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Piccole mani, spiagge pulite: i bambini aiutano l’ambiente

Piccole mani spiagge pulite

Mai come in questo caso i più piccoli danno l’esempio ai grandi e non viceversa: con l’iniziativa Piccole mani, spiagge pulite gli alunni della scuola primaria si impegneranno per ripulire la spiaggia di Rimini.

L’appuntamento è per il prossimo 20 maggio quando l’iniziativa Piccole mani, spiagge pulite – promossa da Cisambiente con il contributo di Formula Ambiente e Ciclat – porterà in spiaggia 50 bambini della Scuola Statale Primaria Flavia Casadei di Viserba per raccogliere mozziconi di sigarette, carta e plastica presenti sulle spiagge locali.

Piccole mani, spiagge pulite conclude un percorso che Cisambiente – associazione voluta da un gruppo di imprenditori del settore ambiente ed energia rinnovabile – ha voluto istituire per dedicare alle nuove generazioni tutte le attenzioni formative che meritano.

Quella del 20 maggio è la giornata conclusiva di un percorso iniziato con questi ragazzi a Ecomondo 2018. Il messaggio che vogliamo trasmettere ai più giovani è che solo con il lavoro delle loro stesse mani si può costruire un futuro migliore, che non ci sarebbe senza un ambiente sano” ha commentato il Direttore Generale di Cisambiente, Lucia Leonessi.

Durante la raccolta, verrà spiegato ai bambini, con l’aiuto dell’Arma dei Carabinieri, che ogni singolo oggetto recuperato, può avere una seconda vita attraverso l’industria del riciclo, che non può funzionare senza il supporto dei cittadini a sostegno della raccolta differenziata.

L’idea progetto nasce dalla notizia che i litorali italiani ormai sono considerati delle piccole discariche. Su 64 arenili nazionali sono stati rilevati oltre 770 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia, per un totale che supera i 180.000 oggetti spiaggiati. Oltre al problema dei mozziconi, c’è quello delle bottiglie in plastica e dei rifiuti in carta e cartone, quasi sempre destinati a finire in mare.

I giovani scolari che avranno raccolto più rifiuti dalle spiagge saranno premiati con delle medaglie che gli verranno consegnate da due aziende: Formula Ambiente, consorzio che nasce dalla cooperazione e che offre il proprio contributo alle sfide sociali di ciascun territorio.

Insieme a Formula Ambiente, premierà i bambini vincitori della mattinata, Ciclat, cooperativa che si occupa di trasporti per l’ambiente. Alla giornata ha dato un contributo anche Hera Ambiente spa.

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Cycling for All, campagna a favore della mobilità a due ruote per le Europee

cycling for all

Sarà un appuntamento importante quello delle elezioni europee del 26 maggio, per tante ragioni legate all’economia, all’immigrazione e all’ambiente; tra i temi importanti ci sarà quindi anche la mobilità sostenibile, in particolare quella a due ruote, alla quale la campagna Cycling for All si ispira.

Sul tavolo il tema importante della riduzione delle emissioni nocive e della lotta ai cambiamenti climatici; per ottenere risultati servono politiche incisive e coraggiose, soprattutto in tema di mobilità. Da qui la proposta ai politici di impegnarsi a far crescere gli spostamenti in bicicletta del 50% entro il 2030.

FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ed ECF-European Cyclists’ Federation, lanciano l’appello a tutti i candidati al Parlamento Europeo attraverso la campagna Cycling for All, invitandoli, in caso di elezione, a essere sostenitori del cambiamento.

La ciclabilità può dare un contributo determinante allo sviluppo delle città e delle regioni europee ed è un segmento con forti potenzialità di crescita: la quota media degli spostamenti in bicicletta in Olanda (27%) è quattro volte superiore a quella europea.

Cosa chiedono le associazioni tramite Cycling for All

L’iniziativa chiede a tutti i candidati di diventare ambasciatori della ciclabilità e di sottoscrivere un impegno sulle tematiche bike friendly che dovranno essere centrali nella nuova legislatura 2019-2024, in accordo con la Strategia Ciclistica Europea (EUCS), sintetizzate in 5 obiettivi chiave:

  • incremento della quota di spostamenti fatti in bicicletta del 50% da qui al 2030
  • rendere obbligatorio l’Intelligent Speed Assistance (ISA) in tutti i nuovi veicoli in modo che siano il più sicuri possibile per le persone che camminano e pedalano
  • portare almeno al 3% del budget del settore dei trasporti dedicato alle infrastrutture ciclabili nel prossimo bilancio pluriennale (2021-2027)
  • inserire standard minimi di qualità per le infrastrutture ciclabili
  • classificare la bici a pedalata assistita elettrica (la Pedelec-25, con velocità limitata a 25km/h e potenza entro i 250W) come una bicicletta convenzionale

Attraverso la campagna Cycling for All FIAB ed ECF chiedono che l’Unione Europea mantenga il sostegno alla ciclabilità che ha già portato risultati concreti come, per esempio, il voto del Parlamento per richiedere 8 spazi dedicati alle biciclette su ogni treno nuovo e rinnovato in Europa.

L’auspicio è quello di poter dare vita a un Intergruppo Parlamentare sulla ciclabilità nel prossimo Parlamento Europeo.

Sono già diverse, in Italia e negli altri paesi dell’Unione, le firme di candidati al Parlamento Europeo che hanno sottoscritto l’impegno Cycling for All” dice Giulietta Pagliaccio, vice presidente FIAB e referente per le attività di advocacy “Con questa campagna intendiamo rinnovare l’impegno della nostra Federazione al fianco della politica e di strategie virtuose per lo sviluppo della mobilità ciclistica, che possa fattivamente contribuire a decongestionare le strade e renderle più sicure, liberare lo spazio pubblico urbano, incentivare le persone ad uno stile di vita attivo e dunque più sano, nonché ridurre l’inquinamento per avere città più vivibili“.

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Corinaldo fa sciopero per il clima. Anche con il festival sementi

corinaldo
fotografia di Tonino Paolini

A Corinaldo, in provincia di Ancona, il 24 maggio si farà sciopero per il clima. Uno sciopero due volte simbolico perché proprio il 24 e il 25 maggio nel Borgo più bello d’Italia si svolgerà anche il Sementi Festival, in cui si tratteranno anche i temi del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.

Lavoro, ambiente e futuro sono, infatti, le parole chiave di questa terza edizione di Sementi Festival, che si dipanerà per le vie del centro storico di Corinaldo.

Il mio impegno e quello della giunta comunale di Corinaldo” spiega Matteo Principi, sindaco della cittadina “è forte nel sostenere questa manifestazione, pensata in particolar modo per i giovani, per creare un dialogo generazionale, fornendo stimoli per un impegno civile nel loro modo di rapportarsi al futuro“.

Matteo Principi, sindaco Corinaldo
Matteo Principi, sindaco di Corinaldo (AN)

Il supporto del comune varrà anche per il secondo sciopero mondiale Fridays for Future in programma il 24 maggio in tutta Italia, che vedrà anche Corinaldo mobilitarsi per sostenere la Terra nella lotta contro i mutamenti climatici, che ne stanno incrinando strutturalmente l’equilibrio ecologico.

Ad animare la due giorni incontri, conferenze, tavole rotonde e dibattiti – il tutto accompagnato da proposte culinarie indirizzate all’alimentazione biologica, per nutrire anima e corpo – con grandi nomi della società civile come il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi e l’ambientalista, direttore dell’associazione Terra!, Fabio Ciconte.

Numerosi gli appuntamenti in programma, tutti gratuiti, per una manifestazione – organizzata dal comune di Corinaldo in collaborazione con l’associazione Joytinat Yoga Ayurveda – che si annuncia ricca di prospettive di confronto.

Le vie e le piazze medioevali di Corinaldo tornano a essere il palcoscenico di un festival che, per vocazione, vuole coniugare il contesto agricolo nel quale è immerso al rispetto per l’ambiente, la salute, la legalità e la qualità della vita.

Venerdì 24 a partire dalle ore 18 in piazza Il Terreno – dove si svolgeranno tutti gli appuntamenti del Festival – avrà luogo l’incontro dedicato a diritti umani e ambiente con Fabio Ciconte, collaboratore di Libera, e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

Un dibattito fatto di azioni di denuncia e di promozione di stili di vita sostenibili, temi centrali anche de Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo, ultimo libro di Ciconte, scritto a quattro mani con Stefano Liberti, giornalista autore di grandi inchieste sulle filiere agroalimentari già ospite lo scorso anno a Sementi Festival.

A dialogare, in un incontro-confronto insieme a Ciconte, Nicholas Bawtree, direttore di Terra Nuova Edizioni, che presenterà Insieme per salvare il mondo: il libro-manifesto sui cambiamenti climatici spiegati ai giovanissimi che per i suoi contenuti altamente educativi è consigliato anche da Greenpeace.

Sul palco insieme a loro ci saranno anche don Paolo Gasperini, referente del Presidio Libera – l’associazione di Don Ciotti nata per promuovere legalità e giustizia nella lotta alle mafie – di Senigallia, l’imprenditore agricolo Marco Menetti – che discuterà del ruolo dei giovani agricoltori in materia di normative europee – e i ragazzi del movimento Fridays for Future dei comuni limitrofi.

Dalle 19:30 del 24 maggio, come anche sabato sera, prenderà poi il via Bio per una notte: una non-stop notturna con un mercato bio per le vie del centro storico di Corinaldo, la possibilità di conoscere e incontrare i produttori locali, un mercatino dei mestieri e delle tradizioni, la libreria itinerante di Terra Nuova edizioni e lo stand di Greenpeace Italia.

I punti ristoro del paese proporranno menù ad hoc, salutari e in linea con la serata. Perché la qualità della vita passa anche per una corretta alimentazione, un arricchimento attraverso la consapevolezza delle proprie scelte e uno stile di vita sano e attivo.

A partire dalle ore 21 spazio invece allo spettacolo con il coinvolgente Altri mondi Bike Tour, a cura della compagnia dei SemiVolanti. Un progetto, a basso impatto energetico, che si basa sull’idea che tutela ambientale, divulgazione scientifica, cultura, arte e buone pratiche di sostenibilità siano facce della stessa medaglia.

Ciclisti/teatranti faranno comparire scenografie fatte di bamboo, popup, sculture aeree, strumenti musicali, illustrazioni animate e tanto altro.

Sabato 25 maggio invece, a partire dalle ore 18, il geologo Mario Tozzi incontra il pubblico di Corinaldo in un confronto dal titolo Cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico. Il prof. Tozzi, noto personaggio televisivo, è primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria), oltre a essere autore di decine di pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali, guide geologiche e dispense per corsi universitari.

Dal 2019 conduce Sapiens, un solo pianeta su Rai Tre, dopo avere presentato Fuori Luogo, Atlantide, Allarme Italia e La Gaia Scienza su La7. È responsabile per la divulgazione della Federazione Italiana Scienze della Terra e membro del consiglio scientifico del WWF.

Nel corso della due giorni tanti gli appuntamenti anche per i più piccoli: venerdì 24 per esempio, a partire dalle ore 20, Corilab propone un laboratorio mirato alla realizzazione di bambole con semi che, una volta innaffiati, fioriranno, mentre sabato 25 dalle ore 16:30 la Cooperativa Legateladito propone un laboratorio di tessitura per i bambini con filati e materiali naturali.

Per tutta la durata della manifestazione sarà poi aperto uno spazio con giochi tradizionali e storici, risalenti alla tradizione contadina, a cura della Compagnia Alfieri e Musici Araba Fenice di Corinaldo.

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Re.Bean, progetto di design che riutilizza gli scarti del caffé

progetto re.bean

Si chiama Re.Bean ed è un progetto che viene da lontano: dall’Australia. Qui, il Melbourne Movement di Ian Wong ha ideato lo sgabello che si è recentemente aggiudicato il premio speciale di 5mila euro assegnato da Banca Intesa Sanpaolo all’interno del concorso SaloneSatellite Award durante l’appena passato Salone Internazionale del Mobile.

I rifiuti del caffè sono una materia prima infinita (tanto se ne usa nel mondo) ed è uno dei principali rifiuti organici in tutto il mondo.

Il progetto Re.Bean si è posto l’idea di esplorare soluzioni progettuali innovative per riutilizzare questo materiale di scarto e trasformarlo in un complemento di arredo biodegradabile, grazie a ricerche e sperimentazioni legate alla sua fisicità.

Il risultato di questa sperimentazione è diventato un oggetto di design in perfetta armonia con i dettami dell’economia circolare. È riciclabile e biodegradabile: il prodotto è realizzato con materiali ottenuti dal riciclo di sacchetti di caffè in grani e con i rifiuti macinati del caffè con leganti naturali di origine animale.

Alle due R già citate si aggiunge quella della riutilizzabilità: il metodo di colata dello stampo viene utilizzato per ottimizzarne il riutilizzo durante la produzione.

I progettisti affermano, infine, che i rifiuti macinati del caffè vengono raccolti e lavorati localmente.

Manifesto di una soluzione di design creativo, Re.Bean è anche l’esempio concreto di come i designer possono (e dovrebbero) contribuire a far fronte ai problemi di spreco e durabilità dei prodotti. Inoltre, cerca anche di sensibilizzare il pubblico nei confronti delle problematiche ambientali dei rifiuti dell’industria del caffè.

I due progettisti non escludono che si possa poi creare altri elementi di arredo, ma anche sculture e perché no, gioielli. Al caffè.

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Un nuovo Giardino di Betty fa giocare i bimbi di Milano

il giardino di betty

Un nuovo parco giochi, Il Giardino di Betty, è a disposizione dei bimbi di Milano. Non è un parco qualsiasi, ma nasce da un progetto di sostenibilità ambientale e sociale. Si trova presso l’Ospedale San Carlo dove si trova anche la sede di Abio, l’associazione per il Bambino in Ospedale Onlus.

A ideare Il Giardino di Betty è Eso, società benefit che si occupa di recupero di materiale esausto d’ufficio. Ma questo è il business di tutti i giorni.

Poi, proprio come impegno sociale, Nicolas Meletiou fondando l’Associazione Gogreen, ha lanciato il progetto raccolta di scarpe sportive esauste. L’iniziativa si chiama esosport run.

Tante scarpe sono state raccolte presso l’Asst Santi Paolo e Carlo e ora debitamente lavorate (ridotte quindi a polimeri) sono diventate la base dove i bambini possono giocare.

Non è il primo Il Giardino di Betty, costruito in ricordo di Elisabetta Salvioni Meletiou, che si trova in Italia.

Ma come tutti gli altri anche quello appena inaugurato è speciale: la pavimentazione anti-trauma dell’area dedicata ai giochi dei bambini è ottenuta dal processo di riciclo delle vecchie scarpe che ha generato materia prima seconda, un granulo di ottima qualità, grazie al fatto di provenire dalla suola in gomma delle scarpe che è realizzata in un EPDM ad altissima prestazione, che in questo modo viene restituita alla comunità e al territorio da cui proviene, nell’ottica di una dinamica di economia circolare.

Il parco giochi, con un originale forma ellittica, ha una dimensione di 104 metri quadri ed è accessibile dall’ingresso principale dell’Ospedale San Carlo, di via Pio II, e fruibile da tutti i piccoli pazienti e visitatori dell’ospedale.

Un parco giochi all’interno di una struttura ospedaliera permette ai piccoli pazienti, ai bambini visitatori e alle loro famiglie, di usufruire di uno spazio ludico che consente di allontanare il pensiero della malattia e della sofferenza per alcuni momenti attraverso il gioco e il contatto con la natura.

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L’Acquifero del Gran Sasso è in pericolo

acquifero del gran sasso

Grave pericolo incombe sull’acquifero del Gran Sasso. Siamo in Abruzzo, Regione che conta su questo bacino per rifornire d’acqua circa 700.000 cittadini delle province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

Ma l’acquifero del Gran Sasso pare non essere più in sicurezza: le due gallerie autostradali dell’A24 Roma-Teramo (oltre 10 km ciascuna gestite a oggi dalla Strada dei Parchi SpA), e i laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, realizzati sotto il Gran Sasso dal 1969 al 1987, a diretto contatto con la falda la metterebbero in serio pericolo.

È quanto sostiene da tempo l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso (promosso da diverse associazioni tra cui WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, ARCI, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia – GADIT, FIAB, CAI e Italia Nostra).

In questi giorni sono in discussione la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario straordinario governativo. Di fatto l’Osservatorio denuncia che nel corso degli anni, per evitare la pressione sulle gallerie e sui laboratori, l’acqua della falda è stata captata e utilizzata per la distribuzione potabile.

Circa 100 litri/secondo vengono prelevati dall’area dei laboratori e circa 700 litri/secondo dall’area delle gallerie. La mancata impermeabilizzazione delle gallerie e dei laboratori ha determinato negli anni molteplici problemi, i più gravi dei quali si sono verificati il 16 agosto del 2002 quando una fuoriuscita di trimetilbenzene durante un esperimento condotto nei laboratori determinò la perdita della sostanza nell’acquifero del Gran Sasso e da questa nella rete di distribuzione, e l’8/9 maggio del 2017 quando per due giorni fu vietato il consumo di acqua in gran parte della provincia di Teramo a seguito dell’intervento della ASL che aveva evidenziato problemi nell’acqua proveniente dalle captazioni del Gran Sasso.

A seguito di quest’ultimo incidente il 13 settembre prossimo inizierà un processo presso il Tribunale di Teramo che vede imputati i vertici della Strada dei Parchi SpA, dell’INFN e della Ruzzo Reti. I reati contestati sono l‘inquinamento ambientale (art. 452 bis CP) e il getto pericoloso di cose (art. 674 CP).

L’inchiesta giudiziaria, che porta la firma dei PM Greta Aloisi, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, coordinati dal procuratore Antonio Guerriero, ha visto anche la produzione di una corposa relazione da parte dei periti nominati dalla Procura che descrive una situazione drammatica per la mancanza di sicurezza del sistema.

Recentemente la Strada dei Parchi SpA ha anche annunciato per il prossimo 19 maggio la chiusura delle gallerie autostradali. Una chiusura che isolerebbe l’Abruzzo rispetto a Roma e renderebbe molto più difficile il collegamento tra i due versanti.

A fronte di tale situazione la Regione Abruzzo, con la delibera della giunta regionale del 29 aprile 2019, ha avanzato la richiesta di dichiarazione di emergenza e nomina di un commissario straordinario governativo per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso.

E il Governo, attraverso il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti ha confermato la volontà di accogliere tale richiesta annunciando la predisposizione di un apposito emendamento nella conversione in legge del Decreto Sbloccacantieri.

In realtà, non è la prima volta che si arriva alla nomina di un commissario da parte del Governo. Già a giugno 2003 fu dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale nel territorio interessato dagli interventi di messa in sicurezza del sistema Gran Sasso a cui seguì nel luglio del 2003 la nomina di Angelo Balducci come Commissario straordinario, poi prorogata per anni e chiusa solo nel 2009.

Come ha recentemente attestato anche la richiamata perizia dei consulenti nominati dalla Procura di Teramo, nonostante gli oltre 80 milioni di euro spesi, gli interventi effettuati durante il commissariamento non hanno, se non in minima parte, risolto la mancanza di impermeabilizzazione nelle gallerie e nei laboratori, tanto è vero che, a distanza di anni, il problema è rimasto sostanzialmente invariato e si torna a chiedere un commissario.

Ma l’Osservatorio teme che non sarà sufficiente il Commissariamento: la messa in sicurezza deve essere completa e definitiva.

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Che bello parlare di scienza al bar

pint of science 2019

Portare la scienza nei bar e parlarne come se si discutesse di una partita di calcio (ma con maggiore cognizione di causa): è quanto da 5 anni a questa parte si prefigge di fare Pint of Science.

L’edizione italiana 2019 si svolgerà dal 20 al 22 maggio e vedrà la partecipazione di oltre 300 ricercatori che si alterneranno nei pub di tutta Italia. Si parlerà di microplastiche, nanotecnologie.

Dai buchi neri alla fisica quantistica; dai cambiamenti climatici al deep learning; e poi robotica, biotecnologie, vulcani, social network, staminali, droni volanti e perfino archeologia da strada.

Ce n’è davvero per tutti i gusti: scorrendo la lista degli argomenti trattati dagli speaker ospiti di Pint of Science 2019 c’è davvero l’imbarazzo della scelta. 23 città (erano 6 nella prima edizione nel 2015) hanno aderito all’iniziativa. Oltre 70 i pub coinvolti.

Li trovate ad Avellino, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Genova, L’Aquila, Lucca, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Rovereto, Sarno, Siena, Torino, Trento, Trieste.

Sei le differenti aree tematiche in cui si articolano i talk di Pint of Science: Beautiful Mind (neuroscienze, psicologia e psichiatria), Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia), Our Body (biologia umana), Planet Earth (scienze della terra, evoluzione e zoologia), Tech Me Out (tecnologia) e Social Sciences (legge, storia e scienze politiche).

Durante ognuna delle tre serate, ciascuno dei 74 pub coinvolti ospiterà presentazioni interattive di circa 40 minuti alle quali seguiranno le domande del pubblico, in un’atmosfera resa colloquiale e distesa anche grazie alle birre spillate durante la conversazione.

Il format consiste nel mettere insieme un pubblico di semplici appassionati insieme a ricercatori impegnati in temi di grande attualità nel campo delle scienze. Garantito un linguaggio che al tempo stesso risulti semplice ma non banale.

All’evento di Milano parlerà di neuroscienze e riabilitazione Letizia Leocani (AISM), a Roma sarà la ricercatrice Pia Astone (INFN Sezione di Roma1) a farlo, tra i protagonisti della scoperta delle onde gravitazionali, a raccontare come sono state osservate e come vengono prodotte nelle collisioni tra buchi neri, mentre a Napoli sarà il professor Bruno Siciliano (Università di Napoli Federico II) a raccontare le sue ricerche nel campo della robotica.

Ancora Catania avrà tra i suoi ospiti Isabella Pagano, direttrice del locale Osservatorio Astrofisico, che parlerà delle future missioni spaziali dell’INAF, mentre Matteo Marsili (ICTP) a Trieste tratterà un tema caldo e complesso, ossia il legame tra conseguenze indesiderate e la complessità della nostra società, e a Trento il professor Roberto Battiston (Università di Trento) condurrà gli ascoltatori in un viaggio alla scoperta degli esopianeti.

Inoltre, come negli anni precedenti, in linea con lo spirito di Pint of Science, nelle serate Beautiful Mind sponsorizzate dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) la manifestazione vedrà la presenza di volontari dell’AISM e di persone con sclerosi multipla che sottolineeranno l’importanza della ricerca scientifica e sensibilizzeranno il pubblico su una malattia ancora parzialmente sconosciuta.

Pint of Science è un evento gratuito non a scopo di lucro, che esiste grazie al contributo degli sponsor principali: INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), SIERR (Società Italiana Embriologia Riproduzione e Ricerca).

Inoltre, ogni città si avvale del sostegno di numerose realtà locali senza le quali la manifestazione non esisterebbe.

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Bando LIFE 2019, qualche suggerimento per ottenerlo

bando life 2019

Al bando LIFE 2019 (le cui misure scadono prima dell’estate come evidenziamo più avanti) anche questa volta possono partecipare progetti presentati dagli enti pubblici, che operano per esempio nella gestione di parchi o risorse naturali, dalle organizzazioni non a scopo di lucro, comprese le ONG, impegnate nella difesa e nella tutela dell’ambiente e dalle imprese impegnate in progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente (per esempio il recupero e riciclo di risorse, la riduzione delle emissioni di C02 e la riduzione dell’inquinamento).

Il bando LIFE 2019 finanzia i progetti e le soluzioni con ricadute positive sull’ambiente, per favorire il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi produttivi, la riduzione e il riutilizzo dei rifiuti, il risparmio idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, l’uso efficiente delle risorse, la mobilità sostenibile, la salute ambientale, la qualità dell’aria.

A disposizione un budget di circa 280 milioni di euro, di cui più di 220 sono dedicati al sottoprogramma per l’Ambiente e 57 per il sottoprogramma Azione per il Clima. I beneficiari non sono obbligati a costituire un partenariato, ma è sicuramente consigliato.

Progetti finanziabili dal bando LIFE 2019

A seconda delle tematiche, vengono finanziate diverse tipologie di progetto:

  • progetti pilota: adottano una tecnica o un metodo non applicato/sperimentato in precedenza o altrove con potenziali vantaggi ambientali o climatici
  • progetti dimostrativi: mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci nuovi o sconosciuti nel contesto specifico del progetto e potenzialmente applicabili in circostanze analoghe
  • progetti di buone pratiche: applicano tecniche, metodi e approcci economicamente adeguati, all’avanguardia ed efficaci
  • progetti di informazione, sensibilizzazione e divulgazione: supportano la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione dei sottoprogrammi previsti
  • progetti integrati: interessano solo il sottoprogramma Ambiente e attuano su una vasta scala territoriale (regionale, multi-regionale, nazionale, transnazionale) piani o strategie ambientali/climatici previsti dalla relativa legislazione dell’Unione Europea; promuovono il coordinamento e la mobilitazione di almeno un’altra fonte di finanziamento dell’Unione, nazionale o provata pertinente
  • progetti di assistenza tecnica: interessano solo il sottoprogramma Ambiente e forniscono un sostegno finanziario per aiutare i richiedenti a elaborare progetti integrati e per garantire che tali progetti siano conformi alle tempistiche e ai requisiti tecnici e finanziari del programma
  • progetti di rafforzamento delle capacità: sostengono finanziariamente le attività necessarie al rafforzamento delle capacità degli Stati membri al fine di permettere agli stessi di partecipare in maniera più efficace al programma
  • progetti preparatori: interessano solo il sottoprogramma Ambiente e si rivolgono alle specifiche esigenze per lo sviluppo e l’attuazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’Unione

I progetti selezionati dalla Commissione Europea riceveranno un contributo a fondo perduto in percentuale variabile, in base alla tipologia di intervento. Il cofinanziamento europeo per i progetti tradizionali potrà essere al massimo pari al 55% dei costi ammissibili.

Per i progetti Natura e biodiversità, in alcuni specifici casi, il cofinanziamento europeo potrà arrivare fino al 75%. I progetti integrati riceveranno un cofinanziamento europeo fino a un massimo del 60%.

In caso di approvazione i progetti del sottoprogramma Ambiente potranno iniziare a partire dal 1° settembre 2020, mentre i progetti del sottoprogramma Azione per il Clima potranno iniziare dal 1° giugno 2020.

Per presentare la candidatura, attenzione alle scadenze delle misure del bando LIFE 2019, che differiscono in base alle diverse tipologie di intervento ammissibili, entro il 12 giugno, il 17 giugno, il 19 giugno e il 5 settembre 2019 per le proposte relative al sottoprogramma Ambiente.

Sono previste invece le scadenze del 12 giugno, del 5 settembre e del 12 settembre 2019, per i progetti relativi alle specifiche del sottoprogramma Azione per il Clima.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Easme.

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Se è plastic free lo vendi meglio

#plasticfree - italiani cercano sostenibilità

Buono per il pianeta, buono per me: la filosofia del #noplastic o #plasticfree e della sostenibilità a tutto tono è oggi un vero e proprio trend di mercato. E sembra proprio che tenerne conto faccia bene anche alle imprese.

Sono i dati di una ricerca condotta da Ipsos (realizzata – spiegano – sulla base di diversi studi e indagini di mercato condotte dall’Istituto stesso) a mettere in luce la tendenza.

Lo studio Ipsos sul gradimento verso sostenibilità e #plasticfree

Un primo dato: il 52% dei consumatori italiani vorrebbe che fossero le aziende a fare la differenza in termini di sostenibilità. A riporre questa fiducia nelle aziende è quindi una fetta considerevole di consumatori.

Nel 68% pare che gli italiani sarebbero disposti a spendere di più per un prodotto o un servizio erogato seguendo criteri di sostenibilità: consumare responsabilmente sta diventando un’aspirazione.

infografica #plasticfree - italiani cercano sostenibilità

Ma dove viene ricercata maggiormente la sostenibilità, dal consumatore? Anche questo aspetto è stato indagato da Ipsos, che ha scoperto come il basso impatto ambientale (77%) e le migliori condizioni lavorative dei dipendenti (50%) siano i due fattori che più vengono considerati all’atto della valutazione del cliente circa la sostenibilità di un prodotto.

Chi decide di investire in questo senso se ne accorge: gli investimenti in circular economy sono associati a un aumento del 58% in più del fatturato rispetto al 55% delle aziende che non lo fanno, ma anche a un +48% dell’export e +41% dell’occupazione, contro rispettivamente un +33% e un +34% del resto del mercato.

Investire in sostenibilità significa poter disporre di una reputazione aziendale molto più forte.

Molto spesso investire in sostenibilità significa fare i conti con il packaging, il quale porta alla produzione di milioni di tonnellate di rifiuti plastici e/o non riciclabili ogni anno.

Considerando che ben due consumatori su tre faticano a capire dove buttare i vari packaging, trovando poco comprensibili le indicazioni stampate sugli stessi, vien da sé che questo sia uno degli ambiti con più margine di manovra per quegli imprenditori che vogliono intraprendere la strada della sostenibilità.

Il packaging è ritenuto oggi il primo fattore di sostenibilità su cui viene valutato un brand.

Secondo gli italiani, un’azienda per essere considerata rispettosa dell’ambiente deve Utilizzare materiali da imballaggio eco-sostenibili (41%), Ridurre al minimo gli scarti di produzione (39%), Ridurre l’imballaggio dei prodotti (34%), Essere molto efficiente riducendo gli sprechi di materiale (33%)” commenta Diego Persali direttore Divisione Marketing Understanding Ipsos.

Il nuovo cittadino-consumatore è pronto ad agire anche in prima persona quando l’imballaggio non è eco-sostenibile. Il 53% degli italiani dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati, il 48% di fare riutilizzo degli articoli monouso, il 41% di smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili e il 24% di smettere di andare nei negozi che usano molti imballaggi non riciclabili.

Il #plasticfree sarà quindi la tendenza di mercato del futuro… per forza di cose: ce lo impone la situazione ambientale!

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Le zanzare “dolci” non pungono più

zanzare zucchero

Che fossero le zanzare femmine a pungere si sapeva. E si diceva anche che in quel modo nutrissero le uova. Ma se si nutrono di dolce dello zucchero non pungono più. Lo afferma una ricerca coordinata da Paolo Gabrieli, ora al Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano.

Questa mostra, infatti, che se le zanzare si nutrono di zucchero, non pungono più. Il dato è alquanto interessante: ridurre il numero di punture delle zanzare non solo ci solleverebbe da un fastidioso problema ma ridurrebbe la trasmissione di numerose malattie, come malaria, la febbre Dengue e Zika, che ogni anno provocano 700.000 morti nel mondo, con miliardi di persone che vivono a rischio di contrarre queste malattie mortali ogni giorno.

La ricerca, condotta da Gabrieli quando era ancora al Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Pavia, si è basata sullo studio della zanzara tigre Aedes albopictus, una specie aliena in Italia e in Europa diffusasi a partire dagli anni ’90.

E attraverso questa si è potuto dimostrare che nei primi giorni dopo aver ingerito delle soluzioni di zucchero, un alimento che in natura gli insetti trovano nel nettare delle piante e che usano per vivere e volare, le zanzare non cercano di pungere l’uomo.

Lo zucchero induce un accumulo di molte riserve di grasso e zuccheri nelle zanzare e induce una vasta regolazione trascrizionale di molti geni, inclusi quelli coinvolti nella sintesi delle sostanze proteiche accumulate nelle uova (vitellogenine).

Il fatto che questi geni venissero regolati ci è sembrato subito molto intrigante, perché si sa che questi stessi geni vengono espressi ad altissimi livelli dopo che le zanzare hanno ingerito il sangue e che le proteine codificate servono per la formazione delle uova” dice Jessica Dittmer, primo autore dello studio.

Sopprimendo l’espressione di questi geni in vivo con tecniche di biologia molecolare dell’RNA interference, gli autori sono stati in grado di dimostrare che l’espressione di almeno uno di questi geni delle vitellogenine regola effettivamente lo stimolo a pungere nelle zanzare.

Questo apre nuove interessanti prospettive, sia dal punto di vista evolutivo e biologico, sia per il controllo delle zanzare. Era già stato dimostrato che le l’espressione delle vitellogenine controlla il comportamento in insetti sociali, come api e formiche, ma si pensava che questo fosse legato alla socialità di queste specie” spiega Paolo Gabrieli, corresponding author “Se consideriamo che conosciamo bene come controllare l’espressione di questi geni anche con insetticidi oggi già presenti sul mercato, potete immaginare che saremmo in grado, implementando le giuste strategie, di ridurre la voglia delle zanzare di pungerci” conclude.

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