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Climate Survey 2023: cambiamenti climatici, rischi e opportunità degli investimenti

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Immagine da Depositphotos

Giunto alla sua terza edizione, il Climate Survey di Robeco, realizzato da Coredata Search, rappresenta l’appuntamento annuale per gli investitori impegnati ad affrontare i rischi e le opportunità di investimento legati al cambiamento climatico.

L’indagine, realizzata nel mese di gennaio di quest’anno, ha visto la partecipazione di circa 200 dei maggior investitori istituzionali (in particolare fondi pensione e compagnie assicurative) e di 100 wholesale (soprattutto banche private, trust e mediatori) a livello mondiale, in rappresentanza di circa 27.400 miliardi di dollari di masse di gestione.

Rispetto all’edizione presentata lo scorso anno, il numero degli investitori impegnati pubblicamente verso il net zero è cresciuto, passando dal 45% del 2022 al 48% del 2023; al momento attuale la sfida principale riguarda la ridefinizione dei portafogli di investimento.

Inoltre, la biodiversità sta diventando un elemento di preoccupazione generale: se due anni fa il 43% degli intervistati non lo considerava un fattore significativo nella definizione delle policy di investimento, oggi il 48% degli investitori lo considera un elemento centrale nelle proprie scelte di investimento; si prevede inoltre che questa percentuale raggiungerà il 66% nei prossimi due anni.

Grazie alla crisi energetica vissuta negli ultimi mesi, alcuni aspetti come la misurazione delle emissioni di Scope 3 (ovvero le emissioni indirette lungo la catena del valore) e la visione prospettica dei percorsi verso il net zero messi in atto dalle aziende diventano rilevanti per le decisioni di investimento (di conseguenza, di disinvestimento) a favore di iniziative più green-addirittura, per il 14% degli investitori che hanno definito obiettivi di tipo zero netto si procederà a un disinvestimento completo dal settore oil&gas nei prossimi mesi per poter mantenere il giusto livello di coerenza nei confronti della propria visione sul cambiamento climatico, mentre per il 23% questo processo avverrà nell’arco dei prossimi due anni.

Allo stesso tempo, la crisi energetica ha messo in luce l’importanza delle fonti rinnovabili che, secondo il 51% dei partecipanti alla survey, vanno sostenute attivamente attraverso capitali di investimento dedicati.

Nella realtà dei fatti, però, solo il 30% ha accelerato la decarbonizzazione dei propri portafogli, per poter continuare a offrire il livello di rendimenti garantito ancora oggi dai settori energetici tradizionali.

Secondo i dati presentati, infatti, in Europa il 38% degli investitori accetta ancora allocare fondi a società del settore petrolifero e del gas nel breve termine; questa percentuale arriva al 48% in Nord America e addirittura al 59% nella regione Apac.

La transizione energetica verso un’economia a basse emissioni di carbonio diventerà, nei prossimi due anni, un fattore importante nelle politiche di investimento; tuttavia nello scenario odierno sconta il rischio di esposizione a volatilità e a variabilità nei rendimenti di breve periodo.

Secondo Lucien Peppelenbos, Climate&Biodiversity Strategist di Robeco, “Il Climate Survey mostra i progressi fatti dagli investitori nell’implementare il proprio impegno per l’azzeramento delle emissioni e nel favorire la biodiversità, mentre la mancanza di competenze e di dati continua a rappresentare un ostacolo“.

Indipendentemente dall’area geografica di appartenenza, gli investitori intervistati sono d’accordo su alcuni punti chiave: la mancanza di dati affidabili, la mancanza di standard di riferimento e le preoccupazioni crescenti relative al fenomeno del greenwashing rappresentano le barriere principali nel portare avanti, con convinzione, gli investimenti finalizzati alla transizione energetica.

Crediti immagine: Depositphotos

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora come consulente e formatore in ambito sistemi di controllo interno, compliance e gestione dei rischi e come coach in ambito life e business coach. Crede nella Sostenibilità come modello imprenditoriale e come generatore di valori condivisi all'interno di un gruppo. Curiosa per natura, nel tempo libero le piace leggere, correre all'aria aperta, praticare pilates e dedicarsi alla degustazione di vini | Linkedin
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