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La Settimana della salute mentale guarda anche agli anziani soli

anziano solo
Immagine da Depositphotos

Dal 24 al 30 ottobre Modena e provincia ospitano la sedicesima edizione di Màt, la Settimana della salute mentale: oltre 80 appuntamenti gratuiti sul tema delle connessioni, tra solitudine, digitale e relazioni come parte della cura. In programma anche un gioco di ruolo sulla vita degli anziani in casa residenza

Gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici italiani nel 2024 sono stati 845.516. Lo indica il Rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute, costruito sul Sistema informativo per la salute mentale (Sism).

Secondo la Società italiana di psichiatria, si tratta di circa un milione di persone in carico. Su questa pressione si innesta Màt – Settimana della salute mentale, che fino al 30 ottobre porta a Modena e nei Comuni della provincia convegni, spettacoli ed eventi diffusi. Tutti gratuiti. La parola scelta per il 2026 è Connessioni.

Servizi sotto pressione e anziani sempre più soli: i numeri di riferimento

Il Rapporto del Ministero registra per il 2024 anche 272.497 utenti al primo contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale, il 95,0% dei quali alla prima esperienza con i servizi nella vita. Le prestazioni dei servizi territoriali superano i 10 milioni (10.061.000). Le donne sono il 55,9% degli assistiti.

Sul versante della solitudine, le previsioni demografiche dell’Istituto nazionale di statistica contano nel 2025 circa 10 milioni di persone che vivono sole. Di queste, 4,6 milioni (46,3%) hanno almeno 65 anni. Nel 2050 gli over 65 soli salirebbero a 6,6 milioni su 11,6, cioè il 57% del totale. Gli ultrasettantacinquenni che vivono da soli arriverebbero a 4,7 milioni, 1,7 milioni in più rispetto a oggi, in gran parte donne (3,4 milioni).

Vivere soli, però, non equivale a essere soli. Un’analisi dell’Università Bocconi sui dati Istat ricorda che, in condizioni di autonomia e di scelta, la solitudine abitativa non coincide con la solitudine percepita e che una rete familiare può funzionare anche senza coabitazione.

Gli stessi dati mostrano però una correlazione tra vivere soli, minore sicurezza economica e maggiore vulnerabilità alla povertà.

A livello globale, il rapporto della Commissione sulla connessione sociale dell’Organizzazione mondiale della sanità, pubblicato il 30 giugno 2025, stima che una persona su sei sia toccata dalla solitudine.

L’Oms la associa a oltre 871.000 decessi l’anno, circa 100 ogni ora. Il documento arriva a poche settimane dalla prima risoluzione sul tema adottata dall’Assemblea mondiale della sanità, nel maggio 2025.

Che cosa significa Connessioni per l’Ausl di Modena

La chiave di lettura arriva da Donatella Marrama, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Azienda unità sanitaria locale (Ausl) di Modena.

Secondo Marrama, la vita è fatta da sempre di connessioni: si nasce e si cresce attraverso le relazioni, i legami contribuiscono a costruire l’identità, nell’altro si cerca riconoscimento e sicurezza.

Le stesse connessioni stanno alla base del modo di curare, perché mettono in relazione professionisti, persone e famiglie e fanno dialogare servizi, istituzioni e comunità.

Il nodo, sempre per la direttrice, sta nel tempo presente, in cui si può essere collegati di continuo e restare profondamente soli. Più che moltiplicare i contatti, servirebbe prendersi cura della loro qualità: legami che aprano agli altri invece di chiudere e che permettano alla vulnerabilità di essere riconosciuta e accolta dalla comunità, anziché restare un’esperienza individuale da nascondere.

Il progetto è dell’Ausl di Modena, l’organizzazione è di Arci Modena. La scelta di fondo è spostare la discussione fuori dai luoghi tradizionali: piazze, teatri, spazi della cultura, con l’obiettivo dichiarato di superare stigma e pregiudizio legati alla malattia mentale.

Il programma: dalla parata in centro ai tavoli di gioco sulla vita in struttura

La settimana si è aperta sabato 24 ottobre con una parata contro i pregiudizi. Mercoledì 28 ottobre la giornata modenese sarà tra le più dense. La Società Italiana Riabilitazione Psicosociale (Sirp-Er) incontra la comunità della salute mentale per un confronto sui trattamenti psicosociali.

Nel pomeriggio è in programma la presentazione del saggio dello psichiatra Mario Colucci, Che cos’è la salute mentale? Genealogie e prospettive critiche (Einaudi), che riprende l’eredità di Franco Basaglia a oltre cinquant’anni dal suo lavoro. L’incontro è inaugurato dalla donazione e presentazione dell’opera d’arte Nessuno è normale dell’artista Pamela B.

Lo stesso 28 ottobre il tema della terza età trova uno spazio a sé a Fiorano Modenese, alla Baita a Spezzano. Il pubblico può partecipare a tavoli di gioco di ruolo costruiti sulle vicende di un gruppo di anziani ospiti di una casa residenza per anziani (Cra).

Per socialità e vecchiaia, gli organizzatori hanno scelto un formato lontano dal convegno: il gioco.

Crediti immagine: Depositphotos

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