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La plastica che fa del bene, un progetto che vede le donne protagoniste

La plastica che fa del bene

Dalla collaborazione fra Istituto Oncologico Veneto, Associazione Volontari Ospedalieri, Confartigianato Imprese Padova e Amico dell’Ambiente nasce La plastica che fa del bene, progetto che vede protagoniste le donne, la bellezza e l’economia circolare

Un piccolo gesto come quello di conservare i tappi delle bottiglie di plastica può avere un valore enorme sia per l’ambiente sia per le persone.

È questa la premessa della campagna La plastica che fa del bene, iniziativa che vuole dare un aiuto concreto alle tante donne che, a causa di terapie chemioterapiche, vivono il delicato momento della perdita dei capelli.

L’alopecia dovuta alle cure per un tumore, infatti, rappresenta uno degli aspetti a più alta vulnerabilità per il paziente oncologico: è la visualizzazione e l’esposizione della propria condizione al mondo esterno e a sé stessi.

Per questo nel 2009 è nato il progetto Non smettere di piacerti, che grazie alla collaborazione fra il Servizio di Psiconcologia dello IOV e l’AVO, permette di dare in prestito una parrucca alle pazienti per tutto il periodo necessario alla ricrescita dei capelli.

La campagna La plastica che fa del bene è un nuovo capitolo di questa iniziativa e coinvolge il progetto Amico dell’Ambiente, nato a Vigonovo nel 2007 e dedicato alla raccolta dei tappi di plastica e all’educazione al riciclo nelle scuole.

In collaborazione con AVO e Confartigianato Imprese Padova, infatti, saranno distribuiti dei boccioni per raccogliere i tappi di plastica presso la sede dello IOV, presso i punti di Accoglienza dell’AVO nelle strutture ospedaliere padovane e presso i parrucchieri e le estetiste che aderiranno al progetto.

Una volta raccolti, i tappi saranno acquistati dal progetto Amico dell’Ambiente, al prezzo di 18 centesimo al chilogrammo. Il ricavato sarà utilizzato per acquistare nuove parrucche o igienizzare quelle già in uso da parte di AVO. A oggi la raccolta di tappi è già attiva nella Sede AVO di Padova.

L’idea del progetto Non smettere di piacerti è nata da un acconciatore malato di cancro che si è reso conto della grande sofferenza delle donne causata dalla perdita dei capelli: un disagio estetico e sociale, vissuto il più delle volte come una menomazione della propria immagine.

Questa intuizione è diventata realtà grazie al lavoro della dott.ssa Shams (Dirigente Psicologa del SS Psiconcologia IOV e Coordinatrice del Volontariato IOV) e dei volontari dell’AVO. Nel primo anno sono state acquistate 20 parrucche che oggi, nel 2019, sono arrivate a circa 200.

Ma il supporto alle pazienti oncologiche non si riduce alla mera fornitura di parrucche: una volta al mese, infatti, nella sede AVO c’è un incontro tra un parrucchiere e le pazienti IOV che ne hanno fatto richiesta.

In questo incontro, la paziente viene accolta, ascoltata nelle sue esigenze e nei suoi desideri e aiutata dal parrucchiere a scegliere una parrucca adeguata al suo viso: la peculiarità di Non smettere di piacerti, infatti, è di essere un progetto di auto aiuto, e i parrucchieri e le estetiste sono ex pazienti o caregiver di pazienti oncologici.

Inoltre, c’è la possibilità di incontrare un’estetista: la chemio, infatti, porta a inestetismi della pelle ed è necessario utilizzare dei prodotti anallergici, che sono forniti in omaggio dalla ditta Euphidra; ma l’estetista aiuta anche le donne a truccarsi per valorizzare il proprio volto.

Per chi lo desidera, inoltre, c’è la possibilità di fare un tatuaggio con la tecnica dell’Hennè sulla pelle del capo.

La filosofia e l’approccio di AVO sono contraddistinti da una profonda vicinanza empatica alle pazienti: la perdita dei capelli è un effetto che porta con sé una rivoluzione nella percezione di sé stessi, per questo tutti i volontari condividono l’idea di far vivere a pieno la femminilità delle pazienti, senza lasciare che gli effetti collaterali di una terapia annullino l’articolata bellezza di ogni donna. Non smettere di piacersi, infatti, è la condizione necessaria per vivere con meno disagio la malattia.

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Il progetto ReLambro SE entra nella terza fase di attuazione

progetto relambro se

Entra nella sua terza fase di attuazione il progetto ReLambro Se – Rete Ecologica Lambro metropolitano. Servizi Ecosistemici a Sud Est – che prosegue due progetti già co-finanziati da Fondazione Cariplo: ReLambro, avviato nel 2003, e VOLARE (Valorizzare il fiume Lambro nella Rete ecologica regionale), avviato nel 2015.

La realizzazione del progetto ReLambro SE è resa possibile grazie ai nuovi finanziamenti di Fondazione Cariplo e alla collaborazione tra ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), i Comuni coinvolti (Milano, Segrate, Peschiera Borromeo, San Donato Milanese, Melegnano), Parco Nord, enti di ricerca quali il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università di Milano, il CNR-IRSA, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e le associazioni Legambiente Lombardia e Grande Parco Forlanini.

Si tratta di attività fortemente coerenti con la strategia dei Contratti di Fiume, promossa da Regione Lombardia e guidata da ERSAF, con lo scopo di restituire il fiume ai territori e i territori al fiume.

Attraverso la riconversione naturalistica di aree degradate sarà possibile innescare un processo di riordino complessivo e di miglioramento della qualità degli habitat, oggi impoveriti da elementi di frammentazione, riassegnando all’agricoltura il ruolo chiave nella gestione del paesaggio e della qualità ambientale.

Il progetto ReLambro SE è la dimostrazione che le città possono conciliare società, servizi e biodiversità, attraverso la creazione di ambienti ecologicamente sostenibili, politicamente partecipativi e culturalmente vivaci.

Per mantenere viva l’attenzione sul sistema delle acque, occorre lavorare attraverso dinamiche innovative con l’obiettivo di favorire la trasformazione ecologica degli spazi per creare un valore riconosciuto del Capitale Naturale, che sappia superare i limiti imposti dai confini amministrativi.

Il progetto ReLambro SE punterà a costruire una nuova qualità di paesaggio definendo i pilastri per la realizzazione di un miglioramento del Capitale Naturale, anche in termini di governance territoriale.

Gli interventi previsti dal progetto ReLambro SE

In sintesi, gli interventi riguarderanno:

  • il recupero di aree con forti pressioni insediative (Comune di Segrate)
  • il rafforzamento della connessione con il sistema Grande Parco Forlanini – Idroscalo
  • la riqualificazione di ambiti fluviali fortemente modificati nei pressi dell’aeroporto di Linate (Comune di Milano)
  • la valorizzazione del sistema agro-ecologico dell’area del Carengione (Comune di Peschiera Borromeo)
  • il miglioramento delle connessioni ecologiche tra l’Oasi Levadina e le anse naturalistiche del Lambro, anche rispetto alle pressioni del sistema infrastrutturale (Comune di San Donato Milanese)
  • la valorizzazione del fiume e delle aree verdi golenali in ambito urbano per una maggiore vocazione alla fruizione (Comune di Melegnano)

Tra gli obiettivi di sostenibilità di qui al 2030” dichiara l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maranc’è l’impegno del Comune di Milano, insieme alla Città Metropolitana, Parco Nord e Parco Agricolo Sud, a lavorare per la nascita del grande Parco Metropolitano attraverso la connessione ecologica tra il Parco Nord e il Parco Sud. In quest’ottica il progetto ReLambro SE, insieme al lavoro per la nascita del Grande Parco Forlanini, ci consentirà di agire in maniera più efficace e sinergica in una delle zone verdi più estese del territorio che ancora necessitano di importanti interventi di riqualificazione, valorizzando il territorio agricolo e fluviale e riducendo ulteriormente le distanze tra i comuni a est, per una connessione naturalistica di dimensione metropolitana“.

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6,3 milioni di euro per la ricerca biobased

ingreen ricerca biobased

È quanto porta a casa il progetto Ingreen che punta a studiare il riuso di scarti di diversi settori industriali. In Italia è l’Università di Bologna il fulcro della ricerca

6,3 milioni di euro sono stati messi a disposizione nell’ambito della Bio-Based Industries Joint Undertaking (BBI JU) su un progetto europeo, parte del programma Horizon 2020, che potrebbe fare da volano per il decollo della bioeconomia anche nel nostro Paese.

Stiamo parlando di Ingreen, che si propone di dare un contributo importante alle sfide poste a livello scientifico, economico e sociale dall’economia circolare. Puntando alla riconversione di scarti e sottoprodotti dell’industria agro-alimentare e delle acque di cartiera in nuovi ingredienti bio-based da utilizzare in ambito industriale.

Coordinatrice scientifica italiana è Rosalba Lanciotti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna.

Per l’Alma Mater sono coinvolti inoltre il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali. Il contributo per l’Università di Bologna è di circa 800mila euro.

Ingreen e le sfide della bioeconomia

La bioeconomia è un modello economico e culturale che punta a convertire, con tecnologie innovative ed efficienti di biotecnologia industriale, le risorse biologiche e rinnovabili prodotte dalle industrie in nuove materie prime.

La sfida che parte con Ingreen è arrivare a generare nuove catene di valore bio-based tra settori molto distanti tra loro: da quello alimentare, dei mangimi e dei cosmetici, fino a quello farmaceutico, nutraceutico e dell’imballaggio.

Altro obiettivo è incrementare la conoscenza e la consapevolezza della società sui benefici e sulle opportunità dell’economia circolare.

Ingreen, infatti, punta a valorizzare scarti e sottoprodotti dell’industria agro-alimentare e delle acque di cartiera, trasformandoli in ingredienti bio-based, attraverso processi biotecnologici sostenibili e validati a livello industriale.

Questi ingredienti potranno così essere riutilizzati, in ambiente industriale, per la produzione di nuovi prototipi alimentari, mangimistici, nutraceutici, cosmetici o farmaceutici di elevata qualità, più sostenibili e più efficaci rispetto ai prodotti di riferimento oggi in commercio.

Il progetto inoltre si propone di arrivare a produrre, a partire da reflui a elevatissimo impatto ambientale come le acque di cartiera, un film completamente biodegradabile a base di poli-idrossialcanoati (PHA) da utilizzare in contenitori innovativi ed ecocompatibili, idonei al confezionamento di prodotti alimentari, nutraceutici o farmaceutici.

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Trasporto pubblico a Milano: approvate le agevolazioni tariffarie

trasporto pubblico a milano

Dopo un dibattito legato all’aumento del costo del biglietto per il trasporto pubblico a Milano, sono state approvate le agevolazioni tariffarie

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato con 27 voti a favore e 6 contrari le agevolazioni tariffarie che il Comune applicherà al trasporto pubblico locale a partire dal prossimo 15 luglio, quando entrerà in vigore la riforma varata dall’Agenzia di Bacino (Stibm).

Alcune delle agevolazioni per il trasporto pubblico a Milano rientrano nel pacchetto di proposte deliberate dalla Giunta nelle scorse settimane.

Tra queste, il mantenimento del costo dell’abbonamento annuale agli attuali 330 euro, a tutela dell’utilizzo continuativo da parte di cittadini e lavoratori e la possibilità di rateizzarne il costo senza costi aggiuntivi.

Di seguito pubblichiamo l’elenco dettagliato delle agevolazioni previste dal Consiglio comunale per il trasporto pubblico a Milano.

Gratuità

È stata decisa la gratuità del servizio trasporti fino a 14 anni d’età, per dare un aiuto concreto alle famiglie. Gratuito anche l’abbonamento per gli over 65 con Isee inferiore a 16mila euro e, grazie agli emendamenti del Consiglio, potranno viaggiare gratuitamente le insegnanti (una ogni 10 ragazzi) che accompagnano le scolaresche in gita. La gratuità sarà applicata anche agli animali d’affezione.

Giovani

Resta invariato il costo dell’abbonamento ridotto per i giovani, che potranno beneficiarne fino ai 27 anni anziché 26; inoltre vengono estese le agevolazioni fino ai 30 anni con Isee sotto i 28mila euro (mensile e annuale rispettivamente a 22 e 200 euro) a prezzo invariato rispetto a oggi.

Dedicata ai giovani anche un’altra novità: fino ai 27 anni d’età, per chi è abbonato al trasporto pubblico, scende da 29 a 12 euro il costo dell’abbonamento al BikeMi; dai 28 anni il costo passa da 29 a 24 euro.

Per tutti, a partire dall’introduzione del nuovo sistema tariffario, sarà possibile caricare l’abbonamento del BikeMi sulla tessera Atm integrando completamente i due servizi.

L’Amministrazione si impegna inoltre a verificare anche con gli operatori di micromobilitàcar e scooter sharing, car pooling e altri – possibili facilitazioni per gli abbonati al trasporto pubblico.

Over 65

Facilitazioni anche sugli abbonamenti per gli over 65 con reddito Isee tra 16 e 28mila euro: il costo dell’annuale sarà di 200 euro. Ancora più conveniente il nuovo Senior Off Peak che, a parità di costo, varrà in superficie da inizio servizio (e non solo dalle 9:30), ovunque e sempre anche nel fine settimana e sarà disponibile per tutti dai 65 anni di età e per i pensionati dai 60 anni.

Sconti

Viene introdotto un abbonamento annuale a 50 euro per persone con Isee inferiore ai 6mila euro, per i disoccupati con Isee inferiore ai 16mila euro e per i detenuti in permesso lavorativo esterno al luogo di detenzione.

A favore delle famiglie lo sconto del 50% sul costo dell’abbonamento annuale per i genitori con tre figli a carico.

Confermata dal 2020 l’introduzione del biglietto breve, del biglietto elettronico e, per quanto riguarda gli abbonamenti, il pluriennale scontato al 10%. Inoltre per i prossimi tre anni l’Amministrazione si impegna a bloccare il prezzo degli abbonamenti annuali.

Introdotta la possibilità della timbratura multipla anche nella rete metropolitana nell’ambito dei 90 minuti di validità del biglietto.

Il biglietto singolo che passa da 1,50 a 2 euro avrà validità su un’area più estesa, non solo a Milano ma anche nei 21 comuni di prima fascia, tra cui Rho Fiera, Sesto San Giovanni, Rozzano, San Donato, Bresso, Bollate, Segrate, Cinisello Balsamo, Vimodrone, Cesano Boscone, Corsico, Settimo Milanese, Novate, Cologno Monzese, Peschiera Borromeo.

Il Consiglio ha proposto anche di introdurre un vincolo per destinare circa 4 milioni di euro al potenziamento delle attività di contrasto all’evasione e alla sicurezza di chi sui mezzi pubblici viaggia e lavora.

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I Comuni e l’ambiente, corsi per approfondire i temi della sostenibilità ambientale

comuni e ambiente

Ha preso il via il ciclo di corsi I Comuni e l’ambiente che PoliS-Lombardia con ANCI Lombardia ha ideato per fornire a dirigenti, funzionari e amministratori degli Enti locali le competenze necessarie a uno sviluppo sostenibile del territorio.

Rispetto allo scorso anno, l’edizione 2019 vede aggiungersi due nuovi corsi; l’iniziativa vuole favorire nei Comuni lombardi lo sviluppo di risorse, competenze e sensibilità necessarie allo sviluppo della sostenibilità.

Il ciclo prevede lo svolgimento di sei corsi, grazie ai quali i partecipanti avranno la possibilità di approfondire i vari aspetti dello sviluppo del territorio in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’offerta formativa del 2019 riprende e amplia, con due nuovi corsi, la positiva esperienza dello scorso anno. Nel programma del nuovo ciclo di formazione, infatti, sono stati inseriti i corsi Promozione di stili di vita sostenibili (22 ottobre) e Conoscenza del territorio e turismo sostenibile (previsto per il 5 novembre).

Vanno ad aggiungersi ai corsi I Comuni e l’ambiente, Qualità di acqua, terra, aria (9 luglio), Rifiuti fra diritto e bioeconomia (24 settembre) e Trasformazioni territoriali e urbane per la qualità della vita (8 ottobre).

PoliS-Lombardia è l’Istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia. Svolge, in particolare per la Giunta e il Consiglio regionale della Lombardia, attività di ricerca statistica, formazione e accompagnamento tecnico scientifico nell’ambito delle politiche per il lavoro.

Fanno parte di PoliS-Lombardia due Accademie (Accademia di formazione per il servizio socio sanitario lombardo e Accademia di Polizia locale) e quattro Scuole (Scuola per l’ambiente, Scuola per gli Enti locali, Scuola superiore di Alta amministrazione, Scuola superiore di Protezione civile).

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Incentivi alle rinnovabili: attesa la pubblicazione del Decreto Fer 1

incentivi alle rinnovabili

Aziende, Operatori ed Enti sono in attesa della pubblicazione del Decreto Fer 1 per gli incentivi alle rinnovabili; riceviamo da UncemUnione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani – una lettera che auspica l’inserimento nel decreto anche di idroelettrico mini e sostenibile.

Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito la richiesta di inserimento dell’idroelettrico negli incentivi alle rinnovabili del Decreto Fer 1.

Uncem auspica venga pubblicato al più Decreto di incentivazione delle rinnovabili, Fer 1, che risulta essere stato firmato nelle scorse ore dai Ministri competenti e ora è all’esame della Corte dei Conti.

È particolarmente lungo l’iter del Decreto che i produttori, Enti pubblici e imprese, hanno dovuto sopportare.

È infatti da inizio 2018 che il Decreto è rimasto congelato, più volte modificato e anche fortemente criticato dalla Commissione UE, su un tema che Uncem ritiene decisivo per i propri territori e cioè l‘incentivazione per il piccolo idroelettrico, con impianti sostenibili economicamente e ambientalmente.

Mentre l’incentivazione degli impianti a biomasse era stata rinviata, meno di un anno fa, a un nuovo decreto, il Fer 2 (del quale attendiamo al più presto una bozza), l’idroelettrico era stato tagliato da Mise proprio nel Fer 1 per motivi che Uncem non ha mai condiviso.

È infatti possibile incentivare piccoli impianti, mini e micro, sia su acqua fluente sia su acquedotti. Un tema che deve essere svuotato da ogni questione ideologica e che deve essere affrontato con massima serietà guardando alla montagna quale luogo dove si producono “acqua e forza di gravità“.

È questa una delle pochissime e grandi risorse delle terre alte italiane, Alpi e Appennino, che non deve essere bloccata e sulla quale la Commissione Europea, con la DG concorrenza aveva mosso rilievi (rispetto all’iniziale blocco degli incentivi) che hanno fermato il Decreto Fer 1 più tempo del previsto a Bruxelles.

Uncem, in attesa di vedere il testo bollinato dalla Corte dei Conti, auspica sia stato inserito l’idroelettrico nel Fer 1 e si augura il Mise avvii entro fine luglio un tavolo di lavoro rispetto al Fer 2 e in particolare all’uso delle biomasse forestali da filiera corta e certificata.

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È tempo di festival sostenibili

festival sostenibili

Come ogni anno tornano in scena i festival sostenibili, manifestazioni organizzate attorno a temi ecologici con parametri di sostenibilità: nei prossimi 15 giorni spiccano gli appuntamenti di Stromboli (ME), Verbania e Ripe San Ginesio (MC)

Tempo di festival sostenibili, appuntamenti estivi dove l’ecologia e l’ambiente, ma anche il cibo, sono protagonisti. Quanto meno in una maniera innovativa.

Sull’isola di Stroboli (Messina), fino al 30 giugno sarà in scena sotto le stelle il festival del teatro ecologico. Dove come ogni anno è l’energia naturale a dare forza alla manifestazione.

Qui, infatti, non è previsto alcun ricorso alla corrente elettrica per l’illuminazione e l’amplificazione delle performance.

Gli artisti creeranno così per gli occhi e i cuori degli spettatori immagini inedite e uniche, proprio grazie all’energia della natura. Fil rouge degli spettacoli due anniversari: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 dallo sbarco sulla Luna.

Anche quest’anno tra gli sponsor dell’iniziativa artistica troviamo Ricola che supporta anche a Verbania (sul lago Maggiore) il Cross Festival (in scena fino al 30 giugno), progetto internazionale dedicato alle Arti Performative organizzato da Lis Lab Performing Arts.

Qui, il cibo sarà protagonista del programma artistico con Food, lo spettacolo ideato e prodotto da Marche Teatro e Protein, compagnie del teatro danza inglese, che andrà in scena mercoledì 26 giugno con repliche il 27 e 28, sempre alle 19, al teatro Il Maggiore, Verbania.

Si tratta di uno spettacolo sensoriale che richiede la partecipazione attiva del pubblico. Al centro il cibo e il complesso rapporto che le singole persone instaurano con il cibo.

Il semplice gesto del sedere intorno a un tavolo diventa l’occasione per raccontare storie, esperienze e attitudini in grado di provocare emozioni e ricordi tra il pubblico/ospite.

Gli artisti inviteranno il pubblico a sedersi ai tavoli di un originale ristorante in cui i performer sapranno catturare la loro attenzione con un divertente insieme di danza, teatro, musica e comicità.

Food è la versione italiana del duetto May Contain Food, May Contain You, un’opera dove il canto e la danza stanno insieme in modo equilibrato e paritario.

A Ripe San Ginesio (MC) il festival della sostenibilità Borgofuturo (dal 3 al 7 luglio 2019) accoglie il pubblico in un format dedicato alla sostenibilità.

Tra i temi di questa sesta edizione spiccano i cambiamenti climatici e la trasformazione dei prodotti alimentari, per sottolineare come la lotta per l’ambiente vada di pari passo con il miglioramento della qualità della vita, a partire da cosa mangiamo.

Tra gli ospiti Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food, il giornalista e scrittore Stefano Liberti, e il professore Mimmo Perrotta. Ma anche alcuni giovani esponenti dei Fridays For Future.

Non mancheranno a Borgofuturo spettacoli, installazioni, laboratori, proiezioni e incontri divulgativi e ospiti come Ascanio Celestini, Chancha Via Circuito, Giovanni Truppi, Fabio Celenza, Guixot de 8, Sweet life society e Dino Fumaretto.

Inoltre durante i giorni del festival verranno serviti cibi a km 0 e utilizzate stoviglie biodegradabili, verrà messo a disposizione un servizio di carpooling e i giochi per bambini saranno realizzati con materiale di riciclo e di recupero.

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A Padova aperto lo sportello aria pulita

sportello aria pulita padova

Aperto per supportare famiglie, amministratori di condominio, operatori commerciali, imprese in tema di riduzione dei consumi di energia e mezzi di trasporto non inquinanti. L’obiettivo del nuovo Sportello aria pulita di Padova è già nel nome: informare per migliorare in tutti i modi la qualità dell’aria.

Si tratta di un progetto che nasce dalla consapevolezza che per risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico c’è bisogno dell’impegno di tutti e di coinvolgere i cittadini in quelle scelte capaci di coniugare la riduzione delle emissioni inquinanti dannose per la salute (polveri sottili, anidride carbonica, biossido di azoto, ozono) con il risparmio economico.

Ciò è possibile grazie al progresso della tecnologia e agli incentivi nazionali, regionali e comunali che possono coprire una quota importante degli investimenti in riqualificazione energetica e per la mobilità sostenibile, per esempio per l’acquisto di una caldaia a basse emissioni, di un impianto fotovoltaico, di un cappotto termico per la propria abitazione o di un veicolo elettrico.

Un segnale del forte impegno che questa Amministrazione intende mettere in campo per contrastare l’inquinamento atmosferico” spiega l’assessora all’ambiente Chiara Gallaniche rimane oggi una delle maggiori criticità nazionali e che colpisce molto duramente il nostro territorio, dove una serie di fattori produce una concentrazione di agenti inquinanti particolarmente alta, che si mantiene sopra i limiti di legge per periodi eccessivamente lunghi“.

In questo contesto anche il Comune di Padova vuole fare la sua parte e per questo ha scelto di intervenire sul piano della diffusione della conoscenza perché saper leggere correttamente una bolletta, per esempio, significa acquisire un’attenzione in più ai consumi e ai modi per ridurli.

Lo Sportello aria pulita è a disposizione dei cittadini per fornire una panoramica delle soluzioni energetiche che offre il mercato, degli incentivi, delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali esistenti.

Lo Sportello aria pulita è aperto a famiglie, amministratori di condominio, operatori commerciali, imprese, nella sede di Informambiente (via dei Salici 35, Padova) due giorni a settimana: il martedì e il giovedì dalle ore 12 alle 14 solo su appuntamento da prendersi telefonicamente (049/8205021) o via email ([email protected]); il martedì dalle ore 9 alle 12 e il giovedì dalle ore 14 alle 17, anche senza appuntamento.

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Smog fotochimico da ozono: è allerta in Lombardia

smog fotochimico

È allerta smog fotochimico da ozono troposferico, potente ossidante pericoloso per la salute in Lombardia: Monza e l’alta Brianza, ma anche nel varesotto, nelle Alpi Lariane e in Lomellina. Meglio concentrare le attività all’aperto durante la mattina

I dati rilevati su questo smog fotochimico segnalano Monza e l’alta Brianza, ma anche il varesotto, le Alpi Lariane e la Lomellina tra le zone vicine ai livelli di allarme.

È Legambiente Lombardia a lanciare l’allarme dopo una veloce conta dei giorni di superamento dei livelli di riferimento per l’inquinamento da ozono, fissato in 120 microg/mc come media di otto ore, da non superarsi per più di 25 giorni all’anno.

Con l’acutizzarsi del fenomeno si segnalano già livelli massimi preoccupanti, superiori alla soglia di informazione (180 micro/mc) e vicini ai livelli di allarme (240 microg/mc), come nel caso di Erba, che ieri ha raggiunto il picco orario di 225 microg/mc.

In natura più del 90% dell’ozono si trova nella stratosfera (fascia di atmosfera che va indicativamente dai 10 ai 50 km di altezza), dove costituisce un’indispensabile barriera protettiva nei confronti delle radiazioni UV generate dal sole.

Nella troposfera (fascia di atmosfera che va dal suolo fino a circa 12 km di altezza) l’ozono si forma a seguito di reazioni chimiche in cui sono implicati inquinanti tradizionali, come gli ossidi di azoto e composti organici volatili.

Si tratta, quindi, di un inquinante secondario i cui precursori sono generalmente prodotti da combustioni e da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti. Ancora una volta hanno un ruolo prevalente i motori diesel che rappresentano la fonte emissiva primaria di ossidi d’azoto in Lombardia.

Le condizioni peggiori sono previste per i prossimi giorni della settimana, specialmente nelle fasce pedemontane: stando alle stime di ARPA Lombardia, la situazione appare destinata ad aggravarsi con il crescere della canicola.

In queste zone, oltre che nei bacini dei laghi, è necessario essere particolarmente prudenti e consapevoli che, nelle ore del pomeriggio e della prima serata, è bene astenersi da attività fisiche intense e all’aria aperta per limitare il contatto con l’aria inquinata.

I momenti più critici della giornata sono il pomeriggio e la sera perché questo smog fotochimico resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole.

Legambiente consiglia quindi di limitare le attività all’aperto alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa.

Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell’ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie.

Se nelle città l’ozono esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, la situazione non migliora in aree verdi e montane: perché a differenza delle altre sostanze, l’ozono tende ad avere valori molto alti proprio in aree aperte e spazi rurali, anche in montagna o sulle rive dei laghi.

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Iberdrola lancia una Startup Challenge per l’ambiente

iberdrola startup challenge

L’aumento delle temperature e i fenomeni atmosferici estremi impongono agli operatori delle reti elettriche di tutto il mondo sforzi notevoli per contrastarne gli effetti; da qui nasce l’iniziativa di Iberdrola che, attraverso una Startup Challenge chiama a raccolta startup e innovatori per scoprire e sostenere idee innovative che possano essere in grado di affrontare le minacce che affliggono il settore.

La challenge è la prima di una serie di una serie di iniziative già programmate per sensibilizzare aziende e privati a proporre idee innovative in grado di contrastare l’impatto del cambiamento climatico e dei gravi eventi atmosferici che impattano sulla rete elettrica creando grossi danni.

Per Armando Martinez, Direttore delle Attività di Rete del Gruppo Iberdrola, “Il cambiamento climatico crea molti rischi per la società e i fenomeni atmosferici sempre più frequenti e intensi rappresentano un’autentica sfida per gli operatori delle reti elettriche. Perfino l’impianto progettato e costruito in conformità alle migliori specifiche può essere distrutto da una tempesta molto violenta“.

Dal punto di vista della prevenzione, le aree in cui è possibile proporre soluzioni innovative includono la pianificazione, l’operatività, la manutenzione e l’ingegnerizzazione per monitorare e gestire meglio le risorse del settore elettrico prima che siano danneggiate.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione del ripristino del servizio, invece, le startup possono presentare le loro idee per minimizzare l’impatto su abitazioni e aziende quando si verificano danni.

L’idea che vincerà la Startup Challenge avrà l’opportunità di diventare un progetto pilota combinando le competenze della startup vincitrice con le risorse e le conoscenze di mercato di Iberdrola.

Se il progetto pilota avrà successo, Iberdrola lo includerà tra gli strumenti a sua disposizione e all’azienda vincitrice sarà offerta l’opportunità di diventare un fornitore del Gruppo.

Le startup sono invitate a registrarsi, fino al 30 giugno, al concorso nell’apposita sezione online dedicata alla Startup Challenge.

Con il supporto e il giusto orientamento, una grande idea sulla carta può diventare rapidamente parte integrante delle attività aziendali giornaliere. Aiuteremo a portare le idee vincenti a una fase pilota e poi di seguito a concretizzarsi in un contratto di fornitura. Inoltre, un’idea che è in grado di migliorare i nostri processi potrebbe rivelarsi di grande interesse per le aziende del settore elettrico di tutto il mondo” conclude Agustin Delgado, Direttore Innovazione e Sostenibilità di Iberdrola.

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