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Terremoto in Emilia: primi accenni di ricostruzione

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Foto di anncapictures da Pixabay

Dopo la terribile esperienza del terremoto che ha flagellato il territorio emiliano mettendone in ginocchio infrastutture e popolazione cominciano a vedersi i primi accenni di ricostruzione.

Questo sabato, 17 novembre, a Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna e Commissario Straordinario per la Ricostruzione, spetterà infatti il taglio del nastro del nuovo Polo Scolastico Garibaldi/Sassi, uno dei tre edifici scolastici realizzati a Soliera, in provincia di Modena, nell’ambito della ricostruzione post-terremoto.

Dopo il sisma dello scorso maggio, la Regione Emilia Romagna aveva indetto una gara per la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei – per un totale di 600 aule – nelle province terremotate.

Questi edifici accolgono i bambini delle scuole che non sono riparabili in tempi brevi perché gravemente danneggiate e quindi lungamente inagibili.

A Rubner, azienda altoatesina che opera nella bioedilizia antisismica in legno, è stato assegnato l’incarico di edificare la scuola primaria Garibaldi, attiva dall’11 ottobre, realizzata in sintonia da due aziende del Gruppo Rubner: Rubner Objektbau, general contractor esperto nella progettazione e costruzione delle commesse più complesse (centri di formazione, scuole, università, edifici pubblici, industriali, commerciali, palazzine per uffici, strutture alberghiere e grandi opere edili) e Rubner Haus, specializzata in edilizia residenziale.

Il fabbricato è composto da 14 aule didattiche, biblioteca, un’aula speciale, refettorio e servizi igienici. Il progetto è stato finalizzato alla costruzione di un complesso scolastico di nuova concezione, realizzato con strutture in legno con la tecnica costruttiva della prefabbricazione a telaio, per la possibilità offerta dal sistema di ridurre gli spessori delle pareti (con un miglior coefficiente termico) dando la possibilità di più ampi spazi vivibili.

Le pareti divisorie tra le aule e i vari locali sono completamente scevre dalla portanza dell’edificio per consentire la realizzazione di open space o addirittura di vani unici su tutta la lunghezza della scuola.

Sono stati inoltre impiegati sistemi di recupero delle fonti energetiche rinnovabili naturali, senza trascurare tutti gli accorgimenti tecnico costruttivi atti al risparmio energetico e alla conservazione, gestione e manutenzione nel tempo dell’immobile scolastico e adattabili alle future esigenze didattiche o organizzative di ri-funzionalizzazione.

Questo consente di limitare al massimo la futura manutenzione e aumentare la durabilità dell’edificio, riducendo al minimo i costi di gestione.

Il Gruppo Rubner è già stata coinvolto nella ricostruzione in regioni colpite da terremoti come il Friuli, l’Irpinia, l’Umbria e più recentemente l’Abruzzo dove, nel 2009, ha svolto un’intensa attività consegnando, in tempi ridotti, importanti edifici pubblici e residenziali.

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