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Agricoltura biologica cresce grazie a e-commerce e esportazioni

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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Foto di anncapictures da Pixabay

cresce biologico - agricoltura biologicaÈ in buona salute l’agricoltura biologica in Italia, che negli ultimi anni riprende e crescere nonostante una certa stasi dei consumi interni.

Crescono infatti a livello globale i consumi di prodotti biologici e l’Italia, con la sua vocazione all’esportazione, continua a incrementare la sua superficie coltivata a biologico, ponendosi tra i paesi leader a livello mondiale.

Questo è quando emerge dal recente rapporto Confagricoltura sull’agricoltura biologica in Italia, che profila anche l’identikit dell’imprenditore agricolo bio: più giovane, istruito, informatizzato e che utilizza più canali di vendita, compreso l’e-commerce.

L’agricoltura biologica in Italia ha mostrato un certo dinamismo negli ultimi 15 anni. I dati elaborati dal Centro Studi Confagricoltura mostrano infatti che dal 2000 al 2014 ci sono stati diversi cambiamenti tra le imprese bio: i produttori sono diminuiti del 14,5% (passando da 49.790 a 42.546) mentre i produttori/preparatori sono più che quadruplicati, registrando un +459% (da 1.330 a 6.104).

Le aziende agricole biologiche si stanno sempre più specializzando: diminuiscono quindi le imprese che si limitano alla sola produzione, mentre crescono fortemente quelle che trasformano anche i propri prodotti. Questa evoluzione in atto conferma il dinamismo del comparto bio, il cui sviluppo è confermato dall’aumento della superficie agricola utilizzata (SAU) nel biologico, quasi raddoppiata dal 2000 al 2014.

La crescita della superficie legata al biologico in Italia non è tuttavia legata a un aumento dei consumi interni di prodotti bio: gli italiani non sono infatti al momento grandi consumatori di cibi biologici, visto che il nostro consumo pro capite è fermo a 35 euro all’anno. Siamo al dodicesimo posto in Europa, con Svizzera, Danimarca e Svezia sul podio, con una spesa pro capite rispettivamente di 221, 162 e 145 euro all’anno.

Cresce il biologico grazie all’export

La crescita del biologico in Italia è quindi legata in particolar modo all’export, settore in cui siamo primi al mondo per valore delle merci esportate. Ci seguono a distanza Olanda, Spagna, Stati Uniti e Francia. In soli sette anni, dal 2007 al 2014, il valore dell’export bio è quasi raddoppiato, passando da 750 a 1420 milioni di euro.

Si tratta di un primato, questo, che le nostre imprese possono ulteriormente consolidare. In primo luogo, ci sono centinaia di migliaia di ettari di terreno che sono in fase di conversione a biologico, per cui la SAU bio è destinata ad aumentare, consolidando il nostro secondo posto in Europa.

Poi ci sono altri aspetti da considerare, come per esempio la possibilità che le imprese agricole hanno oggi di esportare grazie all’e-commerce e alle spedizioni economiche.

Agricoltura biologica ed e-commerce

Il rapporto di Confagricoltura mostra infatti che mediamente gli imprenditori agricoli biologici sono mediamente più giovani, informatizzati e usano maggiormente canali di vendita come l’e-commerce. Anche le piccole imprese agricole biologiche possono oggi esportare grazie alla facilità con cui è possibile creare un e-commerce e migliorare la propria logistica interna.

Soluzioni economiche e web based come Packlink PRO consentono per esempio di automatizzare la gestione degli ordini e di scegliere la tariffa di spedizione più economica o più rapida per quello specifico pacco, tra quelle di corrieri come UPS, Poste Italiane, TNT, Bartolini e SDA, con cui effettuare spedizioni a basso costo anche all’estero. Una soluzione, questa, che si integra sia con piattaforme e-commerce come Prestashop e Magento, sia con marketplace per la vendita online come eBay.

Esportare per chi ha prodotti bio d’eccellenza, anche se di nicchia e con produzioni limitate, è quindi molto più facile che in passato grazie alle numerosi soluzioni web per l’e-commerce e le spedizioni economiche adatte anche alla piccola impresa.

E i dati riportati nel rapporto Confagricoltura confermano infatti che l’e-commerce, già nel 2010, era scelto dal 5,8% delle aziende agricole biologiche, contro lo 0,7% del totale delle aziende agricole (convenzionali+bio).

Le aziende italiane bio, infine, tendono a diversificare maggiormente la propria attività: non solo come abbiamo già visto con l’e-commerce, ma anche con la vendita diretta (in azienda e fuori azienda) con la vendita a commercianti e con attività connesse come l’agriturismo, le fattorie didattiche e la trasformazione dei prodotti. Insomma, le aziende bio investono maggiormente in soluzioni imprenditoriali che pongono il nostro paese al primo posto nell’esportazione di prodotti bio.

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