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Sostenibilità, una scelta di vita ormai imprescindibile

sostenibilitàLa sostenibilità è ormai una strategia imprescindibile. Deve far parte della nostra vita di tutti i giorni: meno sprechi, più efficienza. Più rispetto per l’ambiente, più salvaguardia per la nostra civiltà.

Per ogni comparto della nostra esistenza, per ogni stagione della nostra vita troviamo delle parole chiave legate allo stile di vita sostenibile. A casa come sul lavoro. Nel tempo libero. Per scegliere il proprio percorso di studi. Per cambiare professione.

Green Planner Magazine (così come il compendio annuale che si acquista online o nelle migliori librerie) seleziona e approfondisce ogni giorno le news più interessanti che possono fornire un esempio pratico. Da replicare. Per le buone pratiche non si devono sempre inventare ex novo, ma si possono prendere da esempio.

Le schede informative sui vari aspetti della sostenibilità

In questa sezione del nostro magazine vi spiegheremo via via le parole chiave legate alla sostenibilità. Un glossario ragionato. Un almanacco progettuale. Un punto di partenza per approfondire le tematiche legate alle tecnologie e ai progetti green:

Ma a che punto è l’Italia sulla strada della sostenibilità? Per rispondere a questa domanda ci dà una mano l’Istat. Che ogni anno scatta una fotografia sul nostro benessere sostenibile rispetto all’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’Italia

Questa come è ormai noto è costituita da 17 obiettivi finalizzati all’eliminazione della povertà, alla protezione del pianeta e al raggiungimento di una prosperità diffusa. Gli obiettivi fanno riferimento a diversi domini dello sviluppo sociale ed economico e vengono affrontati attraverso un approccio integrato, finalizzato a realizzare un progresso sostenibile.

sustainable goals - sostenibilità
ecco la tabella con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dalle Nazioni Unite

Ecco dunque la riflessione sulla sostenibilità pubblicata dall’Istat con luci e ombre.

Il quadro sintetico degli andamenti tendenziali dell’ultimo decennio indica progressi con riferimento agli obiettivi Istruzione di qualità (Goal 4), Parità di genere (Goal 5), Industria, innovazione e infrastrutture (Goal 9), Consumo e produzione (Goal 12), Energia sostenibile (Goal 7), Giustizia e istituzioni (Goal 16).

L’effetto della crisi economica è evidente dall’analisi dei dati riferiti al periodo 2007-2012, con indicatori che peggiorano per i Goal 1 (Povertà), 8 (Lavoro), 11 (Città), 2 (Cibo e agricoltura), 14 (Mare). Nel quinquennio più vicino (dal 2012 al 2017) emerge un quadro di moderato progresso.

Lievi miglioramenti si riscontrano per i Goal 2 (Cibo e agricoltura), 4 (Istruzione), 5 (Parità di genere), 7 (Energia sostenibile), 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) e 12 (Consumo e produzione). In peggioramento i Goal 3 (Salute), 11 (Città), e 15 (Terra).

In questa edizione del Rapporto viene presentata anche una valutazione complessiva dei livelli di sviluppo sostenibile nelle Regioni, ricavata dalla distribuzione dei quintili degli indicatori dell’ultimo anno disponibile. Ciò consente un’efficace rappresentazione sintetica delle posizioni regionali rispetto ai 5 gruppi, il primo caratterizzato dalla situazione più critica, l’ultimo da quella relativamente più favorevole.

La geografia dello sviluppo sostenibile che ne deriva non si differenzia molto dall’usuale ripartizione del territorio italiano che vede il Nord in una situazione prevalentemente più favorevole rispetto al resto del Paese.

Tra le aree dove la situazione descritta dagli indicatori SDGs è più avanzata emergono le Province autonome di Trento e Bolzano, la Valle d’Aosta, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna.

Se si considera anche il profilo medio alto, a queste regioni si aggiungono Toscana e Piemonte. La più alta concentrazione di indicatori nell’area di difficoltà si riscontra in Sicilia, Calabria e Campania. Il Lazio sembra più simile all’Abruzzo che alle altre regioni della ripartizione centrale.

Ulteriori aspetti di tale geografia emergono dall’analisi dei gruppi effettuata considerando singolarmente i Goal ai livelli territoriali più disaggregati. Da questo punto di vista, si rilevano, per esempio, elementi di problematicità anche in Liguria, Valle d’Aosta e Piemonte con riferimento al Goal 1 (Povertà), oppure a Bolzano, con Sicilia e Campania, per il Goal 3 (Salute).

Trento, Friuli e Lombardia mostrano situazioni più favorevoli per il Goal 4 (Istruzione), mentre Campania, Puglia, Calabria e Sicilia risultano penalizzate. Una quota piuttosto bassa di indicatori a elevata performance contraddistingue le regioni del Mezzogiorno con riferimento ai Goal 9 (Industria, innovazione e infrastrutture), Goal 8 (Lavoro e crescita), Goal 10 (Disuguaglianze), Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni), Goal 17 e Goal 6 (Acqua).

Per il Goal 9 si evidenziano risultati più favorevoli per Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Per il Goal 6 si manifestano problematicità in Calabria e Sicilia. La polarità Nord-Sud si manifesta in misura inferiore per il Goal 2 (Cibo e agricoltura), il Goal 5 (Parità di genere), il Goal 7 (Energia), il Goal 11 (Città), il Goal 12 (Produzione e consumo) e i Goal 13 (Clima), 14 (Mare) e 15 (Terra) esaminati insieme.