scambiatore
Al termine il tool restituisce il fabbisogno totale di ricambio d’aria in metri cubi orari (m3/h), l’unità con cui si dimensionano le portate di ventilazione. Per ogni locale propone le unità di Vmc (ventilazione meccanica controllata) decentralizzata Helty da valutare.
Le prestazioni vengono distinte in base allo scambiatore. Quello entalpico, indica Helty, è particolarmente efficace nei climi più freddi. Quello sensibile è pensato per ottimizzare la deumidificazione invernale nelle zone più temperate.
La configurazione si salva in formato Pdf e può servire come punto di partenza per chiedere una valutazione tecnica più approfondita a uno specialista della rete Helty Point.
Gli altri strumenti digitali e i limiti di una stima online
Il configuratore si aggiunge ad altri strumenti gratuiti dell’azienda, che li presenta come un percorso di conoscenza, scelta e progettazione della Vmc per consumatori e professionisti.
L’Esperienza 3D Flow40 è un tour virtuale interattivo del sistema di Vmc a scomparsa Flow40. Permette di vedere come si integra nel progetto architettonico e come si installa, si usa e si manutiene.
Ai professionisti è rivolto un secondo configuratore, per il calcolo delle portate d’aria secondo la norma Uni En 16798. Serve a velocizzare il dimensionamento degli impianti di VMC decentralizzata, in ambito residenziale e nel terziario.
Resta un limite comune a tutte le stime online: il fabbisogno calcolato dipende dai dati dichiarati. Un’umidità relativa misurata male, un profilo d’uso scelto con ottimismo o metrature approssimate spostano il risultato.
Nel percorso descritto dall’azienda non compaiono verifiche sullo stato dell’involucro e questo dà al passaggio allo specialista indicato da Helty un peso maggiore di quanto sembri.












