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Dove si coltivano le biotecnologie ambientali in Italia

In questa pagina pubblichiamo il resoconto, i video degli interventi e gli atti del convegno svoltosi il 21 febbraio – organizzato da Edizioni Green Planner a Milano Rho Fiera, nella cornice di MyPlant&Garden – dal titolo Dove si coltivano le biotecnologie ambientali in Italia.

Dove si coltivano le biotecnologie ambientali

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Tutte le immagini fotografiche scattate durante il convegno sono disponibili in questa pagina.

Atti e interventi del convegno Dove si coltivano le biotecnologie ambientali

Il convegno, moderato da M. Cristina Ceresa direttore responsabile di Green Planner, ha evidenziato il percorso che si snoda dai laboratori di ricerca e dalle Università ai progettisti, fino alle applicazioni nell’industria.

Grandi opportunità ma anche problematiche da affrontare nei vari passaggi per arrivare a proporre prodotti nuovi che rispondano alla domanda di consumatori sempre più consapevoli.

Il convegno Dove si coltivano le biotecnologie ambientali in Italia ha proposto alcune ricerche del settore tra le più interessanti del momento In tema di riutilizzo degli scarti agro-alimentari.

Tra questi gli interventi di Davide Ederle e di Maurizio Bettiga dell’Anbi (qui la presentazione), l’associazione biotecnologi italiani, che hanno illustrato i dati di mercato e le prospettive del settore.

Anna Maria Ranieri (qui la sua presentazione), dell’Università di Pisa, da qualche anno sta portando avanti una ricerca sul riciclo degli scarti agro-industriali per creare rivestimenti edibili (edible coating) derivati dal chitosano che si ottiene dal carapace dei crostacei o dai funghi e dal collagene scartato dall’industria farmaceutica.

Queste pellicole trasparenti e commestibili che possono essere rimosse con l’acqua consentono di prolungare la conservazione di frutta e verdura, limitare la contaminazione batterica e mantenere elevata la qualità.

Quanto inquinano le microplastiche rilasciate per esempio da una tavola da surf o da uno snowboard? Ha risposto Nicoletta Ravasio del CNR (qui la sua presentazione) che sta studiando una plastica rinforzata con fibra vegetale derivata dall’olio di canapa, nell’ambito di una ricerca sulla produzione di bio-plastiche per sostituire i derivati dal petrolio con derivati vegetali.

Con le fibre vegetali si ottengono materiali eco-sostenibili molto resistenti e di lunga durata utilizzati per esempio nell’industria automobilistica, nella produzione di complementi d’arredo, in aeronautica, in bio-edilizia. Queste bio-plastiche hanno anche il vantaggio di essere rigranulabili a fine vita.

Lanfranco Masotti, presidente del Consorzio Italbiotec, ha parlato di geocalizzazione dei Centri di Ricerca.

Bianca Colombo (qui la sua presentazione), Gruppo Riciclo Università degli Studi di Milano, Elisa Casaletta (qui la sua presentazione), Agromatrici, Ilaria Re (qui la sua presentazione) e Diego Bosco (qui la sua presentazione), Consorzio Italbiotec hanno illustrato l’esperienza di PHA Star, Cowboy e Rainbow ricerche finanziate da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia per la creazione di bio-prodotti completamente biodegradabili ed eco-sostenibili (complementi d’arredo, sacchetti e oggetti di uso comune) a partire dai rifiuti urbani e dagli scarti agroalimentari.

Bianca Colombo

Elisa Casaletta

Ilaria Re

Diego Bosco

Davide Perini, Novamont

Davide Perini di Novamont ha parlato agli studenti presenti presso il CNR il 22 febbraio di Circular economy chiama, le biotecnologie rispondono (qui la presentazione).

Scaricate le immagini scattate durante il convegno Dove si coltivano le biotecnologie ambientali in Italia

Qui sotto – nel caso abbiate partecipato al convegno – trovate il form con cui richiedere le fotografie che vi sono state scattate durante il convegno, grazie a neubau eyewear e alla tecnologia Pic2go.