Secondo l’ultimo rapporto previsionale di Dnv, il 2024 potrebbe essere l’anno di picco delle emissioni energetiche – ovvero le emissioni di CO2 generate dalla combustione di carbone, petrolio e gas – che poi si ridurranno del 50% entro il 2050
Secondo il recente Energy Transition Outlook di Dnv – ente indipendente che fornisce servizi di assurance, certificazione, verifica e gestione del rischio a livello globale – ci troviamo all’inizio della discesa delle emissioni inquinanti generate dalle fonti fossili.
Il 2024 sarà l’anno in cui la CO2 emessa per produrre energia utilizzando carbone, gas e petrolio raggiungerà il picco più alto dalla rivoluzione industriale: poi, lentamente, queste emissioni si ridurranno del 50% entro il 2050.
Tuttavia, questo non impedirà al nostro Pianeta di scaldarsi, perché questa discesa non raggiungerà gli obittivi fissati dall’Accordo di Parigi: secondo l’Energy Transition Outlook la Terra si riscalderà di 2,2°C entro la fine del secolo.
Qual è la causa della discesa delle emissioni energetiche
Il dimezzamento al 2050 delle emissioni di Co2 dovute alla produzione da fonti fossili è dovuto principalmente alla forte diminuzione nei costi dell’energia solare e delle batterie.
Infatti, grazie a costi più competitivi rispetto al carbone in molte aree del mondo, lo scorso anno le installazioni solari hanno visto un incremento dell’80%.
Nonostante le sfide legate ai settori industriali hard-to-abate, in difficoltà nell’utilizzare l’idrogeno per abbattere le loro emissioni, e la mancanza di efficienza dei sistemi di cattura e di stoccaggio dell’anidride carbonica (nel 2040 sarà catturato solo il 2% delle emissioni globali e nel 2050 il 6%), il mix energetico si sta spostando dall’attuale 80/20 circa a favore dei combustibili fossili, verso un bilanciamento tra fossili e non fossili entro il 2050.
Nello stesso periodo raddoppierà l’uso dell’elettricità, a fronte di un aumento nella domanda di energia pari a solo il 10%. Un buon segnale per la transizione energetica, che sarà guidata principalmente dal solare fotovoltaico, dall’eolico offshore e dalle batterie.
Serve però più coraggio nelle scelte energetiche dei Paesi, perché, spiega Remi Eriksen, Group president e Ceo di Dnv, si sta registrando un crescente disallineamento tra le priorità geopolitiche ed economiche a breve termine e la necessità di accelerare la transizione energetica.
“Gli evidenti vantaggi delle scelte green dovrebbero dare ai governanti il coraggio non solo di intensificare il loro impegno per le tecnologie rinnovabili, ma anche di affrontare con decisione i settori costosi e difficili da elettrificare” conclude Eriksen.
A questo link trovate l’executive summary di Dnv.
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