È stato presentato al Parlamento europeo il sesto Med & Italian Energy Report che contiene l’analisi approfondita sulla transizione energetica nell’area del Mediterraneo. Il documento mette in luce le sfide geopolitiche, ma anche le opportunità per le fonti rinnovabili e il ruolo strategico del Mediterraneo nella sicurezza energetica europea
Al Parlamento europeo è stato presentato il sesto Med & Italian Energy Report, analisi frutto della collaborazione tra il Centro Studi Srm (collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Energy Center Lab del Politecnico di Torino, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e il supporto della Fondazione Matching Energies.
Il rapporto, intitolato La transizione energetica nel Mediterraneo tra sostenibilità e sicurezza: un approccio dinamico di think-tanking, analizza le dinamiche energetiche e climatiche dell’area mediterranea, crocevia strategico per le forniture e lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Il lavoro svolto offre strumenti analitici per comprendere le sfide e le opportunità offerte dalla transizione energetica, con un focus particolare sulle implicazioni geopolitiche e sulla necessità di integrare sostenibilità e sicurezza energetica.
I punti salienti del rapporto: dal ruolo del Mediterraneo alle fonti rinnovabili
Il report del Politecnico di Torino affronta vari temi di interesse strategico per il nostro Continente e per l’area mediterranea.
Geopolitica e sicurezza energetica nel Mediterraneo
L’analisi sottolinea come le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso abbiano un impatto diretto sui flussi energetici del Mediterraneo, in particolare per quanto riguarda le forniture di greggio e gas naturale liquefatto (Gnl).
L’importanza della sponda meridionale del Mediterraneo è cresciuta notevolmente, soprattutto dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino. Questa regione si conferma una risorsa fondamentale per la diversificazione delle forniture energetiche dell’Unione europea.
Le energie rinnovabili come opportunità di dialogo
Il rapporto dedica ampio spazio al potenziale delle fonti rinnovabili, sottolineando come queste possano fungere da ponte per un dialogo più stretto tra i paesi mediterranei.
L’espansione delle energie pulite rappresenta non solo una risposta alla crisi climatica, ma anche una leva strategica per rafforzare la cooperazione regionale.
Il ruolo strategico dei porti e del trasporto marittimo
Un focus particolare è stato dedicato ai porti del Mediterraneo, che si confermano snodi cruciali per il commercio energetico globale. Tra i principali terminal energetici e chokepoint evidenziati, figurano il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra, veri e propri punti nevralgici per la logistica energetica.
La dipendenza energetica dell’Europa
Un dato allarmante emerge dal rapporto: l’Unione europea dipende per il 58,3% del suo fabbisogno energetico dalle importazioni, una percentuale ben superiore a quella della Cina (20%) e degli Stati Uniti, che sono ormai autosufficienti.
Tuttavia, il mix energetico europeo è in rapida evoluzione: dal 2000 a oggi, il contributo del carbone è sceso dal 32% al 12%, mentre le rinnovabili sono salite dal 15% al 45%.
Si prevede che, entro il 2030, la produzione di energia rinnovabile raddoppierà.
Innovazione e tecnologia: la piattaforma EneMed
Per supportare le analisi, è stata sviluppata la piattaforma interattiva EneMed, uno strumento che utilizza algoritmi avanzati per monitorare i flussi energetici dei paesi euro-mediterranei.
Questa piattaforma consente agli stakeholder di visualizzare dati aggiornati e personalizzare le analisi.
Verso un Mediterraneo protagonista della transizione energetica
Il rapporto evidenzia come il Mediterraneo sia destinato a giocare un ruolo sempre più centrale nella sicurezza energetica europea.
La combinazione di tensioni geopolitiche, necessità di diversificazione delle forniture e potenziale delle energie rinnovabili rende questa regione cruciale per il futuro energetico del continente.
Secondo i ricercatori è fondamentale che l’Europa investa in infrastrutture strategiche, rafforzi le partnership con i paesi del Mediterraneo e acceleri la transizione verso un mix energetico sostenibile.
Solo attraverso una visione integrata di sostenibilità e sicurezza è possibile affrontare le sfide che attendono il sistema energetico europeo nei prossimi anni.












