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Anziani e giovani, una risorsa condivisa: i progetti che uniscono le generazioni

generazioni in dialogo

Secondo dati recenti, presentati al Parlamento europeo, il 74% degli over 65 europei sostiene economicamente o concretamente i familiari più giovani, mentre il 37% è impegnato nel volontariato. Una fotografia che ribalta il racconto dominante sulla longevità e apre la strada a modelli sociali nuovi

Entro il 2050 una persona su tre in Italia avrà più di 65 anni. La proiezione demografica viene spesso presentata come una minaccia per i sistemi di welfare, una pressione insostenibile su sanità e pensioni.

Eppure i dati raccontano qualcosa di diverso. Al Parlamento europeo, nell’ambito dell’iniziativa Generazioni in Dialogo – Europa, Italia e Comunità per il Futuro, Fondazione Longevitas ha riunito realtà del terzo settore, ricercatori e istituzioni per discutere un tema che riguarda direttamente milioni di persone: il ruolo degli over 65 nella società contemporanea e il valore dei legami tra generazioni.

I numeri che cambiano la prospettiva

I dati presentati nel corso della giornata provengono dal rapporto Unifying Generations, documento scientifico di riferimento sulla solidarietà intergenerazionale in Europa.

Il quadro che emerge è netto: il 74% degli over 65 fornisce supporto economico o concreto ai familiari più giovani. Il 37% è attivamente impegnato in attività di volontariato. Dall’altra parte, oltre l’85% dei giovani riconosce l’importanza del contributo degli anziani nella propria vita quotidiana.

Non si tratta di percezioni: la solidarietà intergenerazionale, secondo il rapporto, contribuisce direttamente al benessere delle persone e alla sostenibilità dei sistemi di welfare.

In altre parole, le relazioni tra generazioni non sono solo un valore sociale – sono anche una leva concreta di risparmio e coesione. Un cambiamento che viene spesso raccontato come una criticità, mentre “i dati dimostrano il contrario” spiega Eleonora Selvi, presidente di Fondazione Longevitas, per la quale è necessario trasformare questa percezione e riconoscere il valore delle relazioni tra generazioni.

Musica, quartieri e comunità: il progetto Onda

Nel corso della giornata presso il Parlamento europeo sono stati inoltre presentati diversi progetti che puntano proprio alla collaborazione intergenerazionale: quello dell’associazione Onda, per esempio, utilizza la musica come strumento di incontro.

Cori e laboratori musicali nei quartieri diventano occasioni in cui giovani e anziani condividono spazi, tempo e relazioni. I luoghi della quotidianità – i mercati rionali, i centri di aggregazione – si trasformano in ambienti di comunità attiva.

Un modello replicabile, fondato sull’idea che l’incontro tra generazioni non richieda strutture complesse, ma occasioni concrete e ripetute.

Ricerca e territorio: il modello Ge.R.A.S.

Dal mondo accademico, Manila Vannucci, professoressa dell’Università degli Studi di Firenze, ha presentato il progetto Ge.R.A.S., che integra ricerca scientifica e partecipazione territoriale per promuovere relazioni intergenerazionali e contrastare l’ageismo – ovvero la discriminazione basata sull’età.

Il progetto coinvolge direttamente i territori e costruisce reti di volontari con l’obiettivo di superare stereotipi ancora molto diffusi. Un approccio che riconosce nell’anziano non solo un destinatario di cura, ma un soggetto attivo nei processi comunitari.

Dopo la pandemia, ricominciare dai legami: Auser Cortona

L’esperienza di Auser Cortona Aps, raccontata da Giuseppina Stellitano, mostra come una piccola associazione locale possa reinventarsi. Prima della pandemia il centro era percepito come uno spazio esclusivamente per anziani, legato ad attività tradizionali.

Dopo il 2020, la scelta di cambiare: incontri semplici, apertura alle famiglie, collaborazione con le scuole. Un cambio di paradigma che ha trasformato la percezione del centro nella comunità locale, rendendolo un punto di riferimento trasversale per età e bisogni.

Il divario digitale come rischio di isolamento: Nonno Clicca Qui

Il progetto Nonno Clicca Qui, promosso dal Moige (Movimento Italiano Genitori), affronta un tema sempre più rilevante: l’esclusione digitale degli anziani.

L’iniziativa mette in relazione giovani e over65 attraverso il trasferimento di competenze informatiche di base, favorendo autonomia nell’accesso ai servizi e partecipazione alla vita sociale e civica.

Il progetto produce un doppio effetto: gli anziani acquisiscono strumenti utili, i giovani sviluppano senso di responsabilità sociale e capacità di ascolto intergenerazionale.

Welfare sostenibile e longevità attiva

La giornata al Parlamento europeo ha messo in luce come l’intergenerazionalità non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana con effetti documentabili: riduzione dell’isolamento, miglioramento della qualità della vita, rafforzamento della coesione comunitaria.

Fondazione Longevitas, attraverso attività di ricerca e progettualità territoriali, promuove modelli orientati alla longevità attiva che considerano le relazioni tra generazioni non come un fattore residuale, ma come un elemento strutturale della sostenibilità sociale.

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