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Conclusa la bonifica della centrale di Caorso

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020

Sono terminati nella centrale nucleare di Caorso (Piacenza) i lavori di smantellamento e di decontaminazione di altre 6.500 tonnellate di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina. Durante i lavori sono state effettuate oltre 77.000 misure radiologiche sui materiali smantellati.

Questa attività completa lo smantellamento dei componenti dell’edificio turbina, dopo la rimozione delle turbine e del turbo-alternatore. A Caorso, complessivamente sono state finora smantellate, decontaminate e allontanate dal sito circa 9.400 tonnellate di sistemi e di componenti metallici, il 62% del metallo originariamente presente.

Si tratta del più grande intervento di bonifica di materiale contaminato realizzato in Italia da Sogin, la Società di Stato che si occupa della bonifica ambientale dei siti nucleari e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalle attività medico-ospedaliere, industriali e di ricerca. Le attività hanno consentito di riciclare il 98% del metallo derivante dallo smantellamento.

Tutte le operazioni di bonifica, supervisionate dall’Ispra e dall’Arpa Emilia Romagna, si sono svolte in sicurezza e nel rispetto delle procedure radio protezionistiche, per garantire la tutela dei lavoratori e dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.

“La complessità di questo lavoro” ha dichiarato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin “ha richiesto la programmazione e lo svolgimento ordinato di ogni intervento. In particolare, abbiamo realizzato la stazione gestione materiali che servirà, ottenuta l’istanza finale di disattivazione, per lo smantellamento e la decontaminazione dell’edificio reattore. Per terminare la bonifica dei siti nucleari, la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese sono previste attività per 5 miliardi di euro e circa 2,5 miliardi per la realizzazione del Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi”.

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