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Migliorare l’efficienza energetica, le proposte delle associazioni

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
efficienza energetica

efficienza energeticaMentre il Governo è ancora al lavoro sul decreto per l’efficienza energetica per recepire le direttive europee, le associazioni di categoria propongono modifiche e migliorie.

Risparmiare sulla spesa per l’energia è un desiderio di molti Italiani, per non dire quasi una necessità. Sempre più famiglie infatti, messe a dura prova dalla crisi faticano a pagare le utenze domestiche e sono alla ricerca continua di nuovi metodi per risparmiare.

In questo senso, lo strumento più valido che i consumatori hanno a disposizione resta il confronto delle varie tariffe. Solo mettendo a confronto i prodotti dei vari operatori del settore saremo in grado di risparmiare sulla fornitura di energia elettrica e di gas, compiendo così una scelta davvero conveniente e oculata.

Un altro modo per risparmiare, consiste invece nel ridurre direttamente i consumi. Ciò è possibile effettuando interventi mirati di riqualificazione della propria abitazione, in modo da migliorarne l’efficienza energetica e renderla più eco-friendly.

In ogni caso, una spinta significativa deve necessariamente arrivare dall’alto. Il sistema energetico del Paese, infatti, deve stare al passo con i tempi e saper sfruttare le tecnologie di nuova generazione per garantire un’efficienza energetica al massimo delle possibilità, da una parte per un fattore economico e dall’altro per tutelare l’ambiente. Ma forte dei connaturati ritardi con cui ci apprestiamo alle novità, l’Italia ha dovuto accorciare i tempi per la ricezione della Direttiva 2012/27 del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica con un Decreto last minute.

Un Decreto che fa discutere e che non piace alle associazioni dei consumatori, le quali hanno proposto una serie di modifiche da apportare al disegno normativo. Le vedremo nel dettaglio, a partire dalla famosa richiesta di stralciare l’articolo 11 che prevede sensibili modifiche alla struttura della bolletta elettrica.

Questo articolo, infatti, intende eliminare il sistema progressivo della tariffazione, all’insaputa di 30 milioni di utenze domestiche: in questo modo verrà premiato chi consuma di più. Un cambiamento di questa portata, accusano le AACC, porterebbe non solo danni alle famiglie che cercano di tagliare i consumi eliminando gli sprechi, ma andrebbe a modificare tutta la cultura al risparmio.

A favore delle utenze va anche la proposta di modificare l’articolo 9 del decreto. Questo, infatti, intende lavorare sull’aumento della consapevolezza dei clienti finali sui propri consumi. In questo caso a venire interpellata direttamente è l’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica, a cui si chiedono interventi mirati a una migliore comunicazione dei dati di misura tra chi distribuisce e chi vende energia.

Questo significa che, mentre non sarà totalmente avviato il Servizio Informativo Integrato (SII), le AACC chiedono maggiore accuratezza nella periodicità di lettura dei contatori, nella comunicazione dei dati di misura dai distributori e, nel caso di contenzioso tra clienti e venditori, tempi più snelli.

Le associazioni hanno puntato il dito anche contro la mancanza di informazione necessaria a permettere alle famiglie di utilizzare l’energia in modo consapevole e in ottica di efficienza energetica. Affidare la compilazione dei piani informativi sull’efficienza all’ENEA o al GSE per le associazioni sarebbe uno sbaglio: meglio puntare sull’educazione diretta dei giovani a scuola e nelle università e lasciare che loro trasmettano alle famiglie i comportamenti più giusti da adottare.

Invece, in fatto di novità che secondo le associazioni andrebbero inserite nel decreto, la maggiore riguarda la costituzione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica in grado di finanziare interventi mirati sia per la Pubblica Amministrazione che per gli edifici condominiali.

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