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Scontro tra Europa e Cina per la produzione solare

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

I produttori di energia solare europei hanno dato vita a EU ProSun, iniziativa politica che mira a contrastare le pratiche commerciali cinesi, molto aggressive in termini di costi dei prodotti esportati in Europa.

EU ProSun è composto da più di 20 compagnie europee che rappresentano la maggioranza della produzione industriale solare dell’Unione Europea. Il motivo della protesta è legato sia alla vendita illegale in Europa di moduli fotovoltaici sottocosto da parte delle aziende cinesi, sia della pratica del governo cinese di concedere alle sue aziende sovvenzioni non permesse.

Anche il governo degli Stati Uniti ha determinato che almeno 12 categorie di sovvenzioni della Cina per i suoi produttori solari erano illegali e che gli esportatori cinesi hanno esportato sottocosto cellule solari negli Stati Uniti ai margini tra il 30% e il 250%.

Il sistema produttico dell’industria fotovoltaica è estremamente delicato. Uno studio recente di AT Kearney ha mostrato che i prezzi del sistema dell’energia solare potrebbero abbassarsi del 50% in Europa entro il 2020.

Negli ultimi 20 anni, il prezzo dei moduli fotovoltaici è diminuito di oltre il 20% ogni volta che il volume degli stessi è raddoppiato. Mentre il prezzo delle installazioni solare continua a diminuire sostenibilmente, EU ProSun si aspetta che la domanda e i lavori di installazione locali aumentino di conseguenza.

Milan Nitzschke, presidente di EU ProSun ha commentato: “Crediamo fortemente nel futuro solare dell’Europa. Perciò, questa settimana abbiamo richiesto ufficialmente che la Commissione Europea investighi sulle pratiche sleali della concorrenza da parte di produttori di energia solare cinesi. Le compagnie cinesi hanno conquistato più dell’80% del mercato dell’Unione Europea per prodotti solari partendo virtualmente da zero pochi anni fa. I produttori dell’Unione Europea possiedono le migliori tecnologie solari del mondo ma vengono battuti nel proprio mercato per via dell’esportazione sottocosto illegale dei prodotti solari cinesi. L’industria europea non vuole aumentare i prezzi, ma piuttosto fermare l’attuale corsa dannosa verso il fondo”.

Dello stesso avviso anche il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), l’associazione che raccoglie oltre l’80% dei produttori italiani di celle e moduli fotovoltaici.

Secondo Alessandro Cremonesi, presidente IFI “la richiesta avanzata alla Commissione Europea per l’apertura di un’indagine anti-dumping è stata nell’ultimo anno fortemente sostenuta dalla nostra Associazione, con l’obiettivo di porre fine alla continua usurpazione del mercato da parte di moduli cinesi offerti a prezzi di dumping”.

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