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30 anni di bonifiche di aree industriali in un libro

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

presentazione libro bonificheIl suolo è una risorsa limitata, abbiamo il dovere di preservarlo e proteggerlo, e in Alto Adige è stato fatto tutto il possibile.

Con queste parole l’assessore all’ambiente della Provincia di Bolzano, Richard Theiner, ha introdotto la presentazione di un libro che ripercorre le opere di bonifica delle aree industriali, per le quali sono stati investiti oltre 100 milioni di euro.

L’autore del libro è Renato Palaia, ex direttore dell’Ufficio provinciale infrastrutture, ruolo che gli ha consentito di coordinare le bonifiche delle aree industriali di Bolzano Sud e di Merano-Sinigo.

Alla presentazione del volume pubblicato dall’Agenzia provinciale per l’ambiente, svoltasi presso il padiglione Alumix di Bolzano, era presente anche il direttore dell’Ufficio provinciale gestione rifiuti, Giulio Angelucci.

“L’obiettivo di questa pubblicazione” ha sottolineato Angelucci “è quello di presentare la tematica in maniera chiara e semplice, rivolgendosi non solo agli esperti del settore, ma anche ai normali cittadini. Le bonifiche concluse in quegli anni sono spesso poco conosciute, ma sono in realtà di enorme importanza per il nostro territorio”.

Gli interventi descritti nel libro riguardano le aree industriali Aluminia 1, 2 e 3 (Alumix) e l’ex area dell’azienda Magnesio che in futuro ospiterà il Parco tecnologico (ex Alcoa 1), ma non solo. Trova ampio spazio, infatti, anche la bonifica della discarica di Castelfirmiano: aperta agli inizi degli anni ’50 per ospitare i rifiuti provenienti dalla sponda orografica sinistra del fiume Isarco, la discarica è stata poi utilizzata anche come deposito per i materiali di scarto delle produzioni industrali, e dal 1982 l’Agenzia per l’ambiente ha avviato le opere di bonifica e di messa in sicurezza. Per quanto riguarda Merano, invece, vengono raccontate la bonifiche della zona produttiva di Sinigo, della MEMC e della discarica della Valsura.

“Grazie alle bonifiche degli ex insediamenti industriali” ha aggiunto l’assessore Theiner “è stato possibile riconvertire i terreni in nuove aree adatte a ospitare imprese e aziende. Gli interventi effettuati sui singoli areali industriali, inoltre, hanno fatto sì che la presenza di sostanze inquinanti all’interno delle risorse idriche venisse drasticamente abbattuta a partire dal 1985, e che la qualità dell’acqua migliorasse in maniera sensibile”.

In totale gli interventi di bonifica sono costati in questi anni 102 milioni di euro, 10 dei quali solo per l’area del nuovo termovalorizzatore di Bolzano.

“Si tratta del prezzo da pagare per non lasciare ai nostri figli un territorio compromesso dal punto di vista ambientale” ha sottolineato Giulio Angelucci.

Nel suo intervento, invece, Renato Palaia ha tracciato un excursus dell’industrializzazione altoatesina, nata a cavallo delle due guerre mondiali.

“All’epoca era consuetudine interrare scarti, olii e rifiuti di ogni genere nelle zone immediatamente adiacenti alle fabbriche” ha spiegato Palaia “e l’attività industriale, combinata con la scarsa consapevolezza ambientale, fece sì che i terreni venissero seriamente compromesi da metalli pesanti”.

Quando le grandi industrie come Magnesio e Alumix, tra gli anni ’70 e gli anni ’90, furono costrette a chiudere i battenti a causa della insostenibile concorrenza delle fabbriche straniere, la Giunta provinciale decise di acquistare tutti i terreni e trasformarli in zone di insediamento produttivo di interesse provinciale. Il nuovo proprietario delle aree, ovvero la Provincia di Bolzano, si fece dunque carico delle complesse opere di bonifica.

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