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Agricoltura biologica: il 2015 è l’anno decisivo

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
agricoltura biologica

agricoltura biologicaIl 2015 rappresenta un’occasione unica per la definitiva affermazione dell’agricoltura biologica in Italia. Nessun segmento più del bio è coerente con i grandi obiettivi di Expo 2015 Nutrire il Pianeta Energia per la Vita, poiché è in grado di realizzare il nuovo paradigma dell’eco-intensificazione.

Vale a dire ottenere produzioni più elevate sullo stesso terreno, ma sulla base di processi ecologici e non su input industriali.

È quanto afferma Anabio-Cia, cogliendo l’occasione del prossimo Tavolo sull’agricoltura biologica, che si terrà al Mipaaf, per lanciare un Memorandum ad hoc per l’ulteriore sviluppo del settore.

Secondo Anabio, infatti, a fronte di un positivo contesto di mercato (+17% nel corso dell’ultimo anno e un fatturato di 3,1 miliardi di euro tra consumi interni ed export), gli imprenditori bio si trovano ancora di fronte a tre diverse barriere: economiche, con l’insufficiente reddito derivante dall’attività agricola; di mercato, con la bassa disponibilità del bene terra, il costo del lavoro elevato e poco flessibile, la forte difficoltà di accesso al credito, la complessità burocratica; informative e culturali, con la cronica carenza del sistema della conoscenza.

Per questo Anabio-Cia ha elaborato il Memorandum #2015:AgricolturaBiologica2.0 quale strumento di comunicazione concisa e diretta per riassumere i punti decisivi per la crescita ulteriore del segmento e della relativa filiera agroalimentare.

Più in dettaglio, con il Memorandum Anabio chiede di approvare un nuovo Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica che recepisca i contenuti delle Linee Guida approvate dal Consiglio dei ministri agricoli dell’Ue e le dinamiche del mercato dei prodotti biologici; assegnare adeguate risorse finanziarie alla Misura Agricoltura Biologica dei Piani di sviluppo rurale 2014-2020; rideterminare i pagamenti per la nuova Misura Agricoltura Biologica dei Psr sommando alla compensazione del mancato reddito, i servizi d’interesse collettivo (esternalità positive) forniti dalle aziende biologiche; riformare il Sistema di Certificazione favorendo l’affermazione della normativa europea e di accreditamento di riferimento, individuando ruoli e poteri dell’Autorità competente nazionale e dell’Ente unico di accreditamento; potenziare il Piano Nazionale Sementiero per l’Agricoltura Biologica (PNSB) in modo che si possa garantire la sempre più ampia disponibilità di materiale di riproduzione biologica; favorire la nascita di nuovi Bio-distretti italiani soprattutto nelle regioni ove non sono attualmente presenti; realizzare la semplificazione amministrativa producendo un testo unico e realizzare l’unificazione dei controlli di competenza regionale; utilizzare al meglio il Programma Horizon 2020 come leva strategica per una produzione agroalimentare biologica che utilizzi in maniera sempre più efficace le risorse naturali disponibili nell’interesse generale della società e soprattutto a garanzia delle generazioni; approvare una legge per la Difesa del suolo e dell’agricoltura dalla cementificazione; estendere la banda larga in tutte le aree rurali per annullare il digital divide rispetto alle aree urbane.

Il Memorandum non avanza solo proposte settoriali, ma di sistema, sottolinea l’associazione biologica della Cia. Tali richieste dimostrano quanto il Paese abbia bisogno di interventi di cambiamento robusti e incisivi per aumentare la competitività del sistema delle imprese italiane, la qualità delle produzioni, la soddisfazione delle esigenze del mercato più avanzate.

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