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Mobilità sostenibile: l’ultima novità è la Panda elettrica

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020

reborn-panda-elettrica-2Con la Panda elettrica si ampliano le soluzioni per la mobilità sostenibile che adesso dona una seconda vita alle vecchie auto.

Adottare una delle soluzioni per la mobilità sostenibile significa non solo offrire il proprio contributo alla tutela dell’ambiente e delle sue risorse, ma poter anche accedere a delle agevolazioni statali e regionali.

Per le auto elettriche sono previsti infatti dei tagli sia sul bollo sia sul costo delle polizze assicurative.

Un’iniziativa quest’ultima mirata a incrementare le vendite che in Italia continuano a registrare valori inferiori rispetto alla media europea. In questi casi accedere al comparatore SuperMoney e valutare i suoi servizi per l’assicurazione auto, potrebbe essere un valido modo per individuare rapidamente nuove soluzioni assicurative per i veicoli elettrici.

L’ultima novità in materia di mobilità green si chiama Reborn ed è il prototipo della Panda che ritorna sul mercato con un motore elettrico. L’iniziativa arriva da due artigiani di Vicenza e Treviso che hanno deciso di dare una seconda vita al vecchio mezzo, sostituendo il vecchio motore fuso con uno nuovo ma elettrico.

Il prototipo è stato già sperimentato con successo a Milano, percorrendo oltre diecimila chilometri in un anno. I due autori del progetto sono certi che un intervento del genere potrebbe essere fatto anche su modelli di auto, magari con 300mila chilometri o con il motore fuso. In questi casi bisognerebbe però creare una rete di officine convenzionate e dotarle di un apposito kit d’intervento.

La Panda elettrica è il frutto di una lunga serie di prove ed interventi che hanno poi permesso di arrivare a una versione finale. La Panda elettrica è dotata di un motore elettrico da 30 kw e un inverter necessario per trasformare in alternata la corrente continua delle batterie, regolare la velocità con la frequenza e recuperare l’energia in frenata.

I freni, la frizione, e perfino i finestrini elettrici sono rimasti gli stessi. L’unico elemento nuovo sono le batterie a litio che garantiscono un’autonomia per otto ore con la possibilità di ricaricarsi sia tramite la presa domestica sia con apposita colonnina.

Tra le note critiche rientrano il prezzo e la questione dell’omologazione. Infatti, trattandosi di un prototipo, l’auto elettrica risulta non omologata, un limite che caratterizza il mercato italiano rispetto a quello della Germania e Spagna, dove questi tipi di veicoli possono circolare tranquillamente.

L’iter per il processo di omologazione è già partito, ma bisognerà attendere il parere del governo italiano e delle istituzioni europee. Seconda nota dolente è il prezzo. L’idea dei due artigiani si aggira attorno ai 10mila euro ma propone anche la creazione di una rete nazionale di artigiani specializzati e dotati di un kit adattabile a ogni tipo di utilitaria. Ma in questo caso bisognerà attendere il responso delle istituzioni.

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