Una decisione che farà giurisprudenza: il Parlamento rumeno, dopo due anni di dibattiti, ha approvato il divieto di allevamento di visoni e cincillà per la produzione di pellicce. La Romania diventa così il 22° paese in Europa a farlo
Dopo due anni di dibattiti politici e di una campagna mediatica costante da parte delle associazioni animaliste che si impegnano per la tutela degli animali, il parlamento rumeno ha approvato a grande maggioranza – diventando il 22° paese europeo a farlo – il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce.
Si tratta di un traguardo significativo nella campagna globale di Hsi per porre fine alla crudele pratica di allevare e uccidere animali in nome della moda di indossare pellicce.
Allevare animali per produrre pellicce diverrà quindi illegale in Romania a partire dal 1° gennaio 2027; formalmente, la legislazione deve essere promulgata dal presidente Klaus Iohannis e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore.
Una decisione che va incontro all’opinione dei cittadini rumeni che, secondo un recente sondaggio di Hsi/Europe, per oltre il 67 percento è favorevole a vietare l’allevamento di animali per la produzione di pellicce.
Inoltre, la campagna dell’associazione ambientalista in Romania ha raccolto più di 74.000 firme a favore della chiusura degli allevamenti, che sono state consegnate al Parlamento rumeno.
Il divieto approvato in Romania tiene conto anche dei rischi per l’ambiente e per la salute umana derivanti dall’allevamento di animali per la produzione di pellicce, inclusa la diffusione di malattie zoonotiche.












